Senza oggetto o aggettivo. Solo corpi.

disaggettivare

La possibilità di sopravvivenza delle specie animali è collegata alla capacità di valutare e giudicare. Se ci fosse indifferenza rispetto allo stato fisico degli esseri che ci circondano, non saremmo sopravvissuti altrettanto bene. Ci saremmo accoppiati con esemplari non abbastanza sani e forti, e il leone avrebbe rincorso la gazzella sbagliata – e forse sarebbero entrambi estinti. Valutazione e giudizio prediligono ciò che è ai nostri occhi “bello” laddove traduciamo la “bellezza” visiva come indice generale di salute e fertilità.

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IL RITORNO DEL PADRE EDIPICO. PERCHÉ DOVREMMO ESSERE UOMINI CASTI.

di Domenico Lombardini



Papa Francesco è agli antipodi del padre edipico: “Chi sono io per giudicare”, disse il pontefice riferendosi agli omosessuali. Non è un padre legislatore, che legifera; non è un padre governatore, che fa rispettare la legge; non è un padre giudice, che giudica e condanna i colpevoli. In effetti, non sembra essere padre tout court. Vapuntualizzato che secondo il Vangelo, Gesù Cristo non venne per annullare la legge dei padri ma per emendarla e per compierla; con lui non venne un caos anarchico ma una nuova libertà, che dalla legge tuttavia promana: una libertà dura da portare, certo, come ogni libertà radicale; e poi che ognuno porti la sua croce. Sebastian Franck ci ammonisce: Il Cristo del mondo è l’anticristo di Dio, e viceversa. Tutto nel mondo è stato fatto contrario al Regno dei Cieli, perché così piacque a Dio; ed ecco perché vi mando come agnelli fra i lupi. Guardatevi da chi occulta lo spigolo duro della realtà, da chi con toni accomodanti e amichevoli vorrebbe cattivarsi le nostre simpatie, da chi ci costringe a sognare in un giardino incantato (De André).

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Figure della condivisione

Figure della condivisione (da “Banalità – luoghi comuni, semiotica, social network”,

di Stefano Bartezzaghi, Ed. Bompiani Campo Aperto, pagg. 53,54, 55)

a cura di Barbara Pesaresi

«Qualcuno, proprio oggi, cioè nel giorno in cui scrivo queste pagine, ha postato su Facebook:  “Mi chiedono perché sono assente da un po’ di tempo e non scrivo nulla. È che non ho opinioni da condividere”.

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“Il silenzio è cosa viva” a Philo

Venerdì 11 gennaio 2019 alle ore 21.00 a Philo presso Frigoriferi Milanesi, Sala Carroponte, in via Piranesi 10, a Milano, verrà presentato il libro Il silenzio è cosa viva (Einaudi 2018) di Chandra Livia Candiani, in dialogo con Claudia Baracchi e Daniela Bonelli Bassan. Ingresso libero. Continua a leggere

Istinto e analogia

di Riccardo Ferrazzi 

La scienza fa continuamente grandi passi avanti, ma i filosofi, i poeti e i ricercatori senza pregiudizi (come pure i ciarlatani e i truffatori), nonché il mai dimenticato “uomo della strada”, continuano a dare grande importanza a strumenti che la scienza considera né più né meno che assurdità.
L’osservazione può svilupparsi in induzione e perfino in intuizione, ma la conoscenza può assumere anche altre forme, difficilmente definibili in termini scientifici eppure pacificamente impiegate nelle nostre attività quotidiane.
Per esempio l’istinto, una facoltà che può andare oltre l’intuizione. Continua a leggere

Chandra Livia Candiani, Il silenzio è cosa viva

Dal 9 ottobre è nelle librerie Il silenzio è cosa viva (Einaudi 2018) di Chandra Livia Candiani. Ne do con gioia l’annuncio, in attesa di parlare diffusamente di questo libro. Come dice la stessa Chandra Candiani: “Le misteriose vie della vita mi hanno regalato due metodi, due alleati per avvicinare e arrivare ad accogliere la paura: la poesia e la pratica del Buddhismo”. Non solo di meditazione e di Buddhismo infatti si parla in questo libro, scritto con “la lingua delle schegge, dei frammenti”. Di qualsiasi cosa parli, Chandra Candiani parla di poesia e come le sue poesie, anche questo libro è un libro “per la vita”: una sveglia e un invito a “farsi vivi”. Un libro da portare con sé. Continua a leggere

