Denata Ndreca, “Tempo negato”

Intervista a Denata Ndreca

di Giovanni Agnoloni

La poesia di Denata Ndreca declina il tema dell’amore in una molteplicità di forme possibili, tutte legate dal canale interiore della passione, a volte lacerante, a volte legata a un filo di memoria e nostalgia. Tempo negato (edito da Scribo) è una raccolta che esprime tutte queste modalità espressive del sentimento per eccellenza. Ecco tre liriche che ho particolarmente apprezzato, nella raccolta, e a seguire una mia intervista all’autrice. Continua a leggere

“L’attenzione” di Angelo Andreotti

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«Dimentica chi sei, perché in virtù di questo iniziale oblio tu sarai mio ospite.» All’ingresso del suo nuovo libro di versi, Angelo Andreotti accoglie il lettore con queste parole di Edmond Jabès. A indicare che la poesia, l’esperienza che il lettore-ospite (e il poeta-autore) provano qui non è diretta ed emotiva: passa necessariamente attraverso un distacco da sé e dalle cose, attraversa oblio, perdita e lontananza per restituirli, il sé e le cose tutte, in una «dizione piana e meditativa» modulata da «figure d’ombra», «presenze lievi e discrete», come scrive nella bella prefazione Antonio Prete.
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Fernando DELLA POSTA – VOLTACIELO. Postfazione di Doris Emilia Bragagnini

Matera

 

Come d’estate il verde oro rigoglioso

dei campi assolati viene attaccato

da strali di polvere e la ruggine abrasa

offende la malva cresciuta in geografie sfavorevoli Continua a leggere

Ornithology 38. Frost

FROST Robert

Un uccelletto

Proprio ho sperato che volasse via,
e non cantasse sempre davanti a casa mia;

gli ho battuto le mani dal limitare
quando non l’ho potuto più sopportare.

Mio in parte il torto dev’essere stato.
L’uccelletto non era stonato.

E qualcosa non va, qualcosa manca
in chi vuol far tacere uno che canta.

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Le mie lande scapigliate – di Max Ponte

lande scapigliate

Queste, o lettore, sono
Le mie lande scapigliate
La zazzera dei terreni
Che daranno fieno il cui
Sentore arriverà in paese
L’unica realtà, sai, è la terra
Che consiste e non si spegne
Accoglie le ossa delle vecchie
Plasma il fiato del nascituro
Lambisce le falde ingloba
I fossili e tutti i secreti
Delle sue terre mio nonno
Ricordava tutte le “tavole”
Certissimi incolti fragmenti
Queste, o lettore, sono
Le mie lande scapigliate
Verdi di verzura subalpina
E ora sul ciglio della ciclabile
Le ritraggo e le macchio
Mentre giunge un velocipede
Con la mia ombra

Max Ponte
Villanova d’Asti, 31 maggio 2019

Poesia pubblicata anche su ATNews.it, Quotidiano online di Asti, Monferrato, Langhe e Roero  

“La città della festa” di Andrea Laiolo

SIENA

Dopo le svolte delle vie tortuose,
le gotiche strettoie discendenti,
mi affaccio al Campo ed è rivelazione
ciò che apparso agli occhi mi innalza i sensi:
rosse facciate, finestre copiose,
e merlature fra i tetti silenti
cingono, come la luce le cose,
questa valle urbana e i suoi elementi.
Odo il rumorìo accolto nella coppa;
aspiro il caldo afrore della terra;
dispongo il tatto e il gusto a rinnovare
le scoperte: l’aroma di onde chiare
o il liscio sussulto della groppa.
È in questa conca che l’anima atterra.

Andrea Laiolo

Sonetto II dalla raccolta poetica di Laiolo La città delle festa. Icona senese, Achille e la Tartaruga, Torino 2016, p.10

Il blog del poeta

La stanza in cima alle scale – Daniela RAIMONDI

 

Daniela RAIMONDI

La stanza in cima alle scale

Nino Aragno Editore (2019)

*

Segni

 

Se scriviamo è per questo:

per non dimenticare il sogno,

ritrovare un tocco d’angeli sulla guancia

e sconfiggere demoni

immobili come aghi sotto la pelle. Continua a leggere

Raffaela Fazio legge Cinzia Marulli “La casa delle fate” (La Vita Felice, 2017)

«Si ferma il tempo/ nel percorso che mi avvicina»: così inizia La casa delle fate (La Vita Felice 2017), raccolta in cui Cinzia Marulli affronta il tema della vecchiaia in una casa di riposo, e ne parla in “presa diretta”, partendo dalla relazione con la madre, che rimane il fulcro di questo libro e il motivo della sua scrittura.

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Ornithology 37. Marin

marin

Uccelli migranti
sull’isola che calano
quando la stagione si ammala
in paesi distanti.

Calano per stanchezza
sul silenzio del dosso
che a sera si fa rosso
per tanta grande tristezza.

Vengono da lontano
alla fine dell’estate
dalle grandi solitudini;
riposano, e se ne vanno.
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Ornithology 36. Pozzi

Pozzi

Voli

Pioggia pesante di uccelli
su l’albero nudo:
così leggermente vibrando
di foglie vive
si veste.

Ma scatta in un frullo
lo stormo,
l’azzurro Febbraio
con la sera
sta sui rami.

È gracile il mio corpo,
spoglio ai voli
dell’ombra.
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Una lettura de “L’infinito” di Giacomo Leopardi

Come ricordava Antonello Sparzani prima, oggi ricorre il duecentesimo anniversario dalla composizione di uno dei più bei carmi italiani di tutti i tempi.

Come scriveva Antonello, è una poesia felice, e mi ha sempre rattristata ascoltarla in versioni cupe e tormentate, che non rendevano a mio avviso giustizia a un momento di autentica estasi gioiosa del poeta.

Mi sono quindi armata di solenne faccia di bronzo e ho deciso di farne una mia versione, che Fabrizio ha voluto che postassi. Prendetevela con lui, quindi 😉