Poesia italiana del XXI secolo

Federica Galetto nasce a Torino nel 1964. Poetessa, scrittrice, artista collagista, traduttrice, appassionata di lingua e letteratura inglese e americana. Nel luglio 2010 pubblica per i tipi di Lietocolle Editore la sua prima raccolta poetica “Scorrono le cose controvento” e nel 2011 l’e-book “Silent is the House” (bilingue, Inglese-Italiano), l’e-book “Nell’erba il punto”, La Recherche, 2012 – Poesia, “Stanze del nord”, Onirica Edizioni, 2012 – Poesia, “Assorta la corda vira”, Exosphere Plaquettes 2013-Poesia, la raccolta di racconti “Fuori nevicano rose gialle” scritta con Simonetta Sambiase , 2013, “Improvvisa luce”, Plaquette di traduzioni di testi di Dante Gabriel Rossetti, L’Arca Felice 2013, la silloge Traducendo Einsamkeit, Terra d’Ulivi 2014, il romanzo “Anouk”, flower-ed 2017, la silloge La neve e la libellula, Terra d’Ulivi 2019.

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Quotidiana poesia in giardino: intrecci di voci

Quotidiana poesia in giardino: intrecci di voci

Intrecci di voci poetiche martedì 13 ottobre 2020 alla Casa delle Donne di Milano, Via Marsala 8, dalle 17 alle 19. Nicoletta Buonapace, Laura Canevali, Dorinda Di Prossimo e Marilena Salvarezza presentano le loro poesie e ne parlano con Angela Giannitrapani del gruppo Libr@rsi. Continua a leggere

Mamre: nel segno dell’ospitalità, di Raffaela Fazio

[Affresco nell’Abbazia di Pomposa]

(Genesi 18,1-15)

L’accoglienza è vita. Non occorrono tempi solenni o momenti straordinari: il luogo in cui avviene è il quotidiano. E l’atteggiamento che la prepara è una quieta vigilanza.

Abramo non si trova né all’interno, né all’esterno della sua casa. Siede sulla soglia, che simboleggia il luogo per eccellenza dell’incontro. Egli è vigile ma anche sereno. È in armonia con ciò che lo circonda. Essendo l’ora più calda, riposa: concilia il suo ritmo a quello della natura.

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Silvano TREVISANI, Le parole finiranno, non l’amore.

Esprime positività e speranza il titolo che Silvano Trevisani ha scelto per il suo libro di poesie di recente uscita da Manni Editori, nella collana Occasioni. Proprio mentre questo tempo, per crescente accelerazione e moltiplicazione mediatica, farebbe temere invece l’esatto contrario: le parole si moltiplicheranno, si ridurrà l’amore. Ma questo libro rivela da subito consapevolezza culturale, storica e generazionale. Continua a leggere

La parola autunno

di Stefanie Golisch

L’autunno è l’uomo dal naso molto lungo che ogni anno, alla fine di settembre, appare nella mia città, per qualche giorno lo vedo di qui e di là, sul ponte romano sopra il Lambro, sotto i portici, seduto su una panchina al parco, poi, a un certo punto, non lo vedo più, la prima volta l’ho visto in stazione, portava con sé due ombrelli e più valigie colorate, camminava senza fretta, potrei chiamarlo il viaggiatore, l’archetipo dell’inquietudine, la mia inquietudine, ma non voglio dargli un nome preciso, lo stavo già aspettando da qualche giorno, ed ecco, lunedì mattina, puntualmente, è apparso, l’ho salutato come si saluta un vecchio conoscente, lui non mi ha risposto, ma so che mi conosce, sa chi sono Continua a leggere

Alla sala giochi – di Alessandra Corbetta

La signora della sala giochi
ha il corpo sformato
come le sagome delle nuvole
sbirciate in coppia dalle spiagge.
I gettoni sono il suo tesoro
in forzieri di flipper e cavalli
immobili se non per finta;
se spari e colpisci ti dà un premio,
l’addio è solo una partita
che ricomincia

[da Alessandra Corbetta, Corpo della gioventù, puntoacapo 2019]

Photo Wikipedia

Tre poesie per Carmelo Bene

“C.B.” di Matteo Maragna

Come in certe cittadelle desolate nell’Oriente
l’anima sedotta dalla Voce
s’abbandonò al delirio iconoclasta,
il tuo svanire vivendo il casellario dei giorni
fu l’assenza di un grido mai intonato,
una tela non squarciata,
“l’imago” di un affresco che si scrosta
in grazia di uno splendore vano.
Noi mai nati o sempre morti,
noi perfetti nell’arto mutilato,
suturati petti di bellezze incolte,
dimenticati nella sabbia delle strade
che non hanno,
e mai l’avranno un nome d’uomo;
noi graziati da disgrazie ricevute,
noi teatranti di un nonnulla che è visione,
noi ipertrofici poeti, oltre l’alba e l’imbrunire
prigionieri d’un confino,
adoriamo scarse le orme del tuo piede salentino
che in fondo,
non ha mai sfiorato alcuna terra.

