Archivi categoria: Poesia

Poesia italiana del XXI secolo

Sergio Sichenze è nato a Napoli nel 1959. Vive e lavora a Udine. Ha pubblicato racconti e raccolte poetiche, tra cui “Nero Mediterraneo” (Campanotto Editore, 2008); “BOBBIO Y MOSTAR” in “La natura dell’acqua: almanacco di letteratura rinnovabile 2011” (Marcos y Marcos Editore, 2011); “Nei chiaroscuri del tango” con Elisabetta Salvador (Campanotto Editore, 2018); “Il futuro cede al ritorno” (Il Convivio editore, 2019); “Tutto è uno” (Terra d’Ulivi Edizioni, 2020); “Incantazione” (Màrgana Edizioni, 2020). Sue poesie compaiono in alcune raccolte. Nel 2018 ha vinto il Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio. Dal 2019 è membro della giuria Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio. Fa parte del comitato di redazione della rivista letteraria “Menabò” (Terra d’Ulivi Edizioni) per la quale cura la rubrica “Pi greco”.

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Poesia italiana del XXI secolo

Antonella Bukovaz è originaria di Topolò-Topolove, borgo sul confine italo-sloveno, nel 1963. Il suo primo libro è Tatuaggi, edito da Lietocolle, 2006; seguito da Al Limite (Le Lettere, 2011), con dvd di Paolo Comuzzi; dall’Antologia Einaudi Nuovi poeti italiani, 6, per il cui testo principale “Storia di una donna che guarda al dissolversi di un paesaggio” ha ricevuto il premio Antonio Delfini nel 2004. Ha collaborato come autrice e attrice con il teatro sonoro di Hanna Preuss, Atelje Sonoričnih umetnosti di Ljubljana. Collabora e performa con l’elettrorumorista Eva Croce, con cui ha realizzato le performance: casadolcecasa, Lessico elettronico, L’Arte dei Rumori-omaggio a Luigi Russolo, Femminilizzazione del mondo (download gratuiti: http://www.ozkyesound.altervista.org.). Il suo ultimo libro è 3X3, parole per il teatro/3X3 besede za teater edito da ZTT-EST, 2016. Nell’edizione 2017 del festival di Letteratura di Vilenica in Slovenija le è stato assegnato il premio Cristal dalla Giuria internazionale del festival per il testo Tra_in between_Mèd. Collabora da sempre alla realizzazione di Stazione di Topolò-Postaja Topolove. Insegna da sempre nella scuola bilingue di San Pietro al Natisone- Špeter.

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Prima la poesia ne “La domanda della sete” di Chandra Livia Candiani

Propongo una mia lettura del nuovo libro di Chandra Livia Candiani, La domanda della sete (Einaudi 2020). Il testo è stato pubblicato in forma leggermente ridotta sul n. 321 di Gennaio-Febbraio 2021, da oggi in libreria, della rivista l’immaginazione (Manni editori), che ringrazio per averne concesso la riproduzione.

Prima la poesia ne La domanda della sete di Chandra Livia Candiani
di Giorgio Morale

Ne la La domanda della sete (Einaudi, settembre 2020) i lettori de La bambina pugile (Einaudi 2014) e di Fatti vivo (Einaudi 2017) troveranno le poesie scritte dal 2016 al 2020 da Chandra Livia Candiani e la conferma di una voce, un mondo, una proposta che hanno reso Chandra Candiani una delle presenze più amate della poesia di questi anni. Presenza che è cresciuta al riparo da esibizionismi e spettacolarità, fino a costituire uno dei casi di questi anni nel campo dell’editoria di poesia. Continua a leggere

Poesia italiana del XXI secolo

Enzo Mansueto è nato a Bari nel 1965, è poeta, critico letterario e musicale, saggista ed insegnante. Ha pubblicato le raccolte poetiche Descrizione di una battaglia (Scheiwiller 1995) e Ultracorpi (Edizioni d’if 2006). Nel 1980 fondò, con Davide Viterbo, la band post-punk The Skizo. Nel 2010 ha pubblicato per le edizioni d’if, Scassata dentro, opera interessante in versione cartacea e sonorizzata, con la collaborazione di Davide Viterbo e Angelo Ruggiero. Collabora con le pagine culturali del Corriere del Mezzogiorno.

