Addio a Panikkar teologo del dialogo

di Vito Mancuso

Cosmoteandria. In questa difficile parola è racchiuso il nucleo del pensiero di Raimon Panikkar (morto ieri a 92 anni nella sua casa in Catalogna), uno dei più grandi teologi della nostra epoca, destinato a diventare sempre più una permanente sorgente di luce per tutti i cercatori sinceri della verità. Cosmoteandria è il termine coniato da Panikkar per esprimere la sua intuizione filosofico-teologica fondamentale, cioè che l’Assoluto (teo) è attingibile solo in unione con il mondo (cosmo) e in unione con l’uomo (andria) e, simmetricamente, che l’uomo viene a capo della sua essenza solo in armonia con il mondo naturale e con il divino. Continua a leggere

Le nostre vite di fronte all’ autentico

di Vito Mancuso

 

 

Anticipiamo una parte del libro di Vito Mancuso, La vita Autentica, Raffaello Cortina Editore, in uscita in questi giorni.

***

Che cos’ è il mondo, e che cosa sono gli altri, per ognuno di noi? Il mondo è uno scenario dove l’ Io, già costituito, si esibisce cercando la più ampia affermazione possibile, oppure è costitutivo dell’ Io il quale viene all’ esistenza solo come il risultato di una serie di relazioni? Si tratta di stabilire che ruolo giochi il mondo per l’ Io, per poi capire come l’ Io si debba comportare verso il mondo e verso gli altri che ne fanno parte. La mia tesi è che la relazione col mondo è costitutiva per l’ Io, il quale esiste in quanto frutto delle sue relazioni. Ovvero: Io = relazione .Dalla nostra stessa natura emerge che il modo più adeguato di vivere è quello a favore dei cosiddetti valori, ovvero di quegli stili di vita che incrementano l’ armonia e l’ ordine delle relazioni, e non il modo contrario del conflitto e del disordine. A sostegno della mia tesi presento i seguenti argomenti: – la struttura dell’ essere; – la struttura dell’ Io; – la struttura della convivenza sociale. a) La fisica insegna che l’ essere è energia. Non c’ è nulla di statico, di consistente in sé e per sé, non ci sono sostanze prime, ci sono solo aggregati, insondabili nella loro natura peculiare perché si ignora se le particelle subatomiche siano in sé corpuscoli oppure onde. Continua a leggere

Le ragioni di Benedetto XVI su ateismo e nichilismo

di Vito Mancuso

Martedì Adriano Sofri ha esordito dicendo che avrebbe voluto provarea descrivere “lo sconcerto” col quale ha letto le parole di Benedetto XVI domenica nell’ Angelus, in particolare “il sobbalzo” provato nel vedere “la naturalezza e quasi la distrazione con la quale il Papa ha accostato nazismo e nichilismo”. Sofri è riuscito perfettamente nel suo intento perché chiunque abbia letto il suo articolo ne è uscito con la convinzione che il Papa ha sbagliato nell’ equiparare nazismo, nichilismo contemporaneo e umanesimo ateo. È veramente così? Si tratta di una conclusione azzardata, infondata, magari persino nociva per la convivenza sociale? La questione si può affrontare dal punto di vista storiografico oppure dal punto di vista filosofico-esistenziale. Lasciando a Benedetto XVI la responsabilità storiografica dell’ equiparazione tra nazismo e nichilismo contemporaneo, io affronterò l’ equiparazione tra umanesimo ateo e nichilismo, specificando dapprima che cosa intendo per nichilismo. Continua a leggere

Disputa su Dio e dintorni

mancuso

Non siamo zingari in un universo insensato
Repubblica, 04 aprile 2009

di Vito Mancuso

Anch’ io scopro subito le mie carte. Non credo che la nostra vita di esseri umani liberi e pensanti sia il risultato di un insondabile colpo di fortuna chimico, ripetutosi peraltro milioni di volte nella direzione della crescita della complessitàe dell’ organizzazione, finoa giungere al livello della coscienza nella mente umana. Non credo che siamo zingari che vagabondano in un universo inospitale e insensato. Credo, al contrario, che il nostro corpo e la nostra mente siano il frutto più bello di una stupefacente avventura iniziata al momento dell’ espansione del puntino cosmico primordiale (la «singolarità», la chiamano i fisici) 13,7 miliardi di anni fa. Quando il pensiero religioso parla di creazione intende contrassegnare questo processo evolutivo dell’ essere-energia come dotato di direzione, criterio, senso. E, quindi, intende dire che anche la nostra vita, che è parte di tale processo, ha a sua volta direzione, criterio e senso. E’ in questa prospettiva che io credo che siamo stati «creati da un Dio» e scrivo il termine Dio con la maiuscola per indicare il sommo mistero dell’ alfae dell’ omega del tutto. Se scriviamo in maiuscolo i nostri nomi, come non riservare questo piccolo onore anche all’ idea del principio di tutte le cose? Io credo anche che noi essere umani siamo stati fatti a sua immagine e somiglianza. Con questo intendo rimandare alla dimensione spirituale che ci abita, di cui la libertà è il segno più concreto. Anch’ io, come lei, di fronte allo spettacolo della vita quotidiana provo talora un senso di insofferenza e, ancor più, di malinconia, ma da ciò non traggo la conclusione che noi esseri umani non siamo a immagine e a somiglianza di nessuno. Al contrario, è proprio la consapevolezza della ricchezza che possiamo attingere da tale somiglianza a farmi mestamente considerare quanto spesso usiamo male l’ immenso dono della libertà e della dimensione spirituale che essa suppone.

Corrado Augias, Vito Mancuso Disputa su Dio e dintorni, Mondadori 2009,  pp.276

Cattolici, pensiamo a un concilio Vaticano III

di Vito Mancuso

Sono passati cinquant’anni dal primo annuncio del Vaticano II da parte di papa Giovanni e nella Chiesa si discute ancora sul significato di quell’evento. Io ritengo che il problema oggi in realtà non sia tanto il Vaticano II quanto piuttosto il Vaticano III, e per illustrare la mia tesi inizio con un riferimento alla politica italiana. In essa una serie di circostanze ha fatto sì che coloro che amano definirsi progressisti si ritrovino ad avere come principale bandiera la difesa del passato, nella fattispecie la Costituzione del 1947. Io sono fermamente convinto della necessità di essere fedeli ai valori della Costituzione e ho qualche sospetto su certe dichiarazioni in suo sfavore (poi quasi sempre ritrattate), ma non posso fare a meno di notare che il messaggio complessivo dei progressisti che giunge al Paese sia perlopiù rivolto al passato, mentre quello dei non progressisti sia paradossalmente più carico di progresso, di desiderio di innovare e di cambiare (che, vista la diffusa insoddisfazione rispetto al presente, è quanto tutti desiderano). Per evitare che la stessa cosa avvenga nella Chiesa trasformando i progressisti in antiquati lodatori di un tempo che fu e in risentiti critici del presente (pericolo più che concreto), a mio avviso è necessario iniziare a coltivare nella mente l’idea di un Vaticano III, applicando lo spirito del Vaticano II a ciò che di più urgente c’è nel nostro tempo, cioè la comprensione della natura e della vita umana in essa. Continua a leggere

La religione civile che manca all’ Italia

di Vito Mancuso

Non mi risulta ci sia lingua al mondo che usi l’ aggettivo della propria nazionalità per designare qualcosa di imperfetto e di furbesco, come invece facciamo noi italiani dicendo “all’ italiana”. C’ è sfiducia verso l’ Italia anzitutto da parte degli stessi italiani: quanti di noi oggi, immaginando di scegliere dove poter nascere, sceglierebbero l’ Italia? La crisi però non dipende dal fatto che valiamo poco, ma dal fatto che valiamo molto, nel senso che la notevole intelligenza degli italiani è incapace di trovare un valore-guida comune. Già nel 1513 Machiavelli scriveva che «in Italia non manca materia da introdurvi ogni forma»: il nostro problema non è la materia umana, che c’ è; è piuttosto la mancanza di una forma su cui modellare l’ esuberanza della materia. Continua a leggere

Replica a Bruno Forte, di Vito Mancuso

Sono di una complessità enorme i problemi che solleva Bruno Forte commentando L’anima e il suo destino sull’Osservatore romano del 2 febbraio [2008], così che, nello spazio di questo articolo, io mi posso limitare solo a rispondere alle due critiche principali (il nesso “peccato originale-male” e l’accusa di gnosi) e a evocare i termini del problema soteriologico, forse il principale tra quelli che stanno di fronte alla teologia di questo secolo.
La prima critica riguarda la mia tesi sul peccato originale. Per favorire la chiarezza ricordo, citando l’autorevole manuale dei gesuiti Flick e Alszeghy, quanto sostiene il dogma: “Adamo peccando ha trasmesso a tutto il genere umano il peccato che è morte dell’anima”, così che ogni bambino viene al mondo “in uno stato di inimicizia con Dio”. Di contro io sostengo che il centro del cristianesimo ci impone di ritenere che non vi è nessuna “inimicizia” tra Dio e il bambino che nasce, e che quindi il dogma del peccato originale va riscritto in termini di “caos” originale, intendendo con ciò la condizione umana bisognosa di disciplina che, come scrivo nel libro, “può avere un’oscura forza distruttiva e farci precipitare nei vortici del nulla”. Continua a leggere

La risurrezione di Gesù e la salvezza degli uomini, di Vito Mancuso

risurrezione.jpg

La tesi di questo articolo consiste nel sostenere che occorre distinguere la risurrezione quale evento concreto accaduto a Gesù di Nazaret (un evento dotato di uno statuto storico del tutto particolare su cui mi soffermerò) dalla risurrezione quale evento salvifico. Occorre distinguere il significato della risurrezione per Gesù, dal significato della risurrezione per noi.

