Andrea Leone. Lieder

1.

Voi infiniti specchi scritti, ritratti esatti, voi date entusiasmate dalla martellante arte attuale, voi infinite lingue antiche, ferite dove sto per fiorire. Voi sismi e stemmi e nomi, monologhi, metronomi, libri ebbri oggi, cieli di epicentri battenti, racconti dei compiti e dei corpi, lettere perfette dell’incidente di sempre, Dèi dove crei e sei, letterature di tutte le notturne nature distrutte, formule e fortune, scosse sconosciute. Voi individui indicibili, volti vinti, verbi visti, celebri cieli vivi dei pericoli infiniti, accecanti acciai apparsi, contagi contemplati, compleanni dei cieli immutabili. Voi soli sconvolti dei corpi, sussulti eccelsi, alti traumi salvi, nomi di spasmi e armi, strati delle stragi. Continua a leggere

EMILY BRONTË, il potere dell’immaginazione

a cura di Barbara Pesaresi

da Emily Brontë – Poesie
ed. Einaudi
a cura di Ginevra Bompiani

Sono felice quanto più lontana
sospingo la mia anima dalla casa di argilla
nella notte spazzata dal vento e dalla luna,
e per mondi di luce l’occhio vagabonda –

Quand’io non sono e nessuno accanto –
né terra né mare né cieli puliti –
ma solo spirito che erra nell’aperto
e percorre l’immenso, l’infinito.

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Nella NOBILI. Ho camminato nel mondo con l’anima aperta. A cura di Maria Grazia Calandrone

 

Una morte dolce

 

Da questo desiderio di morte

Chi mi libera – Signore.

Ho sentito per la strada

Qualcuno che mi chiamava. Continua a leggere

Ornithology 55. Apollinaire

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Il pavone


Tocca terra con le piume
e sembra, se fa la ruota, più bello
ma in verità mostra implume
il sedere questo uccello.

 

Le paon


En faisant la roue, cet oiseau,
Dont le pennage traîne à terre,
Apparaît encore plus beau,
Mais se découvre le derrière.


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Fuori dal tuo sonno

di Stefanie Golisch

Fuori dal tuo sonno ti ho atteso, eri non laddove pensavo che
fossi, ma nemmeno laddove non pensavo che fossi, sapevo
che non ti avrei trovato da nessuna parte, non aveva senso
continuare ad aspettarti ovunque, ma speravo che un verso
come fuori dal tuo sonno ti avrebbe chiamato in vita, eppure,
mi sono sbagliata, non ci si trova dentro un verso se prima
non ci si trova fuori, laddove, appunto, noi due non ci siamo
mai trovati, a dire la verità, sono stata io ad inventare quella
persona da attendere fuori dal suo sonno, non suona male,
vero? perché fa pensare al sonno come la condizione naturale
del nostro essere uomini, e, se fosse davvero così, se davvero
potessimo essere stanchi senza sentirci in colpa, troppo stanchi
per combattere, per chiacchierare, per chiarire le cose una volta
per tutte, se davvero fosse la stanchezza la cosa più bella di te,
di me, allora forse non avrei atteso invano dentro e fuori dal
tuo, dal mio sonno, non avrebbe avuto nessuna importanza,
saremmo stati insieme così leggeri da non accorgerci
nemmeno

L’immagine è di Fritz Winter

Matteo BIANCHI – FORTISSIMO, Poesie

Matteo BIANCHI

FORTISSIMO

MINERVA (2019)

(Con nota di Giancarlo Pontiggia e Cinzia Demi)

 

6 GENNAIO

Spesso non misuriamo quanto ci siamo allontanati e viviamo a vista d’occhio. Forse per quella stupida possibilità di ritorno, di riabbracciarci e perdonarci insieme, per-donare. Non diamo peso alla speranza. Quando muoiono, però, è l’abbandono. Non c’è ragione che menta. Continua a leggere

Nenia in bisbiglio


di Iole Chessa Olivares

                                       Natale  2019

Forse  non viene NATALE…
La stella cometa
errando nello stupore
s’ interroga:  fermarsi
o attendere una chiarità suprema?
Chissà!
Nella guerra per l’apice
aspra arrogante
NOI
vanamente  sfuggiamo a NOI
in devianti frantumi, lacerazioni
sempre affamati,
mai sazi di  mondo.
Ah!  paglia e paglia e paglia
per non sentire
per non vedere
ma la zanzara sale, vive con NOI
forza gli argini d’ogni vena
inferno richiama  e perduto paradiso
sanguinando
fa saltare il lucchetto  al cuore
trascina la spina dal rogo alle stelle.


Francesco Randazzo. Tre poesie inedite

Magie quotidiane

Il miracolo di un interruttore che accende la luce in una stanza buia.
La meraviglia di un rubinetto che fa sgorgare acqua, anche calda.
La potenza di un fornello che si accende e da fuoco per cucinare.
L’accoglienza di un materasso con le coperte, le lenzuola e i cuscini.
La sorpresa di un frigorifero aperto ricolmo di cose da mangiare.
Il confortante chiacchierare delle caffettiere e delle pentole.
L’avventura che i libri sul comodino promettono e mantengono.

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Ornithology 54. Oliver

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Oche selvatiche

Non devi essere buono.
Non devi camminare in ginocchio
per cento miglia nel deserto in penitenza.
Devi solo lasciare che il tenero animale del tuo corpo
ami ciò che ama.
Dimmi della tua disperazione, la tua, e io ti dirò della mia.
Mentre il mondo va avanti.
Mentre il sole e i cristalli della pioggia
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Morire di dicembre

di Stefanie Golisch


Morire di dicembre

a Gianni Fumagalli (1950-2019), scrittore

Un uomo se ne va con in tasca una mela e
un coltello, non si sa mai, un uomo se ne
va, la sua storia finisce qui, compiuta, non
compiuta come tutte le storie, un uomo se ne
va, dice ci vediamo domani per non dire non
ci vediamo più, è stato bello raccontare le
vostre storie, la mia ora la porto con me, non
pensate di sapere chi sono stato, sono stato
tutto quello che voi pensate più qualcosa che
non si sa, è stato bello stare con voi, vi saluto
tutti, ma ora devo andare

“Annuncio astrale”. Paola Renzetti

a cura di Giovanna Menegùs

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Santa Lucia, al dì s’arcrìa e la neva s’aturtìa

La mano d’argento del salice
aprisse la porta del cielo.
Airone ha portato con sé
questi giorni ossuti
e Caio con la sua vita.

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Ornithology 53. Yeats

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I cigni selvatici a Coole

Gli alberi sono nella loro bellezza autunnale,
I sentieri del bosco sono asciutti,
E l’acqua nel tramonto d’ottobre
Specchia un cielo immobile;
Sull’acqua traboccante fra le pietre
Cinquantanove cigni stanno.
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