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Daniela Puddu, “Labirinto di stelle”

Labirinto di stelle (ed. NOR) di Daniela Puddu è l’invito a un viaggio, un viaggio tra gli spazi che, circondati dai nostri punti fermi, appaiono spesso vuoti. E quello spazio senza muri né porte, forse lo stesso da cui Asterione vedeva le stelle e il mare, può diventare un labirinto in cui sentirsi perduti. Un andare e venire per smarrirsi dove il vuoto sembra davvero privo di senso, dove una stella nel cadere può lasciare dietro di sé frammenti di luce che congiungendosi formano quel filo di Arianna per ritrovare la strada di casa.
Nel viaggio ci si può fermare, immergersi nel fiume del tempo, rimescolare la polvere dei ricordi e soffiarci sopra, o ancora raccoglierla e costruire un percorso in continuo divenire. Dove porterà il cammino?
Cortázar faceva dire al suo Horacio che si cammina senza cercarsi pur sapendo di incontrarsi. Lo diceva per la sua Maga. E forse la Maga da incontrare è una parte di noi nascosta che ha la luce di una nuova stella e porta il nostro nome. Continua a leggere

Franco Loi 1930-2021

da L’aria

La gàbia del leun l’era de aria, 

de aria la mia mama, quèl cappell,

el brasc del mè papà l’era de aria

sü la mia spalla, i mè man che streng, 

e aria el ríd di öcc e duls de aria 

de quèla vita ch’û insugnâ l’azerb.

Eren de aria lur, e mí, chissà,

che sun stâ fermu a vardàj andà.

[Traduzione. La gabbia del leone era di aria, / di aria la mia mamma, quel cappello, / il braccio di mio padre era di aria / sulla mia spalla, le mie mani che stringono, / e aria il ridere degli occhi e dolce d’aria / di quella vita, di cui ho sognato, l’acerbo. / Erano d’aria loro, e io, chissà, / che sono stato fermo a guardarli andare].

da Antologia della poesia italiana, Einaudi, diretta da Cesare Segre e Carlo Ossola, Novecento, volume secondo.

Marco Ercolani, “Inaspettati abissi di cielo”

Prefazione di Marco Ercolani alle poesie di Maria Novaro racconlte in Kairòs, nella collana “Nuvole” (10000eunanotte Edizioni, 2020)

«Ottenere che dopo la morte / le parole scritte // per altri non fossero morte / sarebbe come rinascere / spogliati della paura di morte»: questi cinque versi, che traggo dalla recente raccolta Kairòs, di Maria Novaro, mi attraggono come se vi leggessi la felice epigrafe che ogni scrittore vorrebbe leggere in calce alla sua opera, la piccola resurrezione/rinascita che ogni poeta esige dalle parole è racchiusa proprio in questi versi. Kairòs (in greco “momento opportuno”) è una raccolta poetica scritta da Maria fra il 1976 e il 1988 e per anni conservata nel proprio archivio personale. Oggi viene pubblicata, nel momento che l’autrice giudica “opportuno”, perché resti una traccia tangibile del suo costante amore per la poesia. Il libro ci suggerisce almeno due riflessioni.

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CRESTOMAZIA: “Erigerò in tuo ricordo un tempio di silenzio” di Adonis

Erigerò in tuo ricordo un tempio di silenzio
ovunque andrò su questa terra: silenzio
che a volte appare quale alberi spogli
e a volte acqua sorgiva
tempio alla cui porta si incontrano le creature del silenzio.
Parlerò solo alla luce. Il vento di quanto
dico potrebbe rubare
un tappeto di desideri e il sole entrarvi
in una foresta in cui ombra e luce si uniscono
erigerò in tuo ricordo un tempio di silenzio
proclamerò quel che avevo ripetuto:
il mio corpo è un altro tempio
per il tempio del silenzio.

Adonis, Cento poesie d’amore, trad. Fawzi Al Delmi, Ugo Guanda Editore 2003


“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” ( Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

Poesia italiana del XXI secolo

Anna Belozorovich è nata a Mosca nel 1983. Ha scritto in russo, in portoghese, in italiano. Ha concluso un dottorato di ricerca in Scienze del testo presso ‘Sapienza’ Università di Roma, dove attualmente è ricercatrice e docente di lingua russa. Ha curato la rubrica “poesia dal mondo” per la fanzine online “Versante ripido”. È autrice di diverse pubblicazioni in prosa e in versi, tra cui il poema L’uomo alla finestra (Besa, 2007), il romanzo 24 scatti (Besa, 2015), le raccolte poetiche Qualcosa mi attende (LietoColle, 2013) Il pesce rosso (Il seme bianco 2017), Il debito (LietoColle, 2017). Ha tradotto dal russo e curato i volumi Poesia (Lithos, 2015) di Kazimir Malevič, Asja (Croce, 2018) di Ivan Turgenev, Il ragazzo di guttaperca (Croce 2020) di Dmitrij Grigorovič.  Nel 2019 è uscita la sua monografia Dal ventesimo meridiano: Migrazione, violenza e scrittura femminile, tra Est e Ovest europeo (Lithos).

