Raffaela Fazio legge “Figure d’ombra”, di Francesco Dalessandro.


[foto di Dino Ignani]

Dimensione composita, l’ombra dei personaggi che abitano queste pagine è loro provenienza e destino, è loro essenza e condizione.

Ombra è il non-luogo, il silenzio da cui emergono e a cui fanno ritorno dopo aver raccontato se stessi. Ma ombra è anche la loro consistenza, labile e al contempo più reale del reale, come attori che si affacciano al proscenio per dar voce, amplificandolo, a un sentire universale. Più ancora, ombra è il loro stato di “esiliati”, se esilio è ogni sofferta lontananza da ciò che ci è caro. Continua a leggere

Marina Massenz, Né acqua per le voci

E’ uscita la nuova raccolta poetica di Marina Massenz Né acqua per le voci (Dot.com Press 2018). Segnalo due presentazioni, alle quali sarà presente l’autrice: giovedì 24 maggio alle ore 21.00 presso il Bezzecca Lab di via Bezzecca 4, a Milano (tel. 02.86.89.44.33) (presenta Vincenzo Frungillo); martedì 12 giugno alle ore 21.00 presso la Libreria Popolare di via Alessandro Tadino 18, a Milano (tel. 02.29513268) (presenta Giorgio Morale). In questa occasione Graziella Reggio parteciperà con alcune sue opere fotografiche attinenti tematiche del libro. Propongo di seguito tre poesie della raccolta. Continua a leggere

Tre poesie di Fernando Bandini

di Roberto Plevano


Fernando Bandini ci ha lasciato il giorno di Natale 2013, appena un paio d’anni dopo un altro suo socius di poesia, Andrea Zanzotto. Scriveva poesia fin dalla prima metà degli anni ’50, Pianeta dell’infanzia (in Nuovi poeti, Vallecchi, Firenze 1958) è stata la prima raccolta di una produzione continuata fino agli ultimi giorni con diligenza di abilissimo artigiano.

A me piace immaginare che l’ispirazione a scrivere gli sia venuta in quelle serate in cui Goffredo Parise, di poco più vecchio, leggeva agli amici le pagine appena abbozzate di quello che doveva diventare il suo primo romanzo. Fernando, come raccontò molto più tardi, ascoltava in silenzio, pensando che quel compagno di flânerie aveva la stoffa dello scrittore vero. L’infanzia e il sogno in una città di provincia, Aznèciv (la Vicenza della memoria, degli affetti, delle disillusioni: “nome a specchio dello stagno del cuore”) vista come dai tetti, con un occhio prossimo alla vista degli angeli.

mentre già scorgo l’ultimo angelo che laggiù
all’imboccatura di una stretta convalle
dei Berici fa il conto dei miei anni.

Mi grida di lontano: «Perché ti affanni
a correre? C’è il vuoto alle tue spalle,
il fantasmi di Aznèciv non t’inseguono più».

(tratto da Dietro i cancelli e altrove, Sirventese in forma di bolero sugli angeli superstiti di Aznèciv)
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Marco Di Pasquale – FORMULA DI VAPORE

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L’editrice Arcipelago itaca – una delle più attive case editrici in ambito poetico, nata dalla passione e dall’impegno di Danilo Mandolini (anch’egli poeta di valore, di cui ricordo Radici e rami e l’ampio volume autoantologico A ritroso, entrambi usciti per L’Obliquo ed.)- ha pubblicato nel 2017 il nuovo libro di versi di Marco Di Pasquale, Formula di vapore.
Marco Di Pasquale (1976), marchigiano, lavora in un Istituto per la diffusione della Lingua Italiana nel mondo. Dal 2004 svolge attività di divulgatore letterario nelle associazioni “Licenze poetiche”, “ADAM” e “UMANIEVENTI”. Dal 2007 fa parte del comitato di giuria del Premio Nazionale “Poesia di strada”. Nel 2015, per Licenze poetiche”, insieme a Renata Morresi ha ideato a Macerata il contenitore poetico “Poesie di terra”. Nel 2009 è uscita la sua opera prima, Il fruscio secco della luce (Wizarts editore), ripubblicata in un’edizione riveduta ed ampliata per Vydia editore nel 2013.
In questa silloge, come scrive Alessio Alessandrini nella sua prefazione, l’autore “invita ad aprire «il sipario freddo della fine», a guardare dentro
all’«ultima bolla» di respiro, per ritrovarci «nella foschia», in «un brodo nebuloso», dove «sa di nebbia il porto», un porto sepolto «in un oleoso oblio»
“.
E’ in un costante, disilluso, “ragionando con meco et io con lui”, una possibile cifra di questa poesia, la cui solidità resiste al confronto col precedente montaliano-petrarchesco, e si volge – anche per l’esperienza umana, diciamo pure “militante” dell’autore – all’umano, alla possibilità (“una lisca di progetto”).
Un’esperienza poetica che ci pare esemplare nella sua coerenza e potenza di voce. (EDL)

***

Proponiamo una scelta di testi da Formula di vapore
*
nei chiodi delle stelle ti leggi al futuro e la luna d’artificio di stasera rischiara nelle vene e scorgi nel meandro almeno una lisca di progetto
mentre altri strattonano ad ostruire l’avvenire e tu non vuoi firmare se non uno specchio in bianco

*

INVALICATO DALLA NOTTE

pratichiamo un solco di silenzio
un tropico invalicato dalla notte
mentre un tenace concerto
si librerà dai limiti dove
il vuoto ruba solidità e ogni tono
dilaga nel flusso

vi cadremo senza il lusso di un punto
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Attendendo le fioriture di Giovanna Rosadini



di Giovanna Menegus

 

