Appelli


L’esercizio più bello è andare in cerca di Dio-amore. Non solo in un momento di preghiera, nel raccoglimento di una stanza, di una chiesa, ma anche in strada, tra la folla, in una riunione accesa e conflittuale. Dovunque. Lui mi guarda, è lì, in attesa di un cenno, di un richiamo. Non vuole privarsi del nostro appello, del nostro desiderio.

Radio


Gesù si comunica attraverso di noi, accettando di confondersi con le nostre stanchezze e malattie; non abbiamo scuse per negarci alla sua azione, che si serve di strumenti miseri, che si accontenta di trasmettersi sulle onde emesse da radio che cadono a pezzi. Non è un miracolo che il regno si diffonda grazie a messaggeri gracili e incapaci? Dobbiamo fare un’unica cosa: metterci a sua disposizione.

In paradiso


Ci sono cose che ci piacciono tanto, sulla terra: ognuno ha le sue. Ci sembra impossibile non poterne disporre, o addirittura che in cielo ci possano mancare. Stolti che siamo: tutto in paradiso è più bello, infinitamente migliore, e Gesù non vede l’ora di mostrarcelo. Già gode della festa, per cui ha pagato un prezzo così alto; ma è come se l’offrissimo noi, tanta è la gioia di renderci felici.

Ostie


L’Ostia, nel tabernacolo, è sola e orante, dice il Cristo alla Bossis. Le raccomanda di essere così, di pregare anch’essa nella ricca solitudine di una vita unita a Lui; di lanciare ogni tanto uno sguardo al Santuario, per rinnovare il sentimento di essere due ostie oranti e solitarie, unite in ogni sospiro, in ogni fibra.

Dire, fare, baciare.


Gesù fu tradito. Con un bacio. Da allora, con i baci, bisogna andarci cauti. Quando bacia l’altare, per esempio, il sacerdote deve fare due cose: essere attento a non tradire; e consolare il Cristo dal bacio di Giuda, di cui ancora avverte l’amarezza.

C’è


Basta uno sguardo, una parola, per superare la peggiore tentazione: Gesù, ti amo, so che mi sei vicino, aiutami, sono il tuo piccolo! Non abbiamo le forze per schivare il male, per fare da soli; ma con Lui, tutto è possibile. E allora, all’improvviso, ti riempie il cuore di felicità. Semplicemente perché c’è. Sì, Lui c’è.

Lettere d’oro


Gesù ha scritto sulla sabbia, ma ora scrive nel fondo delle anime, con parole di luce e di gioia. Il nostro compito è leggere le frasi, pronunciarle spesso, finché non sostituiscano le espressioni dello scoraggiamento, della tristezza, della rabbia. Ci nutriamo di ogni parola che esce dalla bocca di Dio, e che si imprime nel cuore come fosse una memoria tutta d’oro, una lettera d’amore indelebile.

Il mendicante


Gesù ama più di noi, perché è l’amore. È affamato più di noi, perché in Lui non c’è alcun impedimento o tornaconto. È il motivo per cui ci fa del bene senza che noi ce ne accorgiamo, con una discrezione inconcepibile. Pensiamo alla fortuna, al caso. Ma è stato Lui, il mendicante, Lui che sta alla porta e bussa. Lasciamoci scappare un grazie, se possiamo.

Dritto al cuore


Aspettiamo tante cose: la laurea, l’amore, la fine del mese. Le nostre attese sono variegate: una partenza, un incontro, il risultato di un’analisi. Eppure, nel Pater, Cristo ha evidenziato l’unica attesa che conti veramente: venga il tuo regno. Questo è il desiderio più profondo, la cui realizzazione possiamo anticipare con la preghiera intensa, la supplica che mira dritto al cuore, sicura di colpire: vieni, vieni, vieni Signore Gesù.

A due


Dio sposa l’anima, se lei lo vuole. Non c’è niente al mondo di più bello di questo. È il motivo per cui il Signore si accontenta anche della buona volontà: il resto lo fa Lui. Quando, da parte nostra, vede l’umiltà attenta, non resiste. E come ci corteggia! Con un ricordo, un pensiero, qualcosa che ci accade. La meraviglia è questa vita a due. Il resto, che conta?

Il caso


Il caso non esiste. Dio predispone ogni aspetto della vita, anche i più indesiderati, perché impariamo a condividere con Lui non solo la gioia, il benessere, il riposo, ma anche il dolore, la battaglia, la croce. L’impresa è diventare rabdomanti, riconoscere la sua volontà, sentire i suoi passi nel giardino, come Adam, l’uomo prima del peccato. Non ditelo a nessuno, ma il caso non esiste. Solo in pochi crederanno che Cristo è onnipresente, onniprovvidente e onniamante.

Big bang


Comincio a capire cosa significhi che Dio, i tiepidi, li vomita, com’è scritto nell’Apocalisse. Lui è tutto fiamme, ardori, e dovremmo vergognarci d’essere così privi di passione, di calore. Chiediamoli, viviamo solo per questo: per accenderci, vibrare, vivere del fuoco dello Spirito.

La festa


Il Cielo si prepara di qua, lodando, amando. È come allestire una festa, creando l’ambiente, abbellendo la sala, con ghirlande di opere buone e tenerezza. È fare guerra ai pensieri cattivi: l’egoismo, dice il Cristo alla Bossis, è credersi un dio. Lui, che era Dio, ha pensato solo al Padre e a noi. Vale la pena unirsi in questa impresa.

Chiesa militante


I santi, in paradiso, glorificano Dio; glorificare sulla terra è cominciare a essere nel Cielo. Bisogna unirsi ai santi per esaltare, alle anime del purgatorio per purificarsi, ai santi sulla terra per combattere. Siamo la Chiesa militante: crediamo per coloro che non credono, amiamo per coloro che non amano. Salvare un’anima è l’impresa più importante.

La famiglia di Dio


Senza Gesù non possiamo far nulla. Per questo ci invita a chiedere lo Spirito Santo, che santifica anche noi. Se mostriamo la nostra debolezza, il Cristo può agire. E lo fa tramite lo Spirito. Impariamo a invocarlo, senza paura di stancarlo, o di stancarci. Siamo fatti per questo. Per essere santi, per entrare nella famiglia di Dio.

Volontà


Se amiamo, non dobbiamo temere nulla da Gesù. Lodiamo la Trinità, da cui tutto proviene, ringraziamo per le minime cose, domandiamo e chiediamo perdono. Preghiamo, anche se viene da fuggire, anche avvertendo un cuore arido: Dio guarda l’intenzione, come un Padre che spia il respiro del bambino.