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Poesie per dicembre

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Passare in treno i boschi spogli di robinie,
i campi irti d’erba e stoppie
         dalla notte assiderate
è come
attraversare un sogno

– e basta un magro ciuffo di betulle
a fingermi la taiga intera, la
Transiberiana

         prima che Milano si materializzi
         e il giorno

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Poesia italiana del XXI secolo

Lello Voce è nato a Napoli nel 1957. Poeta, scrittore e performer. E’ uno dei pionieri europei dello spoken word e della ‘spoken music’ ed ha introdotto in Italia il Poetry slam.  È stato il primo EmCee al mondo a concepire e condurre uno Slam internazionale (Big Torino, 2002).Ha pubblicato svariati libri e Cd di poesia, con artisti come P. Fresu, F. Nemola, A. Salis, M.P. De Vito, M.Gross, S. Merlino, tra cui Farfalle da combattimento (Bompiani, 1999), Fast Blood  (2003 – Premio Delfini di poesia, con le illustrazioni di Sandro Chia), L’esercizio della lingua (Le Lettere, 2010) Piccola cucina cannibale (Squi[libri], con F. Nemola e C. Calia), prima esperienza italiana di poetry comics, per la quale è stato insignito del Premio Napoli 2012.Il suo ultimo libro-CD, sempre con Frank Nemola e con la partecipazione di Paolo Fresu, è Il fiore inverso (Squilibri editore, 2016), a cui è stato conferito il Premio Nazionale “Elio Pagliarani” di Poesia (2016). E’ stato autore, con Nanni Balestrini e Paolo Fabbri, del programma televisivo L’ombelico del mondo (Rai EDU), 20 puntate dedicate alla poesia e alle arti. I suoi romanzi sono ora riuniti ne Il Cristo elettrico (No reply, 2006, e-book Terra Ferma, 2014).

www.lellovoce.it

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Diego Caiazzo, “Il sistema solare”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Diego Caiazzo, Il sistema solare, Diogene Edizioni, 2020 (prefazione di Valentina Di Cesare)

Una volta, quando ero al primo anno di università, feci un sogno. Ero nella cucina di casa mia, che ha un pavimento a mattonelle quadrate bianche e nere, come una scacchiera, e stavo per dare un esame davanti a una commissione universitaria. La materia era quanto mai singolare: “teologia privata”. Ovviamente l’assonanza era con il diritto privato che stavo studiando, ma non ho mai capito che c’entrasse la teologia – e soprattutto che senso potesse mai avere il suo essere “privata”.

Leggendo Il sistema solare di Diego Caiazzo forse sono arrivato a intuirlo. Sì, perché il secondo poemetto poetico-narrativo dell’autore pomiglianese (dopo La via lattea, Lupi Editore, 2017), è capace di prendere per mano il lettore e di condurlo in un percorso che collega le profondità cosmiche alla semplicità dei gesti e dei pensieri di ogni giorno, nella loro normalità che si estende su uno spettro capace di andare dall’intimità di pensieri su amore, poesia, guerra, sport (a proposito, Caiazzo è maestro di scacchi, e adorerebbe senz’altro la mia cucina) e sullo scorrere del tempo, ai temi del dolore, della perdita e della morte. Ecco i primi versi, che dettano fin da subito il tempo musicale e concettuale di tutta l’opera: Continua a leggere

Su CUORE ALLEGRO, di VIOLA LO MORO (di Enrico De Lea)

La raccolta Cuore allegro, uscita di recente per i tipi di Giulio Perrone editore,, rappresenta l’esordio poetico di Viola Lo Moro, giovane autrice romana (laureata in letteratura moderna e contemporanea e specializzata in letterature comparate). assai presente ed attiva nella programmazione culturale (come socia della libreria delle donne di Roma, Tuba, e come ideatrice/organizzatrice del festival delle scrittrici “InQuiete”), e collaboratrice di riviste letterarie e femministe (Leggendaria, DWF, Letterate Magazine, Femministerie).

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