Vivalascuola. Una vita da precari, convegno a Torino

 Il 29 novembre 2018 dalle ore 9,00 alle ore 13,00 presso l’Aula magna del Liceo scientifico “Alessandro Volta”, in Via F. Juvarra, 14, a Torino, si svolgerà il convegno:

Una vita da precari
Riforme pensionistiche, disoccupazione e sotto-occupazione “giovanile”: loro effetti nella società e nella scuola

Oggi l’età media degli insegnanti è di 54 anni: in Italia abbiamo i docenti più vecchi del mondo. Quello che vale per la scuola vale anche per altre categorie di lavoratori: la “riforma Fornero” ha creato una sacca di lavoratori anziani e lasciato in una condizione di precarietà le giovani generazioni. Gli economisti neo-liberisti si ostinano a non vedere nessun legame tra aumento dell’età della pensione e disoccupazione giovanile. È proprio vero? Ne parleremo con l’economista Giovanni Mazzetti e cercheremo di capire dove siano da cercare le ragioni delle riforme pensionistiche che concludono il ciclo della precarietà, condannando la popolazione ad una “vita da precari”, in ogni fase dell’esistenza.

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Vivalascuola. La scuola non se ne frega

Per rilanciare un Appello per la scuola pubblica che ha raccolto numerose adesioni, si svolgeranno nella seconda metà del mese di ottobre vari convegni in otto città d’Italia (Roma, Genova, Torino, Padova, Bologna, Senigallia, Catanzaro, Palermo), promossi dall’Associazione Nazionale Per la scuola della Repubblica. E’ l’occasione per riproporre ai lettori di vivalascuola l’Appello, che mette a fuoco tematiche cruciali per il mondo della scuola, e che è bene rilanciare nel momento in cui Governo e amministratori locali fomentano parole d’ordine come: Voglio farmi la mia scuola con i miei soldi, con i miei insegnanti e con i miei programmi e chi se ne frega degli altri. La scuola, invece, non se ne frega. Accompagniamo l’Appello con una presentazione dei convegni di ottobre da parte di Anna Angelucci e una analisi dello stato della scuola da parte di Franco Toscani. Continua a leggere

Vivalascuola. Non si può educare se non si ha una grande visione

Iniziamo il nuovo anno scolastico 2018-2019 proponendo su vivalascuola non un cahier de doléances fin troppo risaputo e nemmeno i conti della serva del governo. Non possiamo accontentarci dei piani di sciur padrun, buoni per addestrare studenti come se fossero garzoni e far andare la scuola come se fosse na fabrichèta. Per gentile concessione della redazione de “Gli Asini“, che ringraziamo, proponiamo un testo di Franco Lorenzoni, uscito sul n. 54-55 della rivista, che contiene una visione ampia e progettuale quale richiede sempre l’insegnamento. Seguono delle note di lettura di Giovanna Lo Presti. Sappiamo per scienza ed esperienza ciò che davvero serve alla scuola perché sia un luogo di educazione e istruzione, e ne terrà conto, quando lo avremo, un governo che meriti di essere chiamato tale. Per intanto buona lettura e buon anno scolastico a tutti.
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Vivalascuola. Quando la scuola non è più un luogo di educazione

Nell’augurare a studenti, docenti e a tutti i lavoratori della scuola buone vacanze, vivalascuola fa un bilancio dell’a.s. 2017-2018. Sono state costruite nuove scuole e tutte, vecchie e nuove, ora sono belle, sicure e ben attrezzate e rendono piacevole insegnare e apprendere. I fondi per l’istruzione sono stati portati alla media europea, e così gli stipendi degli insegnanti, che vedono riconosciuto il loro ruolo sociale. Sono state abolite le prove Invalsi e l’alternanza scuola lavoro, rivalutando l’attività didattica e mettendo al centro di essa l’amore per il sapere e la conoscenza. Le classi pollaio sono state abolite e sono state create nuove figure professionali per il sostegno, il recupero e la valorizzazione delle eccellenze, così tutti i docenti possono insegnare vicino ai luoghi di residenza. E’ stato possibile lavorare con tempi lunghi e distesi, dedicare attenzione alla relazione tra chi insegna e chi apprende, realizzare una didattica davvero personalizzata, e ciò ha reso possibile il pieno successo formativo di tutti gli studenti… Ci piacerebbe fare questo bilancio di fine anno, e speriamo di poterlo fare quanto prima. Per intanto questa è solo l’introduzione al bilancio vero, opera di Giovanna Lo Presti. Continua a leggere

