“Il silenzio è cosa viva” a Spazio Donna Zen di Palermo

Spazio Donna Zen: un testo di Chandra Livia Candiani tratto da Il silenzio è cosa viva esposto al balcone dalle donne del quartiere Zen di Palermo. Continua a leggere

sapete cosa mi manca di più

di Sofia Cavallari

sapete cosa mi manca di più?
mi manca tutto ciò che ritenevamo troppo faticoso, stancante o che davamo per scontato, mi mancano le corse la mattina per non perdere l’autobus, la paura di essere sempre in ritardo, la colazione mancata o fatta di fretta, la sveglia che suona in ritardo e che ti fa preparare velocemente. mi manca l’autobus pieno di gente, di cui ci lamentiamo tanto, ma dove spesso incontriamo gli amici e ci fermiamo a parlare e quasi ci scordiamo di scendere alla nostra fermata, mi manca la strada mezza addormentata la mattina per andare a scuola con le amiche, dove posso raccontare quello che mi è successo la sera prima e farmi quattro risate, o sfogarmi o arrabbiarmi e insultare il mondo, mi mancano le scale stancanti del Mosè e la mia piccola classe in cui entravo e potevo abbracciare tutti e urlare il mio ‘buongiorno’, giusto per svegliarli e vederli sorridere, mi mancano i compiti in classe in cui ci mettiamo d’accordo con i compagni per copiare, le chiacchierate all’intervallo, scendere per prendere la merenda, le battute sui prof e i litigi con loro, l’ansia pre-interrogazione e la soddisfazione di prendere i bei voti o di recuperare una materia, mi manca l’assembramento fuori dalla scuola e gli spintoni per uscire che ti fanno quasi cadere, mi manca aspettare l’autobus con le mie amiche e tornare a casa e trovare il mio cane a cui sono mancata e mi salta addosso, un pasto pronto e meritato dopo una giornata a scuola, spesso stancante e difficile, ecco, mi mancano Continua a leggere

Lettera di una studentessa al suo professore

di Serena Gerli

Caro professore,

ho trovato queste parole su internet. Ci tengo a precisare che, ovviamente, è un discorso generico che, però, esprime ciò che molti studenti provano in questo periodo così particolare. Certo, ci sono dei professori come Lei che hanno a cuore l’individualità dello studente. Ma purtroppo non è così per tutti.
Con queste parole (ripeto, non mie) non vorrei puntare il dito, ma invitare i professori a riflettere, in particolare coloro che non si interessano a nient’altro se non all’aspetto didattico.
In quarantena siamo privati di una cosa molto importante, considerando la nostra giovane età. Va compreso che vita privata e scolastica non sono due comparti stagni indipendenti, ma sono strettamente interconnessi, come ogni aspetto della vita di una persona, fa tutto parte della stessa realtà dell’individuo.
Ci sono ragazzi con parenti malati, con parenti lontani, con situazioni familiari complesse, con problemi di gestione di situazioni a volte molto difficili…
Io stessa sono tutt’altro che esente da queste problematiche.
Situazioni che influiscono sulla concentrazione e sulla serenità, e che non permettono ad uno studente di adempiere ai suoi obblighi scolastici come richiesto normalmente. Continua a leggere

Mostrare la faccia

di Stefanie Golisch

Prima di ogni forma di comunicazione verbale è il nostro viso che comunica a chi abbiamo di fronte chi siamo o chi vogliamo essere. La nostra mimica parla prima ancora di aver pronunciato la prima parola. L’innamoramento a prima vista è rivolto a un viso che ancora non conosciamo, ma dal quale, misteriosamente, ci sentiamo attratti. Il nostro viso, più che ogni altra parte del nostro corpo, ci identifica. È il mio viso che racconta la mia storia, che svela, se lo voglio o meno, chi sono.
Infatti, molti modi di dire usano il viso come metafora: si può perdere la faccia e si può salvare la faccia. In tedesco, ma anche in italiano, si può anche mostrare la faccia, che significa prendere posizione, uscire pubblicamente senza nascondersi. Continua a leggere

Lettera ai miei studenti

di Stefanie Golisch

Cari ragazzi,

parliamo di una situazione kafkiana quando, improvvisamente, ci sfugge il senso, quando ci troviamo in circostanze poco chiare, paradossali che non siamo più in grado né di comprendere né di controllare. Apparentemente tutto sembra come prima, la nostra casa è la nostra casa, i nostri familiari sono i nostri famigliari, noi siamo noi, eppure qualcosa è cambiato radicalmente: l’ordine conosciuto nel quale ci muoviamo e che, oltre magari alla noia, ci trasmette comunque un senso di sicurezza e di prevedibilità, non c’è più.

Il disorientamento esistenziale dell’uomo moderno in un mondo che non comprende più e che non può assolutamente dominare è IL tema di Franz Kafka, un autore che, come sanno molti di voi, mi è particolarmente caro e che cerco ogni anno di trasmettervi senza mai essere veramente soddisfatta, perché ogni volta mi sembra di averlo in qualche modo ridotto ad un autore che “si deve conoscere” perché fa parte della Weltliteratur, o, peggio ancora, perché potrebbe essere tema di una verifica!

Vi scrivo questa lettera perché la situazione nella quale ci troviamo attualmente ci fa leggere Kafka e, ovviamente molti altri autori, con un interesse o addirittura una urgenza nuova: le stesse nostre domande, alle quali in questo momento nessuno ha una risposta (anche se molti, troppi, pretendono di averla!) le troviamo già tra le righe della grande letteratura di tutti i tempi. Dico a proposito: le nostre domande, non le risposte perché credo che quello che alla fine conta è il flusso continuo delle domande e non certo il facile accontentarsi di risposte più o meno convenienti. Continua a leggere

Pensieri a spasso ( loro possono) di Alessandro Di Bari ( Italia, 2002)

È ormai passato più di un mese dalla chiusura delle scuole, un periodo che in qualche maniera ha cambiato il modo di vivere di tutte le persone e che continuerà a farlo per le settimane a venire.
Ci siamo ritrovati di colpo chiusi nelle nostre case, vivendo quello che sarebbe stato un sogno nella normalità: niente lezioni, niente compiti, niente interrogazioni o pressioni, possibilità di riposarsi e fare quello che si vuole.
Le prime settimane sono state viste da tutti gli studenti come qualcosa di incredibile, ma non ci è voluto molto tempo per capire che in realtà sotto tutto questo si nascondeva qualcosa di inaspettato e cioè la consapevolezza dell’importanza della scuola.
Non pensavo l’avrei mai detto e invece mi trovo a ripeterlo ogni volta che qualcuno mi chiede cosa ne penso di questa situazione.
Ho passato i primi dieci giorni nel letto, alzandomi solo per mangiare e lavarmi e mi sono accorto di star sprecando il mio tempo. Tempo che per un ragazzo di 18 anni può sembrare infinito, ma che in realtà non lo è, ed è in occasioni come questa che triplica la sua velocità e tutto quello che si vive passa in un batter d’occhio. Continua a leggere

La vita ritornerà di Yasmin Khadra ( Italia 2002)

A volte ci si prova ad adattarsi, abituarsi al presente ma il passato spesso fa troppo rumore in confronto e ti ritrovi a piangere più spesso di quanto non immaginavi. Spesso succede che hai voglia solo di addormentarti e non svegliarti mai più perché la realtà non ha più niente di bello da offrire e i sogni sono l’unica cosa ancora in grado di illuderti.

Ci sono vuoti che non puoi riempire in nessun modo. Tu ci provi, ci riprovi e straprovi ma l’oblio è solo temporaneo. Come una fitta dolorosa, il ricordo verrà sempre a trovarti anche nei momenti meno opportuni. E l’unica cosa che potrai fare è accoglierlo e subirne le conseguenze.

Ci hanno insegnato che i mostri si nascondono nel buio, nell’oscurità, nel dubbio. Eppure con gli anni ho scoperto che ognuno ha del mostro in sé, c’è chi lo nasconde con arguta precisione e c’è chi invece lo mostra, spavaldo. E fa paura. Continua a leggere

Chandra Livia Candiani: “Con delicata cura”

Presentiamo in forma più estesa il dialogo di Laura Campanello e Daniela Monti con Chandra Livia Candiani che apre il numero 13 del magazine 7, dedicato a capire come l’emergenza Covid-19 ci ha cambiato e ci cambierà.

Intervista a Chandra Livia Candiani di Laura Campanello e Daniela Monti

Viviamo questi giorni difficili dentro le nostre case. Un orizzonte che si chiude o, paradossalmente, che si apre? Questa situazione di apparente “sospensione della vita” sarà occasione di cambiamento? Continua a leggere

C’è nulla e nulla

Vorrebbero convincerci che l’uomo
sia un nulla, nel distendersi infinito
di universi contigui, un discendente
di scimmie, da cui poco si distingue,
un iceberg che si nota a malapena,
mentre il resto è sepolto nell’inconscio.
O povero, confuso da scienziati
onniscenti, ricordati che un nulla
sei solo perché hai scelto la tua strada,
invece del Progetto. Ma il Signore
ti cerca, nonostante, su quest’atomo
sperduto che è un giardino di delizie,
mutato in una steppa da chi nega
l’amore che ha creato inconscio e scimmie
per te. O uomo, sii felice: il nulla
vero non ha memoria di chi sia,
e in questo oblio, immemore, si culla.

