Da sempre

L’azione nasce dall’amore. Solo se ci diamo totalmente a Dio sboccia l’opera vera, quella che è frutto di un’unione. Più ci abbandoniamo, più Gesù può trasformarci dal di dentro, invadendo ogni spazio, facendo di noi il capolavoro che ha pensato da sempre.

Pensarci

Pensare all’amore di Gesù, alla Sua passione per noi, dimostrata nell’altra passione, quella sgranata lungo la via crucis; lasciarsi sconvolgere dalla incontrovertibile certezza: sono amato, sono amata. Pensarci così spesso da cominciare a vivere già qui l’unione, l’unità. 

Il più amante

È sempre l’intimità che Gesù vuole da noi. Lui è il più sensibile, il più amante di tutti. Un sorriso gli riempie il cuore. Gli negheremo una parola dolce, un bacio, uno sguardo? Non credete al cristianesimo soltanto orizzontale. Gesù ci ama come nemmeno immaginiamo. Non facciamolo aspettare. 

Un sospiro

Cercare Gesù nella giornata, negli eventi. Certo, raccogliersi in preghiera, ma anche nel mondo, nella via, sapere che Lui c’è, che si fa desiderare, perché vuole accrescere il nostro desiderio. In paradiso non ci sarà bisogno di chiamarlo, ma ora sì, con un sospiro instancabile, continuo. 

Ci insegue

Gesù ci insegue, vorrebbe essere presente ogni momento: nei nostri pensieri, nei nostri sacrifici quotidiani, nell’offerta di noi stessi che significa apertura confidente, fiducia senza limiti. Questo è il rapporto fra il Creatore e la creatura, tra il Dio Trinità e i figliolini che umilmente lo abbracciano, con gioia.

La Sua gioia

Gesù raccomanda a Gabrielle di pensare spesso al cielo. Ciò che c’è di più bello, in questa terra, non può paragonarsi a quello che ci aspetta di là. E Lui è felice al pensiero di donarci una felicità pagata a caro prezzo. Ma è come se fossimo noi a offrirgliela, tanto la nostra gioia fa la Sua gioia. 

Un sospiro

Essere ostia, unirsi alla presenza incandescente di Gesù nel tabernacolo, per affrettare la venuta del Regno di Dio. Sospirare come i giusti dell’Antico Testamento, perché ogni sospiro sia come il sospiro di un bimbo per suo padre. Questo dice il Cristo alla Bossis. 

Per l’altro

La messa non è solo cena, ma anche sacrificio. È Gesù che va incontro ai suoi nemici, in quel Gat shemanin che non a caso si traduce con pressoio per l’olio. L’orto degli ulivi è l’inizio della celebrazione dell’amore sorprendente di Dio, a perpetua memoria che, chi ama, dà la vita per l’altro. 

Qualcuno

Abbiamo bisogno di una guida. Non di schemi, di mappe concettuali, di criteri. Sì, certo, tutto può servire. Ma abbiamo bisogno, soprattutto, di Qualcuno a cui chiedere: cosa vuoi che io faccia? Cosa vuoi che dica? Qualcuno che ispiri ogni momento della nostra giornata e che ci porti là, dove è la meta. Che ci porti a Sé, la Meta.

Cominciamo

A forza di portare la propria croce, è lei che ci porta. Sono parole del Cristo alla Bossis. La sofferenza non è la peste da evitare, come spesso insegnano. Il dolore accettato ha una forza che ignoriamo, se vissuto per amore. Per l’amore che è Cristo. Allora, finalmente, si apre una porta: usciamo, e cominciamo a vivere. 

Battaglioni

Il Cristo dice alla Bossis: cerca la Mia gloria nella tua vita, e morirai per la Mia gloria. Glorificarlo quaggiù è anticipare il cielo. Le raccomanda di unirsi ai santi per esaltarlo, alle anime del purgatorio per purificarsi, e ai santi della terra per combattere e salire. Le ricorda che siamo i soldati di Dio, la Sua milizia, la Chiesa militante. Le anime avanzino verso il cielo in battaglioni schierati. 

Così poco

Ringraziamo Gesù: ci fa battere il cuore, respirare, vivere. Interviene mille volte al giorno per aiutarci, salvarci, incoraggiarci. Ha bisogno di noi più di quanto ne abbiamo di Lui, perché è amore, e l’amore desidera, anela, soffre, finché l’altro non diventi felice. Quando lo vedremo, rimpiangeremo di non averlo ringraziato abbastanza, di averlo amato così poco. Così poco. 

Il segreto

Siamo chiamati a una vita a due: Lui e io. È la divinità che dà una direzione, un senso alla nostra avventura sulla terra. Per questo il segreto è quello che ha insegnato don Mario: io credo, io spero, io amo. È il modo per attaccarsi a Dio, come il tralcio alla vite. È l’unico modo per vivere davvero.