Da sistema a unità a numero completo, i titoli dei libri di poesia finora pubblicati da Giovanna Rosadini alludono sempre a un tutto, un insieme coeso (Il sistema limbico, Atelier 2008; Unità di risveglio, Einaudi 2010; Il numero completo dei giorni, Aragno 2014). La forza dell’asserzione, dell’affermazione positiva e ordinatrice è tanto maggiore quanto più risulta minacciata da un polo negativo e indistinto cui si oppone. Continua a leggere

“Prima poesia a Cecilia” di Yari Selvetella

Al tuo primo incubo io non c’ero
il vento batteva le rotte
e vele di sabbia si alzavano
come voci da una folla
e la mia tra di esse straniera
leggerissima su quella enorme ruvida pelle
che è l’assenza

Qui è il deposito delle forme
di cui non si è trovata parola
una mano invisibile accarezza le superfici
il suo tatto pare ammansirle
e invece le corrode

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Festival Europa in Versi 2018

festival

Al via il prestigioso Festival di Poesia Europa in Versi, giunto alla sua ottava edizione sotto la direzione della Casa della Poesia di Como. Il Festival si terrà da venerdì 18 a domenica 20 maggio, con eventi riservati alle scuole nella prima giornata ed incontri aperti al pubblico nei due giorni seguenti. 

Si segnala in particolare l’International Poetry Slam e Reading di poesia che si terrà sabato 19 maggio a villa Gallia a partire dalle 15.00. A seguire la cerimonia di proclamazione di vincitori e finalisti del Premio Europa in versi.

Da ricordare anche “Di poeta in poeta, una passeggiata creativa sul lago di Como” con la partecipazione dei poeti di Europa in versi, che partirà domenica alle 14.30 da Piazza del Duomo.

Qui tutto il programma dettagliato 

Il sito del festival Europa in Versi 

Eva LIPSKA – Il lettore di impronte digitali

LA RIVOLTA DEI GIOVANI

La Stato ha già smesso di essere
una lettura obbligatoria dicono.
Puoi ma non sei obbligato
a imparare a memoria la bancarotta dei secoli.

Non ci interessa
la natura subdola.
Un inetto al potere.
I dizionari di cemento delle città. Continua a leggere

CRESTOMAZIA 31: “Perch’i’ no spero di tornar giammai” di Guido Cavalcanti

Perch’i’ no spero di tornar giammai,
ballatetta, in Toscana,
va’ tu, leggera e piana,
dritt’ a la donna mia,
che per sua cortesia
ti farà molto onore.
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Giardini immaginari con rospi veri

Marianne Moore

Poetry

I, too, dislike it: there are things that are important beyond all
this fiddle.
Reading it, however, with a perfect contempt for it, one
discovers in
it after all, a place for the genuine.
Hands that can grasp, eyes
that can dilate, hair that can rise
if it must, these things are important not because a

high-sounding interpretation can be put upon them but because
they are
useful. When they become so derivative as to become
unintelligible,
the same thing may be said for all of us, that we
do not admire what
we cannot understand: the bat
holding on upside down or in quest of something to

eat, elephants pushing, a wild horse taking a roll, a tireless wolf
under
a tree, the immovable critic twitching his skin like a horse that
feels a
flea, the base-
ball fan, the statistician–
nor is it valid
to discriminate against ‘business documents and

school-books’; all these phenomena are important. One must
make a distinction
however: when dragged into prominence by half poets, the
result is not poetry,
nor till the poets among us can be
‘literalists of
the imagination’–above
insolence and triviality and can present

for inspection, ‘imaginary gardens with real toads in them’, shall
we have
it. In the meantime, if you demand on the one hand,
the raw material of poetry in
all its rawness and
that which is on the other hand
genuine, you are interested in poetry.
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Rabindranath Tagore


La grande gioia di Tagore

di Giovanna Menegus




Il mondo è nato
           dalla grande gioia,
il mondo è conservato 
           dalla grande gioia,
e nella grande gioia
           entriamo dopo la morte.


*


Ogni mattina al benefico tocco della luce
Ricevo dell’esistenza il dono –
[…] Continua a leggere

Gemma Mondanelli legge “L’ultimo quarto del giorno” di Raffaela Fazio


I libri di Raffaela, che scrive da quando era bambina, hanno seguito il suo percorso personale, i suoi sentimenti, la vita della sua famiglia, quella dei figli. La recente raccolta intitolata “L’ultimo quarto del giorno” (La Vita Felice 2018) denota una considerevole maturità stilistica e di contenuto, insieme a un tratto più filosofico e introspettivo. Raffaela parte da un discorso molto suggestivo, come si legge nella nota anteposta al libro: secondo la tradizione ebraica, la giornata di Dio si compone di 12 ore; nell’ultimo quarto egli gioca nel mare con il Leviatan, il temibile mostro marino. Continua a leggere

Chandra Livia Candiani, “Fatti vivo” a Milano

Mercoledì 11 aprile, alle ore 18, Chandra Livia Candiani, in dialogo con Gabriella D’Ina, presenterà il volume di poesie Fatti vivo (Einaudi 2017), presso la Sala del Grechetto di Via F. Sforza n. 7, a Milano. 10 poesie di Fatti vivo si possono ascoltare nell’archivio della trasmissione di Radio 3 Fahrenheit.

Su Fatti vivo sono disponibili in rete i testi di Giorgio Morale, Andrea Cirolla, Sara Vergari, Pasquale Di Palmo, Antonio Prete. Continua a leggere