Ornithology 14. Lorca e Pasolini

LORCA

Casida delle oscure colombe

Claudio Guillén
bambino a 
Siviglia 

Tra i rami dell’alloro
vidi due colombe oscure.
Una era il sole,
l’altra la luna.
«Comari», dissi:
«dov’è la mia sepoltura?»
«Nella mia coda», disse il sole.
«Nella mia gola», disse la luna.
E io che camminavo
con la terra alla cintola
vidi due aquile di neve
e una ragazza nuda.
Una era l’altra
e la ragazza nessuno.
«Aquilette», dissi:
«dov’è la mia sepoltura?»
«Nella mia coda», disse il sole.
«Nella mia gola», disse la luna.
Tra i rami dell’alloro
vidi due colombe nude,
una era l’altra
e tutt’e due nessuno.

Casida de las palomas oscuras Continua a leggere

da “casadolcecasa, poemetto in sette stanze” di Antonella Bukovaz

antonella

corridoio

Girovagheggi di stanza in stanza e io ti seguo e prendo appunti scatto delle foto guardo con precisione mi perdo con te nel miracolo del ricordo nella dannazione della memoria ogni cosa ingigantisce e occupa tutto il presente prende tutta l’attenzione e la fa sparire e allora galleggio entro negli oggetti nei pensieri lasciati in giro nei desideri dei desideri appesi all’ingresso ma non è un viaggio
non è un viaggio
non è un viaggio Continua a leggere

Mauro Germani, “Giorgio Gaber. Il teatro del pensiero”

E’ uscito di recente con l’editore Zona Giorgio Gaber. Il teatro del pensiero di Mauro Germani. Uno studio su Giorgio Gaber attraverso la presa in esame di 10 temi: teatro, musica, pensiero, corpo, amore, società, potere, morte, Dio, uomo. Qui si può visionare l’indice, la prefazione di Mauro Gaffuri e il primo capitolo. Riportiamo una dichiarazione di Mauro Germani, un breve brano dalla prefazione, una selezione di recensioni.

Un “filosofo ignorante”
di Mauro Germani

Gaber si definiva “un filosofo ignorante”. Questa espressione – che rimanda al sapere di non sapere di Socrate – rivela non solo la continua volontà di ricerca intorno all’uomo ma anche il proposito di non arrendersi mai di fronte a presunte verità “confezionate”. Continua a leggere

Fabrizio e il silenzio di Mahler

Mahler
di Augusto Benemeglio

1. La sottile voce di silenzio

Nelle mie consuete navigazioni su Lpels ecco La shoa, le tre teste di maiale e la Nona sinfonia di Mahler: è quella che amo di più, – dice Fabrizio, – soprattutto il quarto tempo, uno dei più meravigliosi adagi che siano stati mai composti, un lentissimo non ancora trattenuto. E’ il suono del silenzio. Continua a leggere

Ci manchi, Claudio

da qui

Questo è il prologo

di Federico Garcia Lorca

Vorrei lasciare in questo libro
tutto il mio cuore.
Questo libro che ha visto
con me i paesaggi
e vissuto ore sante.

Che pena quei libri
che ci riempiono le mani
di rose e di stelle
e lentamente passano! Continua a leggere

Vecchie idee per nuovi canterini

di Loris Pattuelli

Il 31 gennaio uscirà Old ideas di Leonard Cohen. Dieci nuove canzoni a otto anni dall’ultima raccolta di inediti. Attesa neanche poi lunghissima, se consideriamo che la sua discografia non supera la dozzina.
Questo lavoro arriva dopo 247 concerti in giro per il mondo, e molto probabilmente non sarebbe mai diventato disco, se il suo conto corrente non fosse andato in rosso. Il gossip (o koan) promozionale parla di un “pigro bastardo” recluso per cinque anni in un monastero zen nei pressi di Los Angeles e della sua manager che scappa con cinque milioni di dollari.
“Io non scrivo canzoni, solo poesie che corteggiano la musica”, ha detto l’altro giorno a Londra. E poi, sempre più civettuolo, ha pure aggiunto quanto segue: “Vede, per conservare questa voce, devo fumare moltissimo. Ho quasi 78 anni, potrebbe essere pericoloso; però, se smetto, rischio di diventare un soprano”.
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Born to be wild

Born to be wild, eseguito dal gruppo americano Steppenwolf nel 1968 e inserito nella mitica colonna sonora di Easy Rider (1969), è considerato da molti il primo pezzo heavy metal della storia. In effetti è il primo testo conosciuto dove compare questa doppia parola. In seguito è diventato una sorta di inno di tutti i bikers del mondo. La strada, il viaggio, la libertà, la potenza del suono e della natura ne fanno una sorta di manifesto della nuova frontiera. Continua a leggere

Canzoni contro la guerra: Grandola vila morena

di Antonio Sparzani


da qui

Grândola, vila morena
Terra da fraternidade
O povo é quem mais ordena
Dentro de ti, ó cidade
Dentro de ti, ó cidade
O povo é quem mais ordena
Terra da fraternidade
Grândola, vila morena.