Vivalascuola. Infanzia resa

Poi succede qualcosa
in un momento preciso della giornata:
il canto di una classe dietro i vetri
interroga tutti i nostri destini.

Un libro di poesia nato a scuola e che si porta dentro come un diario la vita segreta delle aule scolastiche. Si tratta di Infanzia resa di Sebastiano Aglieco, poeta e maestro in una scuola elementare di Milano. Un libro in cui la poesia è oggetto d’insegnamento e allo stesso tempo strumento didattico, occasione di scoperta e veicolo di relazione. Per questo proponiamo questo libro ai lettori di vivalascuola, sia ai poeti che agli insegnanti, con un assaggio di poesie, una testimonianza della maestra Manuela Gallina, le letture dei poeti e insegnanti Corrado Bagnoli, Luigi Cannillo, Maurizio Casagrande, e una nota di Giorgio Morale.
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Vivalascuola. Il 68 unì l’Italia, il post-68 l’ha divisa

(Elaborazione grafica di Francesco Mele)

Chiudiamo con questa puntata la serie dedicata da vivalascuola al 50° anniversario del 68. Carlo Tombola analizza il modo in cui i testi scolastici trattano il 68. Stefano Levi Della Torre fa un bilancio del Sessantotto che ne ricostruisce la dimensione storica. Lea Melandri ne esprime alcune delle istanze più radicali e non realizzate. Giancarlo Consonni ne dà un giudizio alla luce del presente, a partire dalla condizione dell’università italiana: “Non mitizzerei il ’68: lì c’era tutto e il contrario di tutto. Gli sviluppi lo hanno dimostrato: coloro che lo hanno inteso (e vissuto) come una scorciatoia per il potere si sono presto adattati a fare i maggiordomi dei potenti (quando non si sono infilati nella follia brigatista); coloro che hanno posto il problema di un sapere e di un saper fare responsabili hanno per lo più continuato a farlo, assumendosi il compito di andare controcorrente e pagando di persona. Se c’è un’eredità positiva del ’68, questa è nella resistenza di una ricerca e di una formazione che non si arrende ai mortificanti inquadramenti accademici e che mantiene la sua autonomia dal potere economico come da quello politico”. (Giancarlo Consonni) Continua a leggere

Vivalascuola. Altri 68

La ricorrenza del 50° anniversario del 68 vede ripresentarsi quanto di deleterio accompagna spesso i rituali. C’è chi ne approfitta per tirar fuori il suo livore e fare del 68 l’origine di tutti i mali. C’è chi lo svuota di significato e lo neutralizza con una celebrazione di maniera contraddetta dalle politiche perseguite. Alla base di tali derive ci sono semplificazioni e generalizzazioni incuranti di esibire ignoranza storica e malafede. La presente puntata di vivalascuola prosegue una operazione di memoria che propone ai lettori aspetti forse meno noti del 68: esso ha coinvolto tanti settori della società, dando vita, come ci racconta Nicola Fanizza, anche a un Comitato Marinai-Studenti; la sua incubazione è stata anche in campo cattolico, come chiarisce il percorso di Giuseppe Maria Greco; il 68 è stato significativo non solo nelle grandi città ma anche in provincia, come testimonia il racconto di Paola Martini. Continua a leggere

Vivalascuola. Il 68 a scuola

Sul 68 sono frequenti luoghi comuni sia dei denigratori (“Il 68 ha distrutto la scuola“) sia dei nostalgici (“Quelli sì eran tempi!“). Naturalmente per una corretta valutazione storica occorrerebbe partire da qualche domanda che aiuti a contestualizzare “il 68“: come erano la scuola e l’università prima del 68? E come sono la scuola e l’università successive al 68? E quelle odierne? In questa puntata di vivalascuola Ester Prestini, Antonia Sani, Antonio Sparzani e Franco Toscani rispondono a queste domande e ci parlano di quella scuola e di quella successiva, coniugando memoria di azioni e relazioni, guadagni culturali e sperimentazioni didattiche. Fornendo così materia anche a chi volesse attualizzare e si volesse proficuamente chiedere: c’è qualche elemento del 68 che sarebbe auspicabile anche nella situazione odierna? Continua a leggere

Vivalascuola. 1968. Feci bene a partecipare a quella rivolta?

Dopo gli interventi di Donato Salzarulo e Marilena Salvarezza, vivalascuola presenta il 68 di Ennio Abate e di Lidia Goldoni. E’ un 68 che continua a porre domande, come riferisce Ennio Abate: “Feci bene a partecipare a quella rivolta di studenti? erano di gran lunga più potenti e insidiose le sotterranee manovre dei partiti di destra ma anche di quelli di sinistra per bloccare la rivolta e non si fu in grado di respingerle? e perché buona parte di quelle élites, i nostri compagni, che sembravano i nuovi portavoce di noi intellettuali di massa e degli operai, si riciclarono così presto nei posti di potere mentre tanti di noi si dispersero rassegnati e delusi nelle filiere dell’insegnamento medio o superiore o nel basso lavoro impiegatizio o altrove?”. Di fronte a tali cambiamenti Lidia Goldoni pone il tema della individuazione di un “filo rosso” nelle proprie scelte. “Ecco, il mio filo rosso è questo, che non ho messo in discussione certi assoluti. Per me esistono una realtà, una verità e una conoscenza autentica, per quanto noi possiamo accedervi in modo limitato. Questo mi ha mantenuto in salute (virtualmente parlando) in mezzo a tutte le vicissitudini della vita”. Anche Ennio Abate riferisce un “filo rosso”: “Dal ’68 avevo imparato che è possibile lottare assieme agli altri; e che potevo continuare a cercare compagni con cui farlo”. Chi dei lettori fosse interessato a dare il suo contributo, ce lo comunichi nei commenti e sarà contattato. Continua a leggere

Vivalascuola. 1968: memoria contro damnatio

(Elaborazione grafica di Francesco Mele)

Nonostante ricorrenze e convegni, il 68 è stato condannato a una sorta di damnatio memoriae: la cancellazione di qualsiasi traccia che lo riguardi, come se non fosse mai esistito. Il 68 è imbarazzante, scomodo, da rimuovere anche per chi vi ha partecipato, sia chi non la pensa più come un tempo e lo ricorda con disappunto sia chi ne è uscito con un senso di sconfitta e ne serba la frustrazione. Eppure molte elaborazioni di quegli anni sono di un’attualità impressionante, in una realtà mutata ma in cui il nocciolo duro delle forme di potere e di oppressione resta lo stesso. Memorie e riflessioni sono perciò necessarie e pongono il problema di come trasmettere quel che è stato alle giovani generazioni. Anche vivalascuola vuole approfittare del 50° anniversario del 68 per fare memoria, convinta, come scrive Ernesto Sabato, che “Senza utopia nessun giovane può vivere in una società orribile“. Cominciamo in questa puntata dando la parola a chi il 68 l’ha fatto, proponendo i testi di Donato Salzarulo e Marilena Salvarezza e il ricordo in poesia di Graziella Tonon; proseguiremo con altre puntate dedicate specificamente alla scuola e all’università, che sono stati tra i territori principali del 68. Chi dei lettori fosse interessato a dare il suo contributo, ce lo comunichi nei commenti e sarà contattato.
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Vivalascuola. Senza zaino

