C’è nulla e nulla

Vorrebbero convincerci che l’uomo
sia un nulla, nel distendersi infinito
di universi contigui, un discendente
di scimmie, da cui poco si distingue,
un iceberg che si nota a malapena,
mentre il resto è sepolto nell’inconscio.
O povero, confuso da scienziati
onniscenti, ricordati che un nulla
sei solo perché hai scelto la tua strada,
invece del Progetto. Ma il Signore
ti cerca, nonostante, su quest’atomo
sperduto che è un giardino di delizie,
mutato in una steppa da chi nega
l’amore che ha creato inconscio e scimmie
per te. O uomo, sii felice: il nulla
vero non ha memoria di chi sia,
e in questo oblio, immemore, si culla.

Radici

di Sabrina Trane

Tempo fa ascoltavo un video su youtube, distrattamente, ma presto l’attenzione si è accesa: il tema trattato mi colpiva profondamente. Come cristiana, certo, ma non solo, perché lì c’era un modo particolare di illustrare il tema dell’identità, secondo il criterio più credibile: l’esperienza personale.

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Intervista a Fabrizio Centofanti

di Giampaolo Centofanti

Chiedo spunti sulla situazione attuale. Sui possibili sbocchi.

Situazione spirituale

Aspetti culturali

Aspetti sociali


La situazione esistenziale, in Occidente, è in condizioni pietose: alle persone si mostra, in modo martellante, ciò che non hanno, per trasformarle progressivamente in clienti. L’essenziale è che comprino: tutto il resto diventa secondario, compreso Dio, il quale, come nella Cappella Sistina, prende prima gran parte dello spazio e poi diminuisce, fino a sparire. Ciò che conta è l’oggetto, la merce. La religione diventa pubblicità: si pensi al noto spot di un caffè, che si svolge in paradiso. La vita spirituale si può ridurre ad atti quantificabili, come la benedizione delle auto, che nasconde spesso motivazioni discutibili, del tipo “non si sa mai”. La religione cosificata si oppone all’incarnazione di Cristo, che si colloca agli antipodi: qui ogni realtà si offre come memoria dell’amore che crea e custodisce. Anche nella Chiesa, a volte, si seguono maestri che guidano grandi movimenti, trasmettono valori e contenuti, ma si viene a scoprire che manca il dato più importante: il compromettersi in prima persona, l’esperienza di un Dio che visita te, che viene a cercare proprio te. Continua a leggere

Sinodalità e partecipazione. Come il pane

di Giampaolo Centofanti

La libertà di crescere alla luce di ciò in cui si crede, anche nella scuola e nella comunicazione mediatica, e nell’incontro con ogni altra persona, comunità, cultura costituiscono una profonda via di rinascita personale e sociale. La democrazia sta involvendo nella dittatura soft dei poteri forti che tacitano in vario modo le voci alternative e cercano di teleguidare il popolo. Questo blog si propone di cogliere gli spunti non uniformati, degli orientamenti più diversi, dovunque si trovino. Certo nei limiti di una convivenza civile. Il pensiero unico, la falsa, impossibile, neutralità di un certo scientismo, stanno cercando di spegnere le coscienze, di rendere ciascuno un mero consumatore isolato dagli altri e perso in una massa anonima. Ma un mondo svuotato di slanci, di libera, vissuta, ricerca, di partecipazione va verso il crollo. Non lo si vede a tutto campo? Dall’ecologia, all’economia, alla psicologia, si cercano soluzioni tecniche ad un problema di base più profondo: la scomparsa di un’autentica, plurale, ricerca umana. In preda ai falsi meccanicismi della tecnica, degli apparati, la vita sulla terra va verso il crollo e nessuno sembra poter fare nulla. Serve un salto di qualità. Un passaggio epocale. Costruiamo dal basso una nuova società, viva di valori, non omologata.

Chi fosse interessato, può approfondire qui.

Il futuro secondo Jacques Attali


Brevi riflessioni attorno a un libro di storia

di Guido Michelone

Nel 2016 ritorna in un’edizione completamente aggiornata un libro coraggioso che, alla prima uscita, nel 2005, prima in Francia, poi un tutt’Europa, suscitata ottimistica curiosità e genuino interesse, ma anche imprevisti clamori e feroci polemiche.

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Diventare se stessi

di Sabrina Trane

Dalle profondità della storia, e della poesia, Pindaro ci lancia questo paradossale invito: “Diventa ciò che sei” e, nella seconda parte della frase, ci indica la direzione da seguire: “avendolo appreso”. Per diventare se stessi, dunque, bisogna fare un cammino di autoconoscenza.