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Una poesia di Lidia Calzolari

Si arrabattano gli uomini
ad appoggiare coperchi alle pentole 
a rattoppare strappi al lenzuolo
ad amoreggiare sotto la luna
a stornare debiti  nascosti
come polvere svelta sotto al tappeto.
Si svelano gli uomini
nelle cose piccole e brevi
nel temporeggiare in bagno 
nello scaldarsi le mani nelle tasche 
nel rompere le uova anche fuori dal paniere
come bestie mansuete e irriverenti. 
Si intrappolano gli uomini 
negli occhi degli altri 
a pescare qua e là nell’iride umida
un riflesso d’infinito.
Inciampo nei dettagli della vita
come una sottana lunga
fino ai piedi.
Inciampo sì, ma rido.

[Lidia Calzolari, 20 luglio 2020 / Photo by Manuela Toselli]

Poesia italiana del XXI secolo

Anita Piscazzi, nata ad Acquaviva delle Fonti nel 1973, poeta, pianista e dottore di ricerca si occupa di studi etnomusicologici e didattico-musicali. Ha pubblicato le raccolte poetiche: Amal (Palomar, Bari 2007), Maremàje (Campanotto, Udine 2012), Alba che non so (CartaCanta, Forlì 2018). Sue poesie sono presenti in “Ossigeno Nascente” (Atlante dei poeti contemporanei italiani a cura del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica Alma Mater Studiorum – Università di Bologna), in diverse antologie e in numerosi blog letterari. Tradotta in diverse lingue, ha collaborato ai progetti poetico-musicali : “Alda e il soldato rock” con Eugenio Finardi e Cosimo Damiano Damato, “Ferma l’Ali” con Michel Godard e al progetto teatrale: “Miss Kilimangiaro” in Kenya per “Avis for Children” con Lidia Pentassuglia.

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Ad ogni naufragio sarò con te

Max Ponte, Ad ogni naufragio sarò con te, La strada per Babilonia 2020, 88 pp. Con una nota di Luigi Cannillo. In libreria da settembre

Introduzione dell’autore

Questa raccolta riunisce poesie d’amore e poesie “civili”, il naufragio del titolo è quello dell’umanità di questi anni, partendo dai migranti arrivando sino alla pandemia, passando attraverso le nostre vite personali. Umani prima chiusi sulle navi, col divieto di sbarcare, e poi chiusi in casa con un raggio di 200 metri. Una limitazione quest’ultima rivolta anche alle passeggiate dei singoli nella natura che ha amplificato, nel susseguirsi di decreti spesso nebulosi, l’innegabile tragedia del virus. Continua a leggere

Question di May Swenson ( USA, 1913-1989)

May Swenson

Question

Body my house
my horse my hound
what will I do
when you are fallen

Where will I sleep
How will I ride
What will I hunt

Where can I go
without my mount
all eager and quick
How will I know
in thicket ahead
is danger or treasure
when Body my good
bright dog is dead

How will it be
to lie in the sky
without roof or door
and wind for an eye

With cloud for shift
how will I hide? Continua a leggere

Tempostante, di Giorgio Stella

-1 – Tutta una vita all’insegna delle luci al neon,

plastiche di tettoie delle pompe, di benzina –

la cataratta al neon come la rapina spastica

della vetrina detta sopra

che ride perché la commessa portava

la minestra ai manichini –

ora per ora anno per anno

con fiocchi di baleno

alla seduta stante

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Poesia italiana del XXI secolo

Alberto Fraccacreta è nato a San Severo nel 1989, è assegnista di ricerca in Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Collabora con alcuni quotidiani e webzine nazionali. Di prossima pubblicazione l’antologia poetica Sine macula. Poesie 2007-2019 per l’editore Transeuropa.

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