Rocco Morandi, “L’Appennino piemontese”

Rocco Morandi, L’Appennino piemontese – Percorsi, paesaggi, natura e storia del tratto piemontese dell’Appennino (Tarka Edizioni, collana “Appenninica”)

Contributo introduttivo di Marco Grassano: “Su per balze e in anfratti” dell’Appennino alessandrino

Su per balze e in anfratti d’una solitudine dura
su valli deserte ormai
se non per l’attraversamento orizzontale e infinito
di farfalle…

(Attilio Bertolucci)

L’Appennino è forse, almeno col sereno, la parte più bella della Provincia di Alessandria; senz’altro è la più incontaminata, la più ricca di biodiversità. Per questo ci siamo permessi di denominare questa porzione di territorio “Appennino piemontese”, così come esiste l’Appennino emiliano di Bertolucci. Siamo tuttavia ben consapevoli di quanto la sua cultura e la sua Storia la leghino alla Liguria. Di ceppo ligure sono i dialetti che si parlano in Alta Val Curone, in Val Borbera e così fino all’Ovadese. “Ligure” è aggettivo che contraddistingue la toponomastica di molte località (Cantalupo Ligure, Cabella Ligure, Carrega Ligure…). Liguri erano le popolazioni residenti prima della colonizzazione romana. Continua a leggere

Buona lettura 19: “L’ambasciatore delle foreste” di Paolo Ciampi

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità. Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.
Ne L’ambasciatore delle foreste, Paolo Ciampi ha scommesso di camminare sul confine tra un’epoca e l’altra, tra la propria vita e quella di un tale George Perkins Marsh, primo ambasciatore in Italia degli Stati Uniti, e che solo più tardi scoprirà essere l’uomo che, nel secolo del progresso e dell’industria, ancora prima che nasca la parola ecologia e che il destino della natura si imponga all’attenzione dell’opinione pubblica, capisce cosa sta accadendo all’ambiente e al mondo.

Continua a leggere

(misure, attestazioni)

Dover annullare le misure
tutte del tempo, minuti secondi
mesi secoli anni ore settimane,
null’altro rimane
che il nudo tempo primordiale
eterno, senza ritorno,
pesante e insistente macigno
presente, il buio
e il chiarore, il giorno col sole
e la notte, con la luna
o nessuna luce, solo
l’alba del giorno che viene, la sera
la notte e il giorno
seguente.
(15 novembre 2019)

Camminando tra i volti dei tanti,
mio padre, Lillo, il giovane
Massimiliano, nonni, zii,
ciascun compaesano che sorride
o che motteggia, mi rassicura
nel senso del coraggio. Così
la voce corposa e corale
dei morti, una voce
tutta soleggiata, non la immagino,
la certifico, il paesaggio
me la attesta, giuro,
da Ciappazzi alla Montagna, al mare,
alle Calabrie del Continente oscuro.
(24 novembre 2019)

20 libri per il 2020

di Guido Michelone

Ogni anno, durante le vacanze natalizie, mi piacere commentare brevemente i libri, usciti nel corso dell’anno, che mi hanno via via coinvolto a livello culturale, passionale, umorale, intellettuale, spirituale, non necessariamente in quest’ordine e con percentuali d’approccio variabilissimo a seconda del libro medesimo. Anche l’avvicinamento alla lettura di un testo, per me comprende esperienze assai variabili. Non mi considero un fruitore onnivoro, bensì un amante dei buoni libri, curioso e interessato, seppur condizionabile dalle deformazioni professionali.

Continua a leggere

Ignazio BUTTITTA, dalla piazza all’universo. Di Marco Scalabrino

Figlio di semplici popolani, Ignazio Buttitta “si trovò immerso senza alcuna fatica nel tessuto quotidiano della cultura popolare”, sicché per identificarne il dialetto “bisogna partire dalla parlata viva della gente di Bagheria”, dal fatto che “l’ambiente familiare e sociale in cui egli visse gli anni dell’infanzia fosse quasi del tutto dialettofono”. Continua a leggere

Merry Christmas

Il Natale elettronico non è
che un trillo dello smartphone, di notifiche,
essemmesse, video su WhatsApp,
gif animate, cinguettii su Twitter,
post su Facebook, mi piace non mi piace,
rilinkami, ritaggami. È una Festa
o una centrale elettrica impazzita?
Gesù si è risparmiato tutto questo:
si è sorbito in diretta le molestie
di scribi e farisei, il riso di Erode
e le mani lavate di Pilato,
una perfetta gif
della paura atavica di amare.
Ma l’ennesima e-mail, almeno quella,
l’ha evitata, immune dal virtuale.

Viale dei silenzi di Giovanni Agnoloni

Il padre, questo sconosciuto

di Riccardo Ferrazzi

Atmosfere rarefatte, quelle di “Viale dei silenzi”, ma niente affatto cimiteriali. Atmosfere in cui si muove un protagonista impegnato in una sciarada, un’indagine, una ricerca molto concreta, che lo condurrà a una soluzione sorprendente. Eppure, al termine del percorso, quella soluzione risulterà la migliore, non soltanto dal punto di vista logico ma soprattutto in termini di sentimenti.

Continua a leggere

Giacomo Sartori. Baco

di Roberto Plevano


Giacomo Sartori ci racconta un’altra storia.

Non bisogna credere troppo a quello che Sartori dice e mostra di sé (basta crederci soltanto un poco): che è scrittore e agronomo, che vive tra Trento e Parigi, che ha gli occhiali, insomma le determinazioni di spazio tempo occupazione figura che disegnerebbero le linee di un profilo umano: queste sono cose che si dicono, e si mettono sulle quarte di copertina, così, per decorazione.

No, lui è in primo luogo un raccontatore: afferra storie, le piglia, le mette giù per iscritto e le pubblica. E deve essere fedele alle storie che acchiappa, mica gli è concesso di fare voli di fantasia, di inventare (che è sempre un falsificare). Lui alle storie si attiene in tutti i dettagli essenziali, e le conduce dove devono concludere. Non dice frottole. Sartori è un professionista serio.
Continua a leggere

La manipolazione imperante

di Giampaolo Centofanti

L’identità da sola può diventare chiusura. L’incontro da solo può diventare un eticismo omologante che svuota le persone e le rende meri isolati consumatori manipolabili. L’identità non può venire ridotta a vago omologante solidarismo perché per esempio il cristiano ha bisogno di essere formato alla luce di Gesù in tutti gli aspetti del cammino di crescita.

La scuola se non vuole spegnere nell’appiattimento i giovani deve stimolare la loro libera vissuta ricerca identitaria a tutto campo. Il cristiano venire formato da insegnanti cristiani, il buddista da buddisti, l’ateo da atei e poi avere anche congrui momenti di scambio e di incontro con gli altri, di religioni e filosofie diverse. Almeno nei tempi e nei modi adeguati orientarsi in questa direzione. 

Continua a leggere

Sassolini

sassolini

Per un lungo periodo della mia vita ho viaggiato moltissimo, visitando tutti i continenti popolati, fino a quando – qualche anno fa − ho improvvisamente smesso. In questa scodellina di legno (comprata in chissà in quale dei miei viaggi) tengo alcuni sassolini e pietre che ho raccolto in giro, in situazioni diverse. Ero sicura che non avrei mai scordato il luogo e il sentimento con cui avevo raccolto ciascuna di queste pietre, ché quando le avevo prese e messe in tasca lo avevo fatto perché volevo ricordare bene quel momento, ché era stato sacro e importante, per qualche motivo. Dolomiti, Isola di Pasqua, Nuova Zelanda, Etiopia, Bolivia, Laos, India, Guatemala…
Ma non è stato così. Non ricordo più l’origine di queste pietre, e ora sono qui, mischiate e irriconoscibili.
Ed è forse la cosa più bella di questi sassolini, in verità. Di non poterli distinguere.
Ché sono diventati un pezzo di me, nascosto nel mio corpo, nel mio sentire.

La poesia della settimana. David Maria Turoldo


E lui che incombe

E lui che incombe
nel centro della mente
in assoluta fissità:
né dire sai
se ombra o luce.

Non un nome non un volto
gli conviene e il salmista
si strazia e grida
“mostrami il tuo volto,
il tuo volto io cerco, Signore!”

       Né volto
né immagine
né segno alcuno
nulla: più che il vuoto
                       un nulla.