Tom Waits e la corazzata Kotiomkin

In questi giorni il cantautore statunitense Marc Ribot ha fatto uscire una cover di Bella ciao cantata da Tom Waits. Un mio contatto su Facebook ha pubblicato il link al pezzo salutandolo con gioia, come alternativa all’originale che sarebbe a suo avviso un “nenia tediosa”. Questa persona non è certamente schierata a destra eppure ha ritenuto opportuno, persino in tempi come questi, dare quel tocco un po’ fantozzianamente liberatorio al suo post, come Bella ciao fosse una novella Corazzata Kotiomkin. Continua a leggere

Prosa e pensiero della poesia, e della vita, di Anna Vasta

L’ultimo libro di Anna Vasta, “La prova del bianco” (Le farfalle ed., 2015), densa raccolta di pensieri, aforismi, poemes-en-prose, nel mare magnum della poesia e della letteratura di questi nostri (dis)informatissimi tempi, presenta un carattere di unicità da sottolineare. Con un exergo da Manlio Sgalambro, questi testi, per le vie casualmente miracolose del pensiero e della creazione artistica, fanno in qualche modo sistema sulla poesia, sulla vita, sul legame/conflitto tra l’una e l’altra, secondo un naturale approdo morale. “Naturale” perché la tensione morale non si fa mai predica moralistica e il pensiero non si fa mai gabbia ideologica. E la parola, la parola della poesia e della letteratura, come parte integrante della vita e delle sue vicende (“Non si legge per distrarsi, ma per concentrarsi” … “Gli uomini apprendono di sé dalla letteratura”), come pensiero capace di riflessione su male,  bene, morte, idea di Dio, Natura, cui l’umano inevitabilmente viene a incontrarsi. Poesia che si fa, inestricabilmente, pensiero e vita, oltre che pensiero sulla vita e sull’esistenza. Fra gli amori letterari dell’autrice, traspaiono nette figure come Holderlin e Leopardi, e pensatori come Schopenauer. E il bianco, coraggiosamente minimalista, del titolo del libro, pronto ad aprire alle infinite possibilità della scrittura (e.d.l.).

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Alcuni testi da LA PROVA DEL BIANCO: 

Finché morte non vi separi! Non è la morte a separare, ma la vita.

Ogni ricerca poetica è un ritorno a un luogo che è anche un tempo d’origine.

Una poesia che graviti attorno a un luogo e lo assuma come fonte di emozioni, di immagini, di pensieri, non ha niente di localistico. In un’ideale geografia dello spirito il luogo diventa metafora, figura di allusività e significanze non soggettive.

Al luogo dell’infanzia che è luogo di poesia è possibile tornare soltanto nella consapevolezza della sua perdita. Ma anche nella maturata convinzione della sua trasformazione in un topos di originaria innocenza.
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L’ombra che ci abita: una rilettura poetica del mito


di Raffaela Fazio

 

Qualche tempo fa, nel presentare la mia raccolta poetica Ti slegherai le trecce (Coazinzola Press, 2017) dedicata a 28 personaggi femminili della mitologia classica, ho privilegiato, come possibile chiave di lettura, quella dell’ombra.

 

In questo contesto, mi limiterò a citare poche figure che esemplificano il tema e che possono essere raggruppate in tre categorie. Nella prima, l’ombra è presenza fatale, perché non risanata. Nella seconda, essa è un’opportunità, perché in parte ascoltata ed integrata. A queste due si aggiunge, in una riflessione conclusiva, l’ombra considerata come inevitabile alter ego. Continua a leggere

Che cosa vuol dire amare Gesù?


di Rosa Salvia

 

In primis mi soffermo su quanto affermano alcuni cristiani che declinano il loro amore per Dio dicendo “di essere innamorati di Gesù”. Quanti gruppi pullulano in alcune chiese di Roma (e non solo) ad esprimere con canti improvvisati, smorfie strane, tensioni corporee molto vicine a una sorta di orgasmo sublimato, imposizioni reciproche di mani, manie narcisistico-compulsive e via discorrendo, questa sorta di “innamoramento” dionisiaco. Continua a leggere

