Raccoglierci

Perché fare silenzio? Perché raccoglierci? Non dobbiamo mai dimenticare la lezione di Elia, la qol demama daqqa: la voce di silenzio sottile attraverso la quale avviene la comunicazione col Signore. Se escludiamo il silenzio, escludiamo Gesù. Ecco perché dobbiamo amare il raccoglimento, e praticarlo ogni volta che possiamo.

Mario Novaro in spagnolo e danese, tradotto da Martha Elias

Mario Novaro (foto tratta da Wikipedia)

 

Mario Novaro in spagnolo e danese, tradotto da Martha Elias

A seguito dalla pubblicazione di alcune poesie di Mario Novaro (1868-1944) in italiano e in inglese, proponiamo oggi, sempre insieme ai testi originali, le relative traduzioni spagnola e danese, a opera di Martha Elias, linguista danese che vive a Copenaghen.

Dal 2001, Martha lavora su progetti di carattere multilinguistico, nel settore delle lingue, dell’arte e della comunicazione, arrivando a coinvolgere otto lingue europee. Attualmente sta preparando un progetto interdisciplinare che coinvolge le espressioni lirico-poetica, dell’arte visiva e della musica. Il suo rapporto con la parola scritta si basa su un approccio trans-estetico e sull’impiego versatile delle lingue danese, inglese, spagnola, italiana e francese. Continua a leggere

Ornithology 30. Luzi

LUZI

Uccelli

Il vento è un’aspra voce che ammonisce
per noi stuolo che a volte trova pace
e asilo sopra questi rami secchi.
E la schiera ripiglia il triste volo,
migra nel cuore dei monti, viola
scavato nel viola inesauribile,
miniera senza fondo dello spazio.
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Il sorriso

Il sorriso è importante. Vuole dire: ci sei, ti riconosco, non avere paura. In fondo, viviamo ancora nella giungla. Potremmo dover contenderci, da un momento all’altro, un pezzo di pane, per una improvvisa carestia. Ma se ti sorrido, voglio dire: siamo qui, ora, abbiamo fiducia, nonostante.

Gabriele Fredianelli, “Storia e storie della scherma”

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Storia e storie della scherma. 600 anni di sfide, assalti, duelli, di Gabriele Fredianelli (ed. Odoya), giornalista fiorentino, è un libro che è di per sé un viaggio, nel tempo e nel mondo (geografico e dello sport), e delinea il percorso evolutivo che dai duelli d’onore ha portato alla nascita della scherma come disciplina olimpica.

Il saggio, dal gradevolissimo taglio divulgativo-narrativo e dall’ottima scrittura, comprende una nutrita lista di profili biografici di grandi campioni e maestri di questo sport.

Ho posto a Gabriele alcune domande che credo vadano al cuore dei temi trattati nell’opera. Prima, però, questo estratto, dalle suggestioni decisamente letterarie, in quanto ha al centro il genio di Jorge Luis Borges. Continua a leggere

Mirko Božić, poesia e prosa del dolore dal cuore della Bosnia

Testo introduttivo e traduzione degli estratti di Giovanni Agnoloni

Mirko Božić è un giovane poeta e narratore originario di Mostar, luogo-simbolo della Bosnia-Erzegovina. È emerso inizialmente per i suoi componimenti in versi, ma è stato riconosciuto come una delle voci giovani più interessanti del panorama letterario di lingua croata grazie al suo romanzo Kristalno Zvono (“La campana di vetro”), edito da Fraktura. Su tutta la sua produzione aleggia il tema del dolore e della morte, legato alla tragica eredità di guerra della sua città e al dramma della prematura perdita di sua madre. Continua a leggere

La realtà

Vieni, Signore Gesù: è il finale della Bibbia. Evidentemente, è la cosa più importante. Se Lui non ci venisse incontro, saremmo perduti, anche se fatichiamo a concepirlo. Il primo atto da compiere, dunque, è mettersi alla sua presenza, sentirlo vicino ed amorevole. È la realtà. Ma si può vivere anche di illusioni, pensando che sia assente.

