Tom Waits e la corazzata Kotiomkin

In questi giorni il cantautore statunitense Marc Ribot ha fatto uscire una cover di Bella ciao cantata da Tom Waits. Un mio contatto su Facebook ha pubblicato il link al pezzo salutandolo con gioia, come alternativa all’originale che sarebbe a suo avviso un “nenia tediosa”. Questa persona non è certamente schierata a destra eppure ha ritenuto opportuno, persino in tempi come questi, dare quel tocco un po’ fantozzianamente liberatorio al suo post, come Bella ciao fosse una novella Corazzata Kotiomkin. Continua a leggere

Il musical oggi, come nuovo melodramma


di Guido Michelone

Questo breve excursus, in venti film usciti tra il 1975 e il 2017, risponde al quesito su cosa oggi sostituisca il ‘vecchio’ melodramma, se sia il concerto rock, la performance multimediale, il varietà televisivo, il cinema che ha a che fare con la pop music o altro. Certo è che, alla fine, la pop music, intesa in primis quale canzonetta, risulta ontologicamente lontana dall’opera lirica, perché la sua arte interpretativa (spesso informale) dal vivo non si lascia imbrigliare dalle unità quasi aristoteliche del melodramma classico, dove gli spazi e i tempi posseggono rigide architetture e solenni teatralità. Continua a leggere

Giorgio Galli, “La parte muta del canto”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Giorgio Galli, La parte muta del canto. Vite ritrovate di musicisti, ed. Joker, 2016

Giorgio Galli è scrittore abituato al viaggio e all’osservazione dei luoghi e del tempo. Ne La parte muta del canto, raccolta di racconti-ritratto, declina tutte le possibili combinazioni di queste dimensioni. “Luoghi” significa scenari di mondo geografico ma anche dello spirito, principalmente filtrati attraverso le note di compositori, direttori d’orchestra e interpreti dalle vite difficili, perché segnate da fallimenti e frustranti rivalità. Il tempo, invece, è coinvolto, certo, in quanto le epoche osservate sono diverse, ma anche perché Galli si addentra nelle dinamiche più intime delle composizioni di (o eseguite da) questi artisti, scandagliandone lo stile, letto in controluce rispetto alle loro vicende biografiche. E si sa, la musica è quintessenzialmente “tempo”. Continua a leggere

La poesia della fusion. Commenti intorno a tre CD chitarristici.


di Guido Michelone

 

La fusion music (abbreviata ormai in fusion) è da oltre quarant’anni la fusione tra il jazz e il rock, che infatti agli inizi (attorno al 1968-70) si chiama ancora jazzrock o rock-jazz. Si tratta di un genere anche oggi molto amato da svariate generazioni di ascoltatori, come dimostra la qualità di tre nuovi dischi firmati da altrettanti insigni esponenti del linguaggio fusion chitarristico, ovvero Peter White con Groovin’, Julian Lage con Arclight, Etienne Mbappe & The Prophets con How Near How Far. Continua a leggere

Il Moonlanding di Dalla Porta

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di Guido Michelone

Talvolta anche su ‘La Poesia e lo Spirito’ occorre parlare di musica, soprattutto quando i dischi hanno un risvolto poetico. Il nuovo disco Moonlanding, a nome del Paolino Dalla Porta Future Chamber Quartet, idealmente comincia con l’esergo ad apertura di booklet: è una frase dalle lezioni americane di Italo Calvino il quale dice: “Nei momenti in cui il regno dell’umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio”, a cui sembra fare da eco lo stesso autore che Dalla Porta inserisce a pié pagina: “Non sto parlando di fughe nel sogno o nell’irrazionale. Voglio dire che devo cambiare il mio approccio, devo guardare il mondo con un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica”. Continua a leggere

TRA SUONO E PAROLA: LA MUSICA DI GANESH DEL VESCOVO

di Giovanni Agnoloni

ganeshMi è gradito fare una riflessione sul rapporto tra suono e parola, in occasione del conferimento al Maestro Ganesh Del Vescovo del prestigioso Concorso di Composizione Michele Pittaluga 2016 nella categoria dedicata alle composizioni per una oppure due chitarre a sei corde (della durata massima di 8 minuti circa, di forma e linguaggio libero).

Si tratta di uno dei più importanti riconoscimenti a livello mondiale per i compositori per chitarra classica. E Ganesh è un compositore e un esecutore attentissimo alla sonorità come veicolo di espressione di contenuti emozionali e spirituali.