Continua a leggere

Vito Mancuso: A destra e sinistra manca un’idea

mancuso.jpg

Perché la storia politica dell’occidente è una storia teologica e di passione per la giustizia, giunta a un punto morto

In questo articolo sostengo che la lacerazione che attraversa la politica italiana dipende da una crisi culturale dovuta essenzialmente a due motivi: 1) il non riconoscimento della legittimità etica e culturale della posizione avversa; 2) l’incapacità sia della destra sia della sinistra contemporanee di fondare la propria idea-guida.

L’idea-guida di ogni concezione politica degna di questo nome è la giustizia. Continua a leggere

Vito Mancuso da Giuliano Ferrara

mancuso.jpgPensavano che sarebbe stato un flop: chi si interessa di teologia? Invece si è rivelato un grande successo, e l’intervista è stata inserita in http://www.la7.it/. Complimenti, Vito, siamo onorati di averti nella nostra redazione.

http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=ottoemezzo&video=4210

Vito Mancuso, Sul Cantico dei Cantici.

cantico-dei-cantici.jpg

Erotismo e amore
Sul Cantico dei cantici

Intervento nella Sinagoga di Casale, 3 giugno 2007, accanto ad Amos Luzzatto

Vorrei dire innanzitutto che mi sento due volte ospite. Sono ospite perché sono qui in sinagoga, in questo luogo di culto ebraico, io che non sono ebreo; e sono ospite in quanto lettore del Cantico dei cantici, un libro della Bibbia ebraica. Quand’ero bambino la Bibbia ebraica veniva chiamata Vecchio Testamento, poi crescendo mi è stato detto che era meglio dire Antico Testamento, oggi qualcuno usa l’espressione Primo Testamento. Continua a leggere

Il silenzio secondo Vito Mancuso

il-silenzio.jpgVito Mancuso
Il silenzio interiore e l’esperienza dello spirito

L’importanza del tema
Attribuisco un’importanza decisiva al tema del silenzio. Esso è legato alla vita interiore, alla dimensione contemplativa della vita, e se ha un senso la religione è esattamente quello di educare alla vita interiore: “Una sola è la cosa di cui c’è bisogno” (Luca 10, 42).
La via privilegiata per giungere alla vita interiore è il silenzio, come mostrano unanimi tutte le scuole spirituali, induismo (yoga come disciplina del silenzio), buddhismo, sapienza greca (Pitagora imponeva 5 anni di silenzio a chi voleva essere accolto come suo discepolo), il deserto nella tradizione cristiana.

Continua a leggere

Terza risposta di Vito Mancuso

Caro Fabrizio, mi scrivi se si può usare ancora la parola spirito. Penso di capire bene il senso della tua domanda, vista la consunzione a cui le parole sono legate a causa degli usi nei contesti più diversi che se ne fa. E più le parole sono importanti, più sono soggette a questa inesorabile inflazione. Pensa a verità, bene, amore, Dio, libertà, cultura… spirito.

Continua a leggere

Seconda risposta di Vito Mancuso

Devo una risposta ai tre bellissimi e profondi commenti al mio pezzo e voglio dire la mia sul pezzo di Francesca concernente l’eutanasia. Quanto all’eutanasia io forse me la cavo in modo troppo semplice, ma mi sembra elementare dover distinguere tra piano civile e sfera religiosa (perché poi nella mia mente si sono associate queste due figure geometriche, il piano e la sfera, rispettivamente alla dimensione politica e alla dimensione religiosa, spiega perché dopo il liceo ho scelto di studiare teologia).

Continua a leggere

Una risposta di Vito Mancuso


pubblico qui una risposta che Vito Mancuso mi ha inviato in relazione ai commenti al suo intervento precedente.

Siamo davvero sicuri che l’amore non è logico? Io non lo penso, io penso che l’amore lo sia, ma non di quella logica ragionieristica dell’esattezza che non conosce la gratuità, ma di quella logica cosmica che è gratuità, ordine gratuito dal quale veniamo. Continua a leggere