IL RITORNO DEL PADRE EDIPICO. PERCHÉ DOVREMMO ESSERE UOMINI CASTI.

di Domenico Lombardini



Papa Francesco è agli antipodi del padre edipico: “Chi sono io per giudicare”, disse il pontefice riferendosi agli omosessuali. Non è un padre legislatore, che legifera; non è un padre governatore, che fa rispettare la legge; non è un padre giudice, che giudica e condanna i colpevoli. In effetti, non sembra essere padre tout court. Vapuntualizzato che secondo il Vangelo, Gesù Cristo non venne per annullare la legge dei padri ma per emendarla e per compierla; con lui non venne un caos anarchico ma una nuova libertà, che dalla legge tuttavia promana: una libertà dura da portare, certo, come ogni libertà radicale; e poi che ognuno porti la sua croce. Sebastian Franck ci ammonisce: Il Cristo del mondo è l’anticristo di Dio, e viceversa. Tutto nel mondo è stato fatto contrario al Regno dei Cieli, perché così piacque a Dio; ed ecco perché vi mando come agnelli fra i lupi. Guardatevi da chi occulta lo spigolo duro della realtà, da chi con toni accomodanti e amichevoli vorrebbe cattivarsi le nostre simpatie, da chi ci costringe a sognare in un giardino incantato (De André).

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Quaggiù

Cosa possiamo offrire a Gesù? Tutto: ogni piccola cosa che viviamo, possiamo porgergliela, come un dono ingenuo, come tra bambini. E cosa siamo, se non piccoli bambini che guardano il mondo stupefatti? Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Anzi, cominciano già a vederlo, da quaggiù.

Il servizio

Il servizio, a volte, è faticoso, a volte umiliante. Ti impegni senza risparmiarti, ma nessuno sembra accorgersene, nessun grazie ti raggiunge. Al punto che, andando a svolgerlo, già ti incupisci, già ti sorprende la tristezza. Eppure Gesù identifica il servizio con la gioia: se ne dichiara pieno, e nello stesso tempo si presenta come Colui che serve. Non resta che imparare da Lui, mettersi ogni volta alla sua scuola. E un giorno, pensando al servizio da svolgere, quello stesso servizio che ci rendeva tristi, sorrideremo felici, non sapendo perché.

Ornithology 29. Attâr (ed Erodoto)

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O cuore mio! […] Ti ho fatto ascoltare la lingua degli uccelli e tutti i ragionamenti che essa ha suscitato.
O ignorante! Resta a te comprendere. Gli uccelli, quando volano nella loro gabbia prima della morte, sono nel numero degli amanti! Ciascuno di loro si è spiegato e annunciato differentemente, poiché ognuno ha una maniera particolare di esprimersi. Colui che ha compreso la logica di questi uccelli prima di arrivare davanti al Simorgh, ha trovato la pietra filosofale.

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Noi siamo qui

“Partì per un paese lontano” (Lc 15,13). Nella parabola del Padre misericordioso c’è la definizione più efficace di peccato, che è il campo della distanza da Dio, una tragica divaricazione di cammini. È logico, dunque, che la predicazione di Gesù cominci con l’annuncio contrario: “Il tempo è compiuto, e il regno di Dio è vicino (Mc 1,15). La nostra vita si gioca tutta in questa opposizione tra lontano e vicino. Sta a noi scegliere la collocazione: noi siamo qui.

Midbar di Raffaela Fazio

di Raffaela Fazio

MiDBaR, deserto. DaBaR, parola. Il deserto come luogo della parola, che nasce nel silenzio e al silenzio ritorna, dopo aver attraversato distanze, pericoli, solitudini.

Ma DaBaR è anche evento. Una parola evento che si inscrive nel tempo, accettando i rischi del divenire e cercando non una comprensione che fossilizzi il senso, ma un’accoglienza che la rinnovi.

Nel deserto, che azzera l’orientamento e genera una visione sempre diversa, la parola evento inciampa di continuo su se stessa. Eppure è proprio il suo balbettare, il suo cadere e ricominciare che la rende vera e cosciente della sua povertà, bisognosa di un senso che la soccorra. Nel deserto, non si sopravvive da soli.

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Passaggio

Gesù è definito come Colui che passò facendo del bene. Sarebbe bello che si dicesse anche di noi: non coloro che sparlarono, ingannarono, ferirono; non coloro che ignorarono, dispezzarono, offesero; ma coloro che passarono facendo del bene. Cessi il male, venga il tuo regno, Signore.

Consolