Siamo noi

La predicazione di Gesù comincia con una informazione: il regno dei cieli è vicino. Non è di poco conto, perché spesso Dio ci è estraneo, indifferente. Sembra che si dimentichi di noi, che abbia troppo da fare. Invece, è vicino in un modo che non riusciamo a concepire. Sono nel tuo cuore, dice il Cristo alla Bossis. Forse siamo noi a dimenticarlo.

Quella cosa

È difficile credere all’amore di Cristo? Eppure ha fatto e fa quanto nemmeno riusciamo a immaginare. Forse dovremmo provare a stilare un elenco, una lista degli atti d’amore che ha compiuto e compie per noi. Ma sarebbero infiniti. L’unica è riconoscere la nostra impotenza, radicale e incorreggibile, dovuta a quella cosa che chiamiamo peccato.

Il tuo sorriso

Sarò il tuo sorriso di oggi, dice il Cristo alla Bossis. È bello pensarlo: anche quando non c’è nulla per cui essere contenti, quando la sofferenza trabocca e non si sa più dove sbattere la testa, Gesù sorride in noi. Sarà questo il potere dei figli di Dio?

In ascolto

Dio ci parla, ma fatichiamo a sentire la Sua voce. È una questione di lunghezza d’onda, una nota che richiede attenzione, un esercizio di silenzio. Come Elia sull’Oreb, dobbiamo rinunciare al fuoco, al vento, al terremoto. Solo allora ci si mette in ascolto.