Questa puntata di vivalascuola è dedicata alla Scuola Senza Zaino, un modello didattico che parte dal basso e si sta diffondendo attraverso il passaparola. Senza Zaino prende le mosse dalla “Giornata della Responsabilità” organizzata in una scuola di Lucca nel 1998. Ufficialmente parte nel 2002 adottando il metodo dell’Approccio Globale al Curricolo come modello di innovazione metodologico-didattica. Molte scuole, in tutte le regioni d’Italia, hanno scoperto che era possibile aderire a questo metodo e introdurre un vero e profondo cambiamento nella scuola pubblica. Si è venuta costituendo così la Rete Nazionale delle scuole SZ. Con SZ, come con altre esperienze innovative, è la scuola che si muove controcorrente senza aspettare le direttive di chi governa, grazie alle sensibilità, al coraggio e alle intuizioni delle persone, oltre l’istituzione e le sue derive (vedi qui e qui). In questa puntata di vivalascuola Donata Miniati illustra il modello Senza Zaino e intervista il suo ideatore Marco Orsi, le maestre Ginetta Latini, Loredana Facchinetti, Beatrice Damiani e Simona Valle della scuola di via Brunacci a Milano presentano il loro lavoro e ne indicano aspetti positivi e criticità, mamme e bambini prendono la parola per dire la loro esperienza. Continua a leggere

Vivalascuola. Nun te reggae più

Questo è il seguito della puntata della nostra rubrica dedicata alla Malascuola (vedi qui). Presentiamo scene vere di Malascuola e una esortazione alla rabbia di Giovanna Lo Presti: “Rabbia, rabbia, rabbia. Da un quarto di secolo non altro che rabbia di fronte allo stillicidio di “riforme” e di interventi che toccano la scuola italiana; e non c’è stato ministro dell’Istruzione che non abbia voluto legare il proprio mandato a presunte “novità”, sotto le quali si nascondeva un unico progetto di rimodellamento della scuola pubblica, sempre più piegata alle esigenze del mondo esterno, sempre meno legata alle proprie radici ed alla peculiarità della cultura del nostro Paese. Che questo scellerato progetto di omologazione della scuola abbia dato soltanto frutti velenosi, pare non interessare i “decisori politici”. Tanto, loro, nelle aule scolastiche non vivono tutti i giorni. La riforma Berlinguer, la riforma Moratti, la riforma Gelmini, e poi gli interventi di Profumo e Giannini dovevano precipitare necessariamente laddove il tanto affaticar fu volto, nell’abisso orrido della “buona scuola” di Renzi. Là tutti i fili sono stati tirati, tutti i nodi sono venuti al pettine, tutto ha trovato una sua abborracciata sistemazione: ha visto il suo trionfo un abbozzo incompiuto, quel disegno di legge Aprea che auspicava la chiamata diretta, che esaltava la “meritocrazia”, che rendeva l’accesso all’insegnamento una gimcana lunga, complicata, con numerosi trabocchetti che potevano interrompere la gara in ogni momento. Il premio finale: un lavoro da 1.400 euro circa al mese, per governare masse di bambini, ragazzini, adolescenti intossicati dall’uso di cellulari, computer, videogiochi”.
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Vivalascuola. Malascuola

In questa puntata presentiamo la Malascuola: ne parlano Alvaro Belardinelli, Anna Angelucci, Emanuele Rainone, Franco Toscani, Luigi Capitano. E’ la scuola che ci ritroviamo in questo inizio d’anno scolastico e con cui dobbiamo lottare per sopravvivere e per limitarne le ricadute (i danni) sui nostri studenti. Quella che i governi chiamano la “Buona Scuola“, anche se purtroppo il nome non può cambiare la sostanza. Sarebbe meglio chiamarla Non-Scuola, come suggerisce Luigi Capitano. In essa ai vecchi mali della scuola italiana si sono aggiunti quelli della Legge 107, la cosiddetta “riforma” renziana. Ci piacerebbe che leggessero questa puntata non solo quelli che lavorano nella scuola, ma tutti, affinché tutti conoscano cose che hanno dell’incredibile e nessuno si sorprenda delle ricorrenti inchieste giornalistiche che dicono che i giovani sono sempre più ignoranti. Non potrebbe essere altrimenti: la “riforma Gelmini” ha tagliato l’equivalente di un anno di scuola e l’alternanza scuola lavoro ha tagliato due mesi e mezzo di scuola. E per il futuro? E’ in programma il taglio di un altro anno di scuola superiore. Sarà già tanto se i giovani tra qualche anno sapranno parlare anziché esprimersi solo a grugniti o a bip bip. Per questo gli studenti hanno scioperato il 13 ottobre, adesso tocca agli gli insegnanti. Continua a leggere