L’intuizione

di Riccardo Ferrazzi


Gli scienziati che attribuiscono al caso l’ultima parola nella creazione di nuove specie animali si comportano più o meno come i critici letterari che attribuiscono alla fantasia degli autori la capacità di creare storie. Ma la fantasia di ogni autore ha un suo specifico modus operandi. C’è chi programma ogni particolare e chi si affida al pensiero poetante. C’è chi aspetta l’ispirazione e chi lavora a ore fisse. Ci sono autori che cercano spunti nella Storia o nei viaggi esotici, ce ne sono altri che aspettano che “si accenda la lampadina”. Eccetera eccetera. Continua a leggere

Che la forza sia con voi. E il potere con noi.

la forza con voi

Ci sono molte donne per cui femminismo significa in qualche modo rifiutare una prospettiva di diversità di genere, come fosse un marchio di debolezza; donne che tendono a catalogare sé stesse su un metro maschile, a cominciare dalla declinazione dei titoli professionali, ché quelli al femminile “non valgono tanto quanto”.
Questa esigenza ha avuto la sua piena importanza finché la cultura patriarcale ha tenuto chiuse le porte di molti mestieri che ora si stanno lentamente aprendo in tutti i settori, dalla scienza alle applicazioni manuali. Qui in Svezia per esempio ci sono sempre più donne nelle attività impiantistiche: deliziose idrauliche o elettriciste, magari minute ma scattose Lisbeth Salander con piercing e martello. Continua a leggere

La generazione perduta dei pornoragazzini

Tutto quello che non sappiamo sulla pornografia in rete raccontato in un saggio fondamentale appena pubblicato in Svezia

È uscito in Svezia un libro dal titolo “Droga visiva – su pornografia in rete, bambini e ragazzi” [“Visuell drog – Om barn, unga och nätporr”, Kalla Kulor Förlag, 2016] che sarebbe veramente utilissimo tradurre in italiano. Le scrittrici sono due centrali termonucleari: Maria Ahlin − giovanissima presidente dell’associazione Freethem contro il trafficking − e Ulrica Stigberg − pastora della Fryhuset, il più importante e vitale centro giovanile di Stoccolma.
Per scrivere questo libro Ahlin e Stigberg hanno scelto di fare un passo indietro rispetto a una prospettiva morale sulla pornografia, preferendo concentrarsi solo sugli effetti del suo consumo a danno della salute di giovani e giovanissimi, sia a livello neuropsichiatrico che fisico e sociale. Hanno intervistato esperti di ogni tipo: professori universitari, neurologi, criminologi, commissari di polizia, sociologi, urologi, psicologi, ricercatori, personaggi televisivi. Ma soprattutto, hanno parlato a lungo con decine di ragazzi e ragazze, che hanno (finalmente) trovato orecchie adulte per esternare le problematiche che né genitori né insegnanti sanno affrontare, e hanno scoperto che nessuno di loro aveva mai avuto la possibilità di parlare con un adulto su questo tema. Il quadro che ne emerge è molto inquietante e con forti ripercussioni sociali. Continua a leggere

Il posto di ognuno

Quasi le 8 di sera, la luce iniziava a sbiadire e anche i cassonetti della differenziata sfumavano nel grigio dell’asfalto. Svuotavo i miei sacchetti e sul finire arriva una minuta ragazza straniera con un viso dolcissimo, accompagnata dal suo bimbo. Con dita delicate ha preso a controllare se ci fosse per caso qualche contenitore con cauzione, da portare al supermercato per ottenere degli spiccioli in contanti.
Un secondo prima di risalire in macchina ho sentito un fischio di freddo dietro i lobi delle orecchie, e ho preso il portafoglio per darle l’equivalente di due Euro, così, mentre era lì a fare le vocine giocose al suo bambino. E quando glieli ho dati, mi ha preso la mano per baciarmene il dorso, dicendomi una cosa che non ho capito, piena di sorrisi, mentre il bimbo mi soffiava bacetti dalla punta delle dita e io già cominciavo a piangere.
Mi ha baciato la mano per due Euro da niente. Che vergogna infinita questo mondo dove senza meriti nasciamo nel posto giusto, solo per caso, e ci sfiliamo due Euro miseri da un portafoglio.

