Ornithology 7. Baudelaire e Merini

 

 Baudelaire OK (1)

L’albatro

Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Continua a leggere

Gian Piero Stefanoni

‘AL MÛT  LABBEN

sull'(aria) del morire per il figlio

GALILEA-GIORDANIA, Ottobre 2018

DISCENDI COL BASTONE

I.

Pregami Tu, innalzami al Tuo salmo veleggiati alla notte,                                                                         la sposa ha il sorriso naturale del Tuo credo                                                                                       nella terra dove dall’inizio ci scegliesti .                                                                                    

Non contrastare nulla non ovviare a nulla                                                                       offerti al Tuo paesaggio sospesi alla tua attesa.

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Ornithology 6. Sancino

 

SANCINO

 

Anatre in volo

Anatre selvatiche in volo
lungo la sponda del Naviglio
come in una stampa di Utamaro
un haiku di Bashŏ:
la natura non conosce limiti
sa sempre come sorprenderci
anche in questa campagna sfigurata
da superstrade e dormitori. Continua a leggere

Giuseppe Ferrara. Il peso e la grazia

Il peso e la grazia_SBOLCI


L’atomo nel pagliaio

Quanto di quando, ci serve in fondo
Qua da questa parte dell’eterno
Dal verso opposto dell’infinito mondo
Sempre a girare intorno al cerchio
Ogni giorno più largo di un giorno
A cercare l’atomo e la sua cruna
Mentre tutto ciò che è fuori brucia

*

Non ci crederai

Non ci crederai
ma esistono posti
ancora intatti
con il cielo ben disteso
su un prato apparecchiato
dove ti viene voglia
di mangiare
o stare solo sdraiato
a tremare più lentamente
dei raggi del sole,
dei fili d’erba
e ancor di più dei rami.
Fermo dunque per chiunque
si appresti a scavare
linee metropolitane a
sciogliere macchinosi
ingorghi o a scalare frattali.
Faro per chiunque
voglia tirare su
la vela, volare
dove il falco vola.

*

L’autore della critica d’autore

L’autore criticato
non ha una penna bic
la piccola olivetti
è ormai in soffitta
non sa sfornare twitters dallo smart
freschi come cornetti da mangiare caldi
prima che sia troppo tardi
e tutto si dilegui
[si vede solo ciò che è già risorto]

Crocifisso a un ferro di cavallo*
l’autore non ha che poche lettere,
sette note e quella trinità stentata
tinta di rosso di blu e di giallo.

*Crocifisso a un ferro di cavallo: era questo il titolo di un quadro al quale Mario Schifano pensava […] come suo manifesto […]; non riuscì a realizzarlo per cui la sua personalità e la sua opera sono ancora avvolte da un alone indecifrabile e aperte a ogni possibile interpretazione della critica […]. Probabilmente l’Arte deve molto al Caso ma molto meno di quanto la critica deve alla Necessità. [N.d.A.]

*

La notte è immobile negli angoli

La notte è immobile negli angoli
(come quegli insetti mimetici o i gechi
negli spigoli, gli scarafaggi sotto i tavoli)
un pensiero dell’aurora che fuori infuria
e quando s’accende tutto d’improvviso fugge

*

Empio blog

t’odio mio blog; e aspro un sentimento
di furore e rabbia nel cor sprofondi
o tu che, indolente frangivento,
disperdi refoli infecondi che al
gioco del mi piace o non mi piace
l’opra dell’homo videns assecondi!
ciascun ti caccia e stana come un topo
e tu ratto di mano e mouse rispondi
da vanità avvinto nella rete
si dibatte tra mille bla bla bla con
un grand’occhio scuro il dio futuro

*

Prestito

Se della tua bocca non so che le tue labbra
e dei tuoi seni solo le primavere
come potrei affermare che da te ho avuto
più della grazia lieve di orme sulla neve

Nella memoria porto lo sguardo, l’intrigo
che mi toccò di trasparenze d’ambra
forse questo è tutto ciò che avanza
tra le teorie, i corollari, la collera dei morti
miliardi di post-it, mille indirizzi e-mail
e i centoquarantaquatto caratteri di twitter

Lo sguardo che mi guarda ancora fisso
che lento m’avvolge come profumo sale
da ampolla appena schiusa, dal ciuffo
di rosmarino che fa da segnalibro
non è l’inutile menzogna di «t’amerò per sempre»
che dire solo per sempre in fondo è già mentire:
no. È  un prestito insperato da restituire ora

*

Il peso e la grazia

Che ne è stato di quell’istante
da dito tremante sul grilletto
contro la donna che reggendo il mondo
metteva il primo figlio a letto?