Radici

di Sabrina Trane

Tempo fa ascoltavo un video su youtube, distrattamente, ma presto l’attenzione si è accesa: il tema trattato mi colpiva profondamente. Come cristiana, certo, ma non solo, perché lì c’era un modo particolare di illustrare il tema dell’identità, secondo il criterio più credibile: l’esperienza personale.

Continua a leggere

Intervista a Fabrizio Centofanti

di Giampaolo Centofanti

Chiedo spunti sulla situazione attuale. Sui possibili sbocchi.

Situazione spirituale

Aspetti culturali

Aspetti sociali


La situazione esistenziale, in Occidente, è in condizioni pietose: alle persone si mostra, in modo martellante, ciò che non hanno, per trasformarle progressivamente in clienti. L’essenziale è che comprino: tutto il resto diventa secondario, compreso Dio, il quale, come nella Cappella Sistina, prende prima gran parte dello spazio e poi diminuisce, fino a sparire. Ciò che conta è l’oggetto, la merce. La religione diventa pubblicità: si pensi al noto spot di un caffè, che si svolge in paradiso. La vita spirituale si può ridurre ad atti quantificabili, come la benedizione delle auto, che nasconde spesso motivazioni discutibili, del tipo “non si sa mai”. La religione cosificata si oppone all’incarnazione di Cristo, che si colloca agli antipodi: qui ogni realtà si offre come memoria dell’amore che crea e custodisce. Anche nella Chiesa, a volte, si seguono maestri che guidano grandi movimenti, trasmettono valori e contenuti, ma si viene a scoprire che manca il dato più importante: il compromettersi in prima persona, l’esperienza di un Dio che visita te, che viene a cercare proprio te. Continua a leggere

Sinodalità e partecipazione. Come il pane

di Giampaolo Centofanti

La libertà di crescere alla luce di ciò in cui si crede, anche nella scuola e nella comunicazione mediatica, e nell’incontro con ogni altra persona, comunità, cultura costituiscono una profonda via di rinascita personale e sociale. La democrazia sta involvendo nella dittatura soft dei poteri forti che tacitano in vario modo le voci alternative e cercano di teleguidare il popolo. Questo blog si propone di cogliere gli spunti non uniformati, degli orientamenti più diversi, dovunque si trovino. Certo nei limiti di una convivenza civile. Il pensiero unico, la falsa, impossibile, neutralità di un certo scientismo, stanno cercando di spegnere le coscienze, di rendere ciascuno un mero consumatore isolato dagli altri e perso in una massa anonima. Ma un mondo svuotato di slanci, di libera, vissuta, ricerca, di partecipazione va verso il crollo. Non lo si vede a tutto campo? Dall’ecologia, all’economia, alla psicologia, si cercano soluzioni tecniche ad un problema di base più profondo: la scomparsa di un’autentica, plurale, ricerca umana. In preda ai falsi meccanicismi della tecnica, degli apparati, la vita sulla terra va verso il crollo e nessuno sembra poter fare nulla. Serve un salto di qualità. Un passaggio epocale. Costruiamo dal basso una nuova società, viva di valori, non omologata.

Chi fosse interessato, può approfondire qui.

Il futuro secondo Jacques Attali


Brevi riflessioni attorno a un libro di storia

di Guido Michelone

Nel 2016 ritorna in un’edizione completamente aggiornata un libro coraggioso che, alla prima uscita, nel 2005, prima in Francia, poi un tutt’Europa, suscitata ottimistica curiosità e genuino interesse, ma anche imprevisti clamori e feroci polemiche.

Continua a leggere

Diventare se stessi

di Sabrina Trane

Dalle profondità della storia, e della poesia, Pindaro ci lancia questo paradossale invito: “Diventa ciò che sei” e, nella seconda parte della frase, ci indica la direzione da seguire: “avendolo appreso”. Per diventare se stessi, dunque, bisogna fare un cammino di autoconoscenza.

Continua a leggere

Alla ricerca dell’anima

di Sabrina Trane


Ciò di cui cerchi di sbarazzarti gettandolo fuori dalla coscienza rientra, per così dire, dalla finestra dell’inconscio. L’uomo occidentale ha fatto scomparire Dio dal palcoscenico della propria vita, dichiarandolo morto, e si è ritrovato stretto nella morsa di uno scientismo arido, e di un iper-attivismo volto ad affondare nel buio dell’oblio la sua profonda angoscia esistenziale. 