Vivalascuola. L’anno che verrà

In questa puntata di vivalascuola Giovanna Lo Presti riflette sulle novità di questo anno scolastico 2017-2018. La “Nuova Scuola” è una sorta di Paese dei Balocchi, da cui si esce tanto ignoranti quanto lo si era quando ci si è entrati. Non dimentichiamoci però che nulla è per sempre e che l’importante è avere in mente un modello alternativo di scuola e battersi, collettivamente, per realizzarlo. A tutti buon anno scolastico 2017/2018, con l’augurio che l’anno sia illuminato dalla luce della ragionevolezza e della speranza e che, come pensa il venditore d’almanacchi di Leopardi, sia migliore degli anni passati.

Ci auguriamo che non somigli a nessuno degli anni passati
di Giovanna Lo Presti

La “Nuova Scuola”: la base per fabbricare cretini

Un elenco sufficientemente completo delle novità che attendono studenti, insegnanti e lavoratori della scuola nell’anno scolastico 2017-2018 lo ha pubblicato Il Sole 24 ore. Continua a leggere

Vivalascuola. Bilancio 2016-2017: l’anno scolastico più molle, distratto, rassegnato

Questo è stato l’anno scolastico più molle, distratto, rassegnato che ci sia stato da alcuni decenni“. Lo scrive Marina Boscaino nel bilancio dell’anno scolastico 2016-2017 proposto in questa puntata di vivalascuola. E come sarebbe potuto essere altrimenti? Da due anni la scuola sconfigge Renzi in tutti gli ambiti. Contro la politica scolastica di Renzi la scuola ha prodotto il più grande sciopero della scuola dalla nascita della Repubblica, quello del 5 maggio 2015. Ha ridicolizzato la politica di Renzi, impegnandosi in occasione del referendum del 4 dicembre 2016 per la vittoria del No alla “riforma” della Costituzione proposta dal premier. Eppure Renzi, battuto al referendum da quasi 20 milioni di elettori, riappare come arbitro della politica italiana in virtù di circa 1 milione e 400.000 voti ottenuti alle primarie del suo partito. Cosa occorre perché un politico capisca che una linea politica non è gradita? Perché​ eserciti la pratica democratica dell’ascolto? Perché mantenga i propositi di farsi da parte espressi nel momento della sconfitta? 

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Vivalascuola. 50 anni da “Lettera a una professoressa”

Sono cinquant’anni dalla pubblicazione di Lettera a una professoressa. “Rileggere Lettera a una professoressa significa tornare alle questioni di base, alla funzione ideologica della scuola e a quella di selezionatrice della classe dirigente… Lettera a una professoressa ci insegna la democrazia, l’esatto contrario dell’Italia contemporanea, corporativa, razzista, opportunista e cinica, dove uomini mediocri – dietro ai quali, tuttavia, ci sono precisi gruppi di potere intelligenti – decidono i destini d’intere generazioni…” (Stefano Guglielmin, qui) Segnaliamo una puntata che vivalascuola ha dedicato a don Milani, un incontro a Milano, uno a Venezia, un libro. Continua a leggere