[Un invito di ascolto qui]

Aprire la mente


di Riccardo Ferrazzi

Agli albori del terzo millennio, dapprima in forma di dubbio, poi con sempre maggiore convinzione, giornali e tv comunicarono al pubblico una notizia sconvolgente: la scienza è in grado di spiegare sì e no il 5% della realtà, tutto il resto è semplicemente sconosciuto.
Come gli antichi romani all’annuncio della disfatta di Canne, scienziati e opinione pubblica reagirono con animo virile: nessuno parlò di catastrofe, nessuno intonò il mea culpa. Gli scienziati cominciarono a parlare di “materia oscura”, l’opinione pubblica si dispose ad attendere fiduciosamente la spiegazione di cosa fosse questa nuova materia. Continua a leggere

Dissociazione, di Riccardo Ferrazzi


   Le esperienze di dissociazione sono fenomeni sorprendenti, che vanno analizzati con estrema cautela. Sarebbe insensato trarre conclusioni prima di aver capito di che cosa si tratta e, siccome il fenomeno è tutt’altro che chiarito, tutto ciò che si può fare è affacciare qualche ipotesi. Continua a leggere

I grandi uomini


di Riccardo Ferrazzi

Secondo gli antichi, gli uomini che si elevavano al di sopra della massa avevano caratteristiche divine.
Non bisogna credere che questa idea sia del tutto scomparsa nel mondo moderno: Manzoni chiamò Napoleone “uom fatale” (l’idea del Fato resiste anche alle scosse dell’illuminismo!). E nel secolo scorso, per incensare i dittatori, si scomodò spesso la Provvidenza e il favore di Dio. Continua a leggere

Chi ha paura della Svezia?

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In questi giorni la Svezia è di attualità dopo che Donald Trump ha riportato come veritiere alcune dichiarazioni rilasciate a Fox News da un certo Nils Bildt, un mitomane svedese che ha spacciato come notizie la propaganda contro immigrazione e Islam condotta dal partito “Sverigedemokraterna” (Democratici Svedesi), una formazione politica nata come ricettacolo di gruppi neonazisti e di ispirazione nazionalista, molto simile alla nostra Lega Nord.
Il Ministero degli Esteri svedese ha deciso di ribattere pubblicando un significativo ed esaustivo comunicato stampa in inglese: “Facts about migration and crime in Sweden” dove demolisce alcune delle più diffuse false opinioni/notizie attualmente in circolazione, sulla base di fatti e statistiche rilevate attraverso canali ufficiali, in primo luogo quelle delle Forze di Polizia. Continua a leggere

Il destino, di Riccardo Ferrazzi

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L’umanità ha sempre creduto al destino. Le religioni, che pure lo interpretano in modi diversi, si guardano bene dal negarlo. L’illuminismo lo ha ridicolizzato e la scienza lo considera una superstizione. Per la mentalità corrente chi crede al destino è un fatalista, un rinunciatario pusillanime che non prende iniziative, non ha l’ansia di migliorarsi e, così facendo, non è utile a se stesso e agli altri. Eppure tutti i giorni capita qualche fatto del quale non riusciamo a dire altro che: “Era destino!”. Continua a leggere

I fatti inspiegabili

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di Riccardo Ferrazzi

I fatti inspiegabili possono presentarsi nelle forme più diverse, ma i più citati sono probabilmente i presagi che, in forma esplicita o sotto metafora, sembrano prefigurare il futuro. Anche in questo caso bisogna sottolineare che si tratta di fenomeni tutt’altro che rari.
Quante volte ci è capitato di commentare: “me lo sentivo che sarebbe andata così!”. Quante volte ci siamo rammaricati: “ah, se avessi dato retta al mio presentimento!”. Con queste espressioni amareggiate è come se chiudessimo la pratica: è andata così, pazienza. E non approfondiamo, perché temiamo di inoltrarci in un terreno cosparso di trappole e sabbie mobili. Continua a leggere