Quale grazia dissuase l’uomo al gesto,
allontanando il peso dalla mano
e l’indice dalla falce di una lunetta grigia?

Quante vie di fuga ha un secondo
per diventare ora, proprio ora.

*

A Giacinto

[…] Tutto è accelerato
per finire prima: un saluto, il caffè, il
foglio di giornale eppure a stare
attenti si vede sorgere il castello e il
brillìo in fondo dei diamanti, rossi
s’inchinano i campanili, papaveri tra
mattoni cotti e gli angeli negli angoli
della piazza piena di tutti quei digiuni
sfamati da parole e sogni e da chi oggi
porta rose senza spine nei pugni schiusi.

*

Cambio di ora

Spiccando il rametto dal ramo più basso
del ciliegio fiorito non pensò al dolore del tronco
ma al sorriso di chi l’aspettava ancora nel letto
tra il confine dell’ora solare con quella legale
lo stesso confine del gesto compiuto.

Quando appese le lenzuola umide al sole
dall’alto guardò il ciliegio e il suo spazio svuotato
che aveva versato in una bottiglia celeste
come quel fiore bianco fresco e già asciutto.
Tutto le apparve buono e vero; senza saperlo giusto.

***

«”Obbedienza alla pesantezza. Il massimo peccato”. Così scriveva Simone Weil in La pesantezza e la grazia, la raccolta di alcune sue “investigazioni spirituali” che, partendo da un principio di equità, incarnato nella figura mitologica di Themis, ruotavano intorno all’idea del punto di equilibrio, del bilanciamento delle forze. Investigazioni spirituali o pensieri quali strumenti utili alla riparazione degli strappi che la leggerezza dell’essere produce.» Alfonso GiannaDisobbedienza gravitazionale.

«La Grazia è il contrario del Peso? Certamente no, e come Ferrara ben sa, ed evidenzia nelle sue poesie, il Peso è la condizione in cui tutti viviamo, a cui siamo costretti e non possiamo sottrarci, è il campo di forze della quotidianità; mentre la grazia è uno stato interiore, lo stato in cui si trova chi è in armonia con il cosmo, con la natura; è lo stato del poeta che cerca – o meglio: ri-cerca – di tradurre le cose della vita (verità) attraverso la parola, un “oggetto” che razionale non è al pari  della vita che ci sforziamo di vivere razionalmente ma che razionale non sarà mai.» Claudio Gamberoni, La legge della Gratitudine Universale.

***

Giuseppe Ferrara, Il peso e la grazia
prefazione di Claudio Gamberoni, postfazione di Alfonso Gianna
“La carrucola del pozzo”, ed. 96, rue de-La-Fontaine, 2018, 108 pp., 12 euro
In copertina: Renzo Sbolci, Fecondazione, 2018

PRESENTAZIONI de Il peso e la grazia

Lunedì 19 novembre, ore 17
Ferrara – Sala della Contrada di San Giorgio
A cura dei Caschi blu della Cultura (CbC)
Dialogano con l’autore Gianna Andrian (CbC)
e Claudio Gamberoni, prefatore della raccolta
Ingresso libero

Venerdì 23 novembre, ore 17
Ferrara – Biblioteca Ariostea, Sala Agnelli
Dialoga con l’autore Angelo Andreotti, direttore delle Biblioteche di Ferrara
Ingresso libero

 

Legge Bacchelli per il poeta Beppe Costa

220px-Beppe_Costa
Per sollecitare l’applicazione della Legge Bacchelli al poeta, scrittore, editore e libraio Beppe Costa, che versa attualmente in assai difficili condizioni di salute ed economiche, un gruppo di scrittori e poeti si è fatto promotore di una petizione al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Invito tutti a firmare e diffondere la petizione, a questo link di Change.org.