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Alla ricerca dell’anima

di Sabrina Trane


Ciò di cui cerchi di sbarazzarti gettandolo fuori dalla coscienza rientra, per così dire, dalla finestra dell’inconscio. L’uomo occidentale ha fatto scomparire Dio dal palcoscenico della propria vita, dichiarandolo morto, e si è ritrovato stretto nella morsa di uno scientismo arido, e di un iper-attivismo volto ad affondare nel buio dell’oblio la sua profonda angoscia esistenziale. 

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La questione di fondo

di Giampaolo Centofanti

Si può rilevare nella Chiesa un oscillare tra vari orientamenti. Alcuni più vicini ad un certo razionalismo, fino ad assumere criteri in parte ideologici. Altri che non si riconoscono in tale astrattismo ma non trovando il sostegno di una cultura rinnovata si rifugiano spesso in due limitate tendenze variamente distanti anche tra loro. Una di queste si focalizza su una crescita prevalentemente spirituale demandando il vasto campo dell’umano concreto alla cultura intellettualista vigente. Vista con vario sospetto ma anche senza conosciute alternative. Si finisce così nello spiritualismo, in un considerare un cammino solo delle intenzioni profonde ma con forti rischi di schematismo, di poca incarnazione. L’altro invece è un orientamento pragmatico che cercando di non restare impelagato nelle astrazioni del razionalismo e dello spiritualismo si getta nel vissuto senza trovare però più distintamente riferimenti alternativi. La cultura di fondo, pur vista con sospetto anche qui, resta quella in varia misura dei ragionamenti a tavolino.

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Dove viene il regno di Dio

di Giampaolo Centofanti

“Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: «Eccolo qui», oppure: «Eccolo là». Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!” (Lc 17, 20-21).

Qualche decennio addietro nella comunione osservavo nella Chiesa un certo possibile astrattismo, poi notai forse un passaggio verso un qualche spiritualismo.

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Piccolo manuale di spiritualità. Istruzioni per l’uso

Il Piccolo manuale è una specie di test: serve a capire quanto siamo stati fagocitati dalla superficialità imperante, o se abbiamo acquisito la capacità – o meglio, ricevuto il dono – di fermarci, accedere a una zona di silenzio, aprire il cuore a un messaggio più importante di quelli dei mass media.
Bisogna sfondare i sensi, dicono i maestri. Ciò è possibile solo facendo uno sforzo, compiendo un salto, lasciando che lo Spirito ci inizi a un sentire mai sentito, ma riconosciuto come nostro. Tutti i lettori più sensibili ci hanno fatto la stessa confidenza: al primo impatto ci è sembrato difficile; poi, leggendo e rileggendo, è stato come se si aprisse la mente, anzi, il cuore. Si entra, così, nel ritmo giusto di lettura: un paragrafo alla volta, negli interstizi della giornata ordinaria, per impregnarla della densità e ricchezza dello Spirito.
Non abbiamo scelto una linea dogmatica: non ci sono definizioni precise; il criterio è fenomenologico: la declinazione della vita spirituale nella ferialità del quotidiano, la trasformazione di pensieri, parole e azioni al contatto con la profondità.
Il Piccolo manuale, dunque, è fatto per chi coltiva in sé un desiderio di conversione concreta. Il primo annuncio di Gesù è stato questo: cambiate. Speriamo di aver dato un nostro, infinitesimale contributo.

Fabrizio Centofanti
Sabrina Trane

Un nuovo samizdat, circolazione sotterranea di contenuti autentici e liberi

Se di Giampaolo Centofanti

Se il sistema impone i propri orientamenti tacitando, dove non perseguitando, ogni altra pur pacifica e dialogante voce è possibile trovare contributi ad un’autentica ricerca? Un criterio decisivo è valutare un periodico dal pluralismo che lascia esprimere. Talora intuizioni non allineate si trovano nelle note di commento, per esempio su Facebook, in alcuni video su Youtube. Ma in certi casi anche per queste vie voci profonde vengono silenziate, pure su media che si proclamano paladini della aperta condivisione. Nello spegnimento diffuso a causa dell’omologazione del pensiero unico chi per un pervicace dono del cielo cerca ancora la verità spesso deve spulciare in questi anfratti. E ancor più cercare, per un credente prima di tutto nella preghiera, il contatto dal vivo con chiunque possa segnalarsi come portatore di piste innovative.
http://gpcentofanti.altervista.org/dove-viene-il-regno-di-dio/

Coincidenze?


di Sabrina Trane

Navigando in rete, mi sono imbattuta in una conferenza del professor Livio Melina, monsignore della Chiesa Cattolica. E’ uno dei nomi eminenti recentemente liquidati dalla riforma del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, ma questo è un altro discorso. Ho trovato estremamente affascinante la sua lezione, e quel che mi ha più colpito è una citazione tratta da un libro, De la Vie avant toute chose, scritto nel lontano 1979 da Pierre Simon, Venerabile Maestro del Grande Oriente di Francia (un’alta carica della Massoneria francese), convertito poi alla fede cattolica.

