Da che parte

La gioia è nell’unità, dice Gesù a Gabrielle. Le raccomanda, per questo, di sentirsi partecipe della vita dei santi, di tutti coloro che hanno scelto l’amore. Due sono le vie: quella santa dell’amore e quella diabolica dell’odio. Non si può rimanere sulla soglia, bisogna decidere da che parte stare. Non c’è che l’amore, in cielo, e Gesù lo ha portato sulla terra.

Al centro

Tieniti al centro di te come il sole allo zenith, e le tue giornate saranno divine, dice il Cristo alla Bossis. È tutto in questa decisione: non lasciarsi sedurre dalla periferia, dalle paure, dai vizi capitali. Vivere ogni cosa con Gesù, che, chiamato, viene, desiderato, appare.

Più di Dio?

Certa teologia afferma che Dio non interviene nella storia: ne fa il punto forte dell’evoluzione di un pensiero adulto, scientifico, realista. Il Cristo invita la Bossis ad accorgersi di tutte le volte che si prende cura di lei nella concretezza della vita. Mai pensare che la cosiddetta scienza ne sappia più di Dio.

Il Padre

Bisogna pensare all’amore delicatissimo che il Padre ha per tutti e per ciascuno, ringraziarlo per ciò che sentiamo come bello, che solo noi avvertiamo con quelle sfumature. Stupirci, aggiunge il Cristo alla Bossis, che da sempre ci abbia pensato, col Suo amore singolare e molteplice, immutabile e creativo.

Ho ricevuto

Ci vuole poco per non servire se stessi e corrispondere ai desideri di Gesù: basta un sorriso, senza chiudersi nella torre d’avorio; vedere Lui negli altri e agire in modo congruo a questa convinzione. Anche se rispondessero male, cosa importa? – dice il Cristo alla Bossis: sono Io che ho ricevuto.

La parte giusta

Gesù vuole sentirsi a casa, nella nostra anima: il più amato, il più desiderato. Tanti, invece, non lo pensano mai, come non ci fosse. Lui li guarda con tristezza, come nell’orto del Getsemani. Dobbiamo parlare al posto loro, confidare per loro, perché accada che, per miracolo, si rivolgano dalla parte giusta.

Miracoli

Dio agisce nella storia, nonostante il parere contrario di certa teologia. Lo dice chiaramente il Cristo alla Bossis, rammentandole una serie di fatti in cui è intervenuto in suo favore. Agisce, ma non forza: ha bisogno del nostro assenso. Solo quando è certo di averlo, opera miracoli.

Attenzione

Gesù vuole essere ricordato, lungo il giorno: Lui è tutto, il resto è nulla. Raccomanda a Gabrielle di appassionarsi, perché è l’amore che unisce, e non la forza. Si paragona a un uomo che cammina in una città straniera, dove nessuno lo riconosce, nessuno lo saluta. Si potrebbe cominciare da qui: salutarlo con amore, farlo entrare con delicatezza nello spazio della propria attenzione.

Questo amore

Il Cristo dice alla Bossis di offrire al Padre il Suo sacrificio sulla croce, perché il Padre contempla tutti i tempi nello stesso momento. Cosa non darà vedendo il Figlio morire? Come non risponderà prontamente, Lui che è amore inaudito? Questo amore è adesso, conclude Gesù, lasciandoci un tesoro a cui attingere ogni giorno.

I due poli

Dobbiamo allargare l’anima, dice il Cristo alla Bossis. Confidare in Lui ma anche saper attendere, sentirsi avvolti nella tenerezza ma anche avventurarsi con coraggio nei tempi lunghi dell’attesa. La Sua vita non è fluita tra i due poli della confidenza e del coraggio, della certezza e dell’attesa?

Il segreto

Gesù dice a Gabrielle che il Suo nemico è il denaro, con il quale le persone credono di riempire la vita, cosa che può fare solo Lui. Per questo bisogna lasciarlo agire, per portare luce. Se ci lasciassimo ispirare, il mondo scoprirebbe il segreto che cerca dovunque, senza mai trovarlo.

Le cose come stanno

Gesù ha inventato l’Eucaristia per esserci vicino, per rimanere in noi. Vuole l’unità di tutto e tutti e invita a servire questo desiderio, che è il punto cruciale del Suo annuncio. Nell’amore tutto è collegato, diceva Solov’ev: lui ha capito le cose come stanno.