Vivalascuola. L’italiano siamo noi

Gli studenti non sanno più scrivere, leggere e parlare l’Italiano. Sui banchi di scuola e all’università. Periodicamente arriva l’allarme, con lunghi intervalli di silenzio. Invece da 30 anni la politica scolastica mantiene ferrea continuità. Il Politecnico di Milano impone l’inglese come “lingua ufficiale” nelle lauree magistrali, malgrado con una recentissima sentenza (n. 42/2017) la Corte costituzionale abbia ribadito la centralità costituzionalmente necessaria della lingua italiana. E nelle scuole? Anche qui. Si realizza il programma di Berlusconi: Inglese, Internet e Impresa. 400 ore alle Superiori sottratte per l’alternanza scuola-lavoro, altre ore perse per il giochino del Clil. E in aggiunta: meno risorse, più alunni per classe, meno insegnanti, meno ore di lezione. E con i decreti attuativi della L. 107, la “Buona Scuola” di Renzi, si preparano altri tagli agli insegnamenti di base, tra cui ancora quello dell’Italiano. Ma, come scrive Giovanna Lo Presti, “privare gli studenti della possibilità di avere sufficiente competenza nella propria lingua nativa, distraendoli con lo specchietto per le allodole dell’angloamericano è un atto regressivo, è negare l’accesso ad una eredità comune preziosa”. Sarebbe ora di una nuova, diversa e attiva politica linguistica italiana: questo chiediamo con questa lettera al Presidente della Repubblica, che chiediamo di firmare e fare firmare.
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Vivalascuola. Gli Asini n. 35-36. Terremoti

E’ uscito il n. 35-36 de Gli Asini, rivista di educazione e intervento sociale diretta da Luigi Monti che unisce riflessione teorica e pratica didattica. Questo è l’ultimo numero della vecchia rivista e il primo dei nuovi Asini, “un numero di passaggio“, come spiega la redazione, “che serva a chiarire chi siamo e cosa vogliamo“. In allegato a questo numero, per tutti gli abbonati, La religione dell’educazione, una breve antologia pedagogica di Aldo Capitini. Vivalascuola propone l’indice della rivista e, per gentile consessione della redazione, che ringraziamo, il manifesto programmatico della nuova serie.

Indice
(clicca sull’indice per andare subito all’articolo)

.I nuovi Asini, un manifesto di e per i giovani dei nostri anni
Indice della rivista Continua a leggere

Vivalascuola. A Roma contro la L. 107: 21-22 gennaio

A Roma,
contro la legge 107
per la scuola

della Costituzione

Assemblea dei Comitati LIP,

22 gennaio 2017

Siamo reduci da mesi impegnativi, fortunatamente conclusisi con l’esito felice del referendum del 4 dicembre, ma anche segnati dal mancato conseguimento delle firme necessarie a celebrare un referendum per abrogare le parti più offensive della “Pessima Scuola”. In questo contesto, l’attività dei comitati Lip è stata a marce diverse: fermento e grande partecipazione di alcuni, silenzio o scarsa attività di altri. È il momento di ritrovarci e fare un punto: ripartiamo dalla/con la Lip! Continua a leggere

Vivalascuola. Un NO per difendere la Costituzione

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(Rielaborazione grafica dell’immagine di Francesco Mele)

La maggioranza di Governo si esprime insistentemente come se fosse un reato avere una opinione diversa, ad esempio dire NO alla “riforma costituzionale”. Questo è scandaloso, ed è ancor più scandaloso che susciti poco scandalo. Pensiamo ai “padri costituenti”. Forse Togliatti, Parri e Pertini la pensavano allo stesso modo di De Gasperi, Einaudi e La Malfa? Oppure di Calamandrei, Saragat e Dossetti? Eppure sono stati in grado di lavorare per dare alla Nazione una Costituzione che è stato luogo comune definire “la più bella del mondo”. La mancanza di ampie vedute e di capacità di mediazione va tutta a disonore dei “nuovi costituenti” ed è indice di grave incapacità politica. Come persone di scuola, questo ci preoccupa molto, e la “riforma costituzionale” ci allarma al pari della “Buona Scuola”, di cui quest’anno i disastri sono sotto gli occhi di tutti, perché l’una e l’altra prefigurano un paese privato degli spazi di democrazia e di partecipazione che già soffriamo nella nostra quotidianità. Questa puntata di vivalascuola presenta dichiarazioni per il NO di docenti universitari e una riflessione di Giovanna Lo Presti. I docenti universitari che vogliano aderire possono scriverci 10 righe a vivalascuola.appello@gmail.com.
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