Ben poco, oggi, si riflette su questi aspetti, nella critica letteraria. Normalmente l’attenzione è per lo più rivolta ad aspetti strutturali e concettuali, ma a mio avviso il nucleo della ricerca poetica e narrativa, così come di quella musicale, è proprio nel suono, da intendersi come vibrazione, e dunque manifestazione energetica primordiale. Il fatto che poi questo si articoli in narrazioni (o melodie) ed evochi concetti e valori è certamente importante, ma non “fa” da solo un’opera autenticamente artistica. L’anima della stessa attinge infatti al profondo, ovvero ai territori interiori dell’autore (o del compositore), dai quali il suo vissuto personale, relazionale e culturale si riversa sulla carta con la capacità di raggiungere visceralmente il lettore/spettatore. Continua a leggere

Gianmaria Testa, un poeta che cantava

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di Guido Michelone

Ci volevano i francesi, circa vent’anni fa, per scoprire il talento di un nuovo protagonista della canzone d’autore italiana, non più giovanissimo: Gianmaria Testa, cuneese di Cavallermaggiore (dove nasce il 17 ottobre 1958 da una famiglia contadina), vive nel tipico borgo collinare tra Savigliano e Racconigi, ma muore ad Alba, ormai sua città adottiva, il 30 marzo 2016, dopo una dolorosa malattia. Continua a leggere

International Jazz Day UNESCO

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Venti jazzisti italiani per la giornata del jazz

a cura di Guido Michelone

Il 30 aprile, in tutto il mondo, si festeggia l’International Jazz Day, l’iniziativa che l’UNESCO vara nel 2012 grazie all’intraprendenza di artisti, studiosi e appassionati, ritenendo la musica jazz – dagli Stati Uniti d’America ormai diffusa sull’intero pianeta – quale simbolo di cultura, arte, civiltà. Continua a leggere

Steve Lehman, il nuovo genio del jazz contemporaneo

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di Guido Michelone

Il prossimo 30 Aprile ricorre l’International Jazz Day UNESCO, che da quattro anni si celebra in tutto il mondo: creata dal grande pianista afroamericano Herbie Hancock la ‘Giornata del Jazz’ intende favorisce il dialogo tra i popoli attraverso una musica libera, aggregante, democratica quale appunto è il jazz, dichiarato patrimonio dell’Umanità dalla stessa UNESCO, l’organizzazione che con l’adesione di 196 stati sovrani si batte per l’innalzamento dell’arte, della cultura, della scienza, dell’educazione nell’intero Pianeta. Continua a leggere

L’autobiografia di Ray Charles, il genio del soul

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di Guido Michelone

C’è un lungo periodo, anche in Italia, grosso modo tra gli anni Sessanta e Settanta, che Ray Charles, soprannominato ‘il genio del soul’, è famosissimo, acclamato come un divo pop. Ma occorre fare dei distinguo: anche a quell’epoca, la musica di Ray Charles si eleva sul beat dei tanti complessini yè_yé che indirettamente vogliono imitarlo o rendergli omaggio, perché Ray Charles è simbolicamente l’incarnazione dell’arte del suo popolo, i neri d’America.
Tutto questo è assai ben spiegato nella ripubblicazione da parte del’editore romano Minimum Fax della biografia di Ray Charles, Continua a leggere

La ‘poesia’ del jazz italiano Max De Aloe, Marcella Carboni, Filomena Campus, Massimo Barbiero

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di Guido Michelone

“Il mondo del jazz in Italia è un mondo piccolo, lontano dal music-business e dai clamori, ma questo suo limitato potere commerciale ha il vantaggio di preservare la purezza e l’autenticità del processo creativo. Tradotto vuol dire che possiamo scrivere, suonare e registrare la musica che più ci aggrada. E non è poco”. Continua a leggere

Guido Michelone intervista Prato Paolo

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Paolo Prato è tra i maggiori intellettuali contemporanei: docente incaricato presso la Pontificia Università gregoriana, dove si occupa di musica e culture giovanile, è tra i più originali studiosi internazionali del rapporto tra il mondo attuale, i mass media e le sonorità popolari. A riprova di questi interessi trasversali si possono citare alcuni suoi libri di grande successo dai recenti Le macchine della musica e I Canti di Natale agli ormai classici La musica italiana e Il treno dei desideri. Continua a leggere