Continua a leggere

La questione di fondo

di Giampaolo Centofanti

Si può rilevare nella Chiesa un oscillare tra vari orientamenti. Alcuni più vicini ad un certo razionalismo, fino ad assumere criteri in parte ideologici. Altri che non si riconoscono in tale astrattismo ma non trovando il sostegno di una cultura rinnovata si rifugiano spesso in due limitate tendenze variamente distanti anche tra loro. Una di queste si focalizza su una crescita prevalentemente spirituale demandando il vasto campo dell’umano concreto alla cultura intellettualista vigente. Vista con vario sospetto ma anche senza conosciute alternative. Si finisce così nello spiritualismo, in un considerare un cammino solo delle intenzioni profonde ma con forti rischi di schematismo, di poca incarnazione. L’altro invece è un orientamento pragmatico che cercando di non restare impelagato nelle astrazioni del razionalismo e dello spiritualismo si getta nel vissuto senza trovare però più distintamente riferimenti alternativi. La cultura di fondo, pur vista con sospetto anche qui, resta quella in varia misura dei ragionamenti a tavolino.

Continua a leggere

Dove viene il regno di Dio

di Giampaolo Centofanti

“Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: «Eccolo qui», oppure: «Eccolo là». Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!” (Lc 17, 20-21).

Qualche decennio addietro nella comunione osservavo nella Chiesa un certo possibile astrattismo, poi notai forse un passaggio verso un qualche spiritualismo.

Continua a leggere

Piccolo manuale di spiritualità. Istruzioni per l’uso

Il Piccolo manuale è una specie di test: serve a capire quanto siamo stati fagocitati dalla superficialità imperante, o se abbiamo acquisito la capacità – o meglio, ricevuto il dono – di fermarci, accedere a una zona di silenzio, aprire il cuore a un messaggio più importante di quelli dei mass media.
Bisogna sfondare i sensi, dicono i maestri. Ciò è possibile solo facendo uno sforzo, compiendo un salto, lasciando che lo Spirito ci inizi a un sentire mai sentito, ma riconosciuto come nostro. Tutti i lettori più sensibili ci hanno fatto la stessa confidenza: al primo impatto ci è sembrato difficile; poi, leggendo e rileggendo, è stato come se si aprisse la mente, anzi, il cuore. Si entra, così, nel ritmo giusto di lettura: un paragrafo alla volta, negli interstizi della giornata ordinaria, per impregnarla della densità e ricchezza dello Spirito.
Non abbiamo scelto una linea dogmatica: non ci sono definizioni precise; il criterio è fenomenologico: la declinazione della vita spirituale nella ferialità del quotidiano, la trasformazione di pensieri, parole e azioni al contatto con la profondità.
Il Piccolo manuale, dunque, è fatto per chi coltiva in sé un desiderio di conversione concreta. Il primo annuncio di Gesù è stato questo: cambiate. Speriamo di aver dato un nostro, infinitesimale contributo.

Fabrizio Centofanti
Sabrina Trane

Un nuovo samizdat, circolazione sotterranea di contenuti autentici e liberi

Se di Giampaolo Centofanti

Se il sistema impone i propri orientamenti tacitando, dove non perseguitando, ogni altra pur pacifica e dialogante voce è possibile trovare contributi ad un’autentica ricerca? Un criterio decisivo è valutare un periodico dal pluralismo che lascia esprimere. Talora intuizioni non allineate si trovano nelle note di commento, per esempio su Facebook, in alcuni video su Youtube. Ma in certi casi anche per queste vie voci profonde vengono silenziate, pure su media che si proclamano paladini della aperta condivisione. Nello spegnimento diffuso a causa dell’omologazione del pensiero unico chi per un pervicace dono del cielo cerca ancora la verità spesso deve spulciare in questi anfratti. E ancor più cercare, per un credente prima di tutto nella preghiera, il contatto dal vivo con chiunque possa segnalarsi come portatore di piste innovative.
http://gpcentofanti.altervista.org/dove-viene-il-regno-di-dio/

Coincidenze?


di Sabrina Trane

Navigando in rete, mi sono imbattuta in una conferenza del professor Livio Melina, monsignore della Chiesa Cattolica. E’ uno dei nomi eminenti recentemente liquidati dalla riforma del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, ma questo è un altro discorso. Ho trovato estremamente affascinante la sua lezione, e quel che mi ha più colpito è una citazione tratta da un libro, De la Vie avant toute chose, scritto nel lontano 1979 da Pierre Simon, Venerabile Maestro del Grande Oriente di Francia (un’alta carica della Massoneria francese), convertito poi alla fede cattolica.

Continua a leggere