Em cada esquina um amigo
Em cada rosto igualdade
Grândola, vila morena
Terra da fraternidade
Terra da fraternidade
Grândola, vila morena
Em cada rosto igualdade
O povo é quem mais ordena.

À sombra duma azinheira
Que já não sabia a idade
Jurei ter por companheira
Grândola a tua vontade
Grândola a tua vontade
Jurei ter por companheira
À sombra duma azinheira
Que já não sabia a idade.

Fu la trasmissione di questa canzone di José Afonso (fino ad allora assolutamente proibita) dalle onde di “Limite”, il programma musicale quotidiano notturno di Rádio Renascença, un’emittente cattolica, che diede il segnale d’inizio, alla mezzanotte del 25 aprile 1974, alla Revolução dos cravos, la “Rivoluzione dei garofani” (così chiamata dai fiori che una venditrice ambulante si mise a offrire ai militari di sinistra la mattina del sollevamento, in Praça do Comércio) che mise fine alla dittatura fascista portoghese, che durava da cinquant’anni (António de Oliveira Salazar era morto nel 1970, ma già nel 1968 gli era succeduto, senza sostanziali modifiche del regime, Marcelo Caetano).

25 aprile 1974, cronologia di una rivoluzione: Continua a leggere

This Wheel’s on Fire, Bob Dylan and the Band

È una vicenda piuttosto nota, ci sono articoli e interi libri sugli indispensabili nastri magnetici dallo scantinato, incisi alla meno peggio con due mixer stereo a valvole Altec, un set di microfoni da studio Neumann recuperati dopo una tournee di Peter, Paul and Mary, il trio vocale folk così di successo in quegli anni, e soprattutto il fidato registratore a bobine Uher usato nel tour del 1966.

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La ricerca del Graal (XXI)

di
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Wolfram Von Eschembach
Giuseppe Segato

(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV, XVI, XVII, XVIII, XIX, XX)


*** *** *** Continua a leggere

La ricerca del Graal (XV)

di
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Wolfram Von Eschembach
Giuseppe Segato

(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV)


*** *** *** Continua a leggere

La ricerca del Graal (XIV)

di
Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Wolfram Von Eschembach
Giuseppe Segato

(puntate precedenti: I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII)


*** *** *** Continua a leggere

Teresa De Sio. Rondine


Teresa De Sio. Rondine
Da: Primo Viene L’Amore (1997)

Lei aveva un’aria serena

dentro al suo abito da sposa

e un’andatura leggera

sembrava una maestra di ballo

Uscendo poi dalla chiesa

il sole forte l’abbagliò

sentì intorno l’aria del sabato

e con gli occhi socchiusi pensò

se fossi l’ultima rondine

io volerei anche stanca Continua a leggere

I am a Man of Constant Sorrow

preso da Fratello, dove sei?, film di Joel ed Ethan Coen (2000).

C’è un momento nel film dei Coen, quando Ulysses Everett McGill (George Clooney), piccolo truffatore dalla parlantina sciolta (e imbrillantinato “Dapper Dan”, fedele alla marca fino a rischiare la cattura pur di non rinunciarci), galeotto in fuga con i suoi compagni di catena (chain gang), per l’occasione improvvisatisi musicanti della buona tradizione popolare con l’improbabile nome di Soggy Bottom Boys, con tanto di barboni finti, accorre al microfono alle prime strofe di Man Of Constant Sorrow, una canzone popolare fortunosamente registrata in una radio locale durante l’evasione e divenuta, all’insaputa del gruppo, un grande successo, e davanti all’assolutamente imprevisto entusiasmo della sala piena guarda stupefatto la folla acclamante, si volta dietro verso i compagni di fuga con uno sguardo che esprime tutto il senso del film: che diavolo succede? Ce la caveremo? Comunque, diamoci dentro! E si lancia in una danza buffonesca. Il pubblico adora il clown buono. Un climax irresistibile, un pezzo di cinema da antologia.
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