Forse un suono
una nota sommessa almeno,
un colore:

                           invece
un oceano nero di nulla.

David Maria Turoldo, Canti ultimi , pag. 60
Ed. Servitum

Frammenti di Cinema # 21

Visitando il Museo del Cinema di Torino si può ammirare, in uno spazio dedicato a Ettore Scola, l’abito (acquistato all’asta dall’istituzione per 22.500 euro) indossato da Sofia Loren in una Giornata particolare (1977), da lei interpretato con Marcello Mastroianni. Per la precisione, si tratta di una vestaglia, a fiori, mai dai colori spenti, che il regista disegnò personalmente. Per interpretare Antonietta, la Loren dovette sottoporsi ad una dieta che svuotò del tutto le sue prorompenti forme femminili. E’ diventò così l’immagine di una femminilità mortificata e oscurata, ma non per questo annientata, che Gabriele, malgrado la sua omosessualità, saprà far rifiorire proprio grazie alla delicatezza e alla libertà.

Continua a leggere

L’opera

L’opera da compiere è educare all’Amore, alla Verità, alla Bellezza. Il mondo ha un bisogno disperato di questa prospettiva. Chi è cosciente di ciò, sente il bisogno di mobilitarsi, in una sorta di missione speciale. Tutto concorre all’eclisse dei valori. Le grandi lobby non hanno interesse a risvegliare l’anima: al contrario, vogliono sopirla, per raggiungere meglio i loro fini. Chiunque abbia a cuore le sorti del mondo, desidera consacrare la vita a questo compito, ignorando la voce che continuamente suggerisce: lascia perdere, chi te lo fa fare. È la voce del nemico, il distruttore, colui che ha ridotto la società occidentale così come vediamo. È ora di unire le forze per permettere che emerga la parte migliore di noi stessi, per liberare la possibilità di una vita guarita nel profondo, risorta dal nucleo incandescente del Bello, del Buono e del Vero. Cominciamo da oggi: domani potrebbe essere già tardi.

Frammenti di Cinema # 20

Dedichiamo questo frammento ad un solo film. Si tratta del capolavoro di Ettore Scola, La terrazza (1980). Perché? Perché nel documentarsi su di esso si scopre uno strano caso di realtà virtuale, narrata come vera nel web. Attenzione, non è un fake. Ma una sorprendente ipotesi di riscrittura  della storia; una ucronia che avrebbe suggestionato Saramago, ovvero un eteronimo degno di Pessoa. Partiamo dall’inizio. Ho cercato per mesi di rivedere Il viaggio di capitan Fracassa (1990) dello stesso Scola, di cui ricordavo la struggente interpretazione di Massimo Troisi e un’affascinante ricostruzione cinematografica della commedia dell’arte. Niente. Sulla rete questo film era del tutto inesistente, scomparso, rimosso, almeno fino a poco tempo fa. Ho ripiegato così sulla Terrazza, semplicemente per restare al regista. Questo film sono riuscito a trovarlo.

Continua a leggere

anacoreta (inedite)

12976908_10208756315096447_888497560658232694_o

Esplodono i fuochi, anacoreta,
Tacciono i canti della tua novena,
Questa mappata di case si fa meta
Di fiera fine estate,
Ancora stagione piena.
*
Questo andare e tornare
Per terre e per mare,
Non contavamo treni navi
Strade aeroplani,
Contavamo un pezzo di paesaggio
A nostra salvezza
Uno schizzo di onda
Nella storia che affonda.
Del resto, non contavamo un cazzo.
*
Dopo il sentiero Continua a leggere

Tra Livorno e l’Irlanda: intervista a Massimiliano Roveri

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Massimiliano Roveri

Massimiliano Roveri è, insieme alla scrittrice irlandese Catherine Dunne, il fondatore e direttore del San Patrizio Livorno Festival, una manifestazione culturale imperniata sull’incontro culturale tra l’Italia (e in particolare la Toscana) e l’Irlanda, sua (ma in fondo anche mia) terra d’elezione. Creatore e curatore del sito italo-irlandese Italish.eu, si appresta a organizzare la terza edizione del festival, che si terrà nel marzo 2020. Con questa intervista entriamo più nel merito della sua attività, anche di autore.

Continua a leggere