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L’impresa più difficile

C’è un’altra visione del mondo. Pochi ne parlano, perché si oppone alle leggi che, in quest’epoca e a questa latitudine, ci vogliono clienti, cioè esseri programmati per acquistare merci, in senso lato. La visione di cui parlo è agli antipodi, perché vede come fine della vita l’acquisto dello Spirito. Quando diedi il nome a questo blog, nel 2006, tentarono di dissuadermi, perché sarebbe risultato indigesto a una porzione notevole di pubblico.

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Prospettive

di Giampaolo Centofanti

La tuttora non di rado forte separazione tra cultura e vita puo’ comportare la formazione di caste di intellettuali ognuna con il suo vivisezionato compitino da svolgere a tavolino. La societa’ attuale sta vivendo inconsapevolmente le conseguenze di questa, talora, sistematizzazione omologante a tutto campo.

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Senza oggetto o aggettivo. Solo corpi.

disaggettivare

La possibilità di sopravvivenza delle specie animali è collegata alla capacità di valutare e giudicare. Se ci fosse indifferenza rispetto allo stato fisico degli esseri che ci circondano, non saremmo sopravvissuti altrettanto bene. Ci saremmo accoppiati con esemplari non abbastanza sani e forti, e il leone avrebbe rincorso la gazzella sbagliata – e forse sarebbero entrambi estinti. Valutazione e giudizio prediligono ciò che è ai nostri occhi “bello” laddove traduciamo la “bellezza” visiva come indice generale di salute e fertilità.

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IL RITORNO DEL PADRE EDIPICO. PERCHÉ DOVREMMO ESSERE UOMINI CASTI.

di Domenico Lombardini



Papa Francesco è agli antipodi del padre edipico: “Chi sono io per giudicare”, disse il pontefice riferendosi agli omosessuali. Non è un padre legislatore, che legifera; non è un padre governatore, che fa rispettare la legge; non è un padre giudice, che giudica e condanna i colpevoli. In effetti, non sembra essere padre tout court. Vapuntualizzato che secondo il Vangelo, Gesù Cristo non venne per annullare la legge dei padri ma per emendarla e per compierla; con lui non venne un caos anarchico ma una nuova libertà, che dalla legge tuttavia promana: una libertà dura da portare, certo, come ogni libertà radicale; e poi che ognuno porti la sua croce. Sebastian Franck ci ammonisce: Il Cristo del mondo è l’anticristo di Dio, e viceversa. Tutto nel mondo è stato fatto contrario al Regno dei Cieli, perché così piacque a Dio; ed ecco perché vi mando come agnelli fra i lupi. Guardatevi da chi occulta lo spigolo duro della realtà, da chi con toni accomodanti e amichevoli vorrebbe cattivarsi le nostre simpatie, da chi ci costringe a sognare in un giardino incantato (De André).

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Figure della condivisione

Figure della condivisione (da “Banalità – luoghi comuni, semiotica, social network”,

di Stefano Bartezzaghi, Ed. Bompiani Campo Aperto, pagg. 53,54, 55)

a cura di Barbara Pesaresi

«Qualcuno, proprio oggi, cioè nel giorno in cui scrivo queste pagine, ha postato su Facebook:  “Mi chiedono perché sono assente da un po’ di tempo e non scrivo nulla. È che non ho opinioni da condividere”.

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“Il silenzio è cosa viva” a Philo

Venerdì 11 gennaio 2019 alle ore 21.00 a Philo presso Frigoriferi Milanesi, Sala Carroponte, in via Piranesi 10, a Milano, verrà presentato il libro Il silenzio è cosa viva (Einaudi 2018) di Chandra Livia Candiani, in dialogo con Claudia Baracchi e Daniela Bonelli Bassan. Ingresso libero. Continua a leggere

Istinto e analogia

di Riccardo Ferrazzi 

La scienza fa continuamente grandi passi avanti, ma i filosofi, i poeti e i ricercatori senza pregiudizi (come pure i ciarlatani e i truffatori), nonché il mai dimenticato “uomo della strada”, continuano a dare grande importanza a strumenti che la scienza considera né più né meno che assurdità.
L’osservazione può svilupparsi in induzione e perfino in intuizione, ma la conoscenza può assumere anche altre forme, difficilmente definibili in termini scientifici eppure pacificamente impiegate nelle nostre attività quotidiane.
Per esempio l’istinto, una facoltà che può andare oltre l’intuizione. Continua a leggere