*


https://ilmanifesto.it/la-parabola-di-beppe-costa-tra-impegno-scrittura-ed-editoria/

Poesie di Beppe Costa in rete

https://poetarumsilva.com/2017/07/27/lultima-nuvola-di-beppe-costa-una-proposta-di-lettura/
https://poetarumsilva.com/2017/08/31/rosso-poesie-amore-rivolta-beppe-costa/
https://poetarumsilva.com/2018/04/17/beppe-costa-per-chi-fa-turni-di-notte-nota-di-lettura/

Poesia d’autunno

The Ballad of the Sad Café

di Stefanie Golisch

Tra un gratta e vinci e l’altro ci stanno giusto
un caffè ristretto e una sigaretta. Cazzo, mio
figlio mi ha rotto le palle, è uguale a suo padre,
stronzi tutti e due. Vieni da me questa sera bella
bionda, dice il padrone del bar, e lei risponde:
neanche morta. Davanti alla porta d’ingresso
un corvo mangiucchia un piccione morto in
questo pomeriggio d’autunno che non canta.
La vita fa schifo, dice la donna dalle mani ruvide
e dal rossetto sbavato prima di andarsene senza
salutare. Il bar sulla provinciale Monza-Saronno
si chiama Jolly, il mese ottobre, lei non si sa

“Infidelis peregrinatio” di Francesco Randazzo.


Caro Francesco,
a proposito del tuo ultimo libro. “Infidelis peregrinatio”, riflettevo, proprio in questi giorni, su come si possa comunicare la fede in un mondo che non solo l’ha persa, ma ha dimenticato di averla perduta. Continua a leggere

Premi letterari: da trent’anni, poesia e impegno sociale a Porto Recanati

I premi letterari sono tanti, anche quelli dedicati alle opere poetiche, a differenza di come si potrebbe pensare, vista la difficoltà con cui si legge e si promuove la poesia. Molti premi hanno vita breve, nel giro di una manciata di edizioni sono solo un ricordo impresso su pagine di blog e trafiletti nei quotidiani.
Il premio letterario internazionale “Città di Porto Recanati” celebrerà nel 2019 il suo trentesimo “compleanno”; tutto sommato un premio giovane, ma dalle spalle forti e lo sguardo proiettato verso il futuro, non tralasciando mai di fare riferimento al passato. Marco Pigliacampo, segretario del Premio, è il figlio del fondatore, Renato, e prosegue il percorso tracciato con passione, amore e una fortissima motivazione, dal papà.

Marco, il premio è nato trent’anni fa per volere di tuo padre. Come mai ha istituito un premio letterario?Mio padre Renato, che purtroppo è scomparso tre anni fa, era un sociologo; si occupava di problemi dei portatori di handicap e li viveva in prima persona, in quanto non udente. Ha dedicato tutta la vita a cercare di migliorare l’integrazione sociale dei sordi italiani, con il lavoro di ricerca, l’insegnamento universitario, i testi scientifici. Con il premio di poesia volle estendere questo suo messaggio alle persone più sensibili e ideative, ossia i poeti, proponendo un tema fisso: la disabilità o l’emarginazione sociale in genere. La risposta fu positiva, perché induceva i poeti a riflettere sulla realtà che avevano attorno a loro. Continua a leggere

Ornithology 2. Baroni

 

BARONI.jpg

(Gli uccelli sono sempre i primi
pensieri del mondo)
Giorgio Caproni

 

Il peso dei vostri corpi

È così popolato questo giardino
di voi passeri che becchettate.
Saltellate di frequente, qualche volta vi rincorrete
sopra uno strato di foglie secche Continua a leggere

La notte che segue la premiazione di un premio letterario dato ad altri

di Roberto Plevano

* Il romanzo Marca Gioiosa (Neri Pozza editore, 2017), segnalato al Premio Letterario Giovanni Comisso 2018 e finalista al 25° Premio Letterario “Latisana per il Nord-Est”, ha condotto il suo autore alle cerimonie di premiazione, il 6 ottobre. Il testo è stata scritto nella notte tra il 6 e il 7 ottobre.

Chandra Livia Candiani, Il silenzio è cosa viva

Dal 9 ottobre è nelle librerie Il silenzio è cosa viva (Einaudi 2018) di Chandra Livia Candiani. Ne do con gioia l’annuncio, in attesa di parlare diffusamente di questo libro. Come dice la stessa Chandra Candiani: “Le misteriose vie della vita mi hanno regalato due metodi, due alleati per avvicinare e arrivare ad accogliere la paura: la poesia e la pratica del Buddhismo”. Non solo di meditazione e di Buddhismo infatti si parla in questo libro, scritto con “la lingua delle schegge, dei frammenti”. Di qualsiasi cosa parli, Chandra Candiani parla di poesia e come le sue poesie, anche questo libro è un libro “per la vita”: una sveglia e un invito a “farsi vivi”. Un libro da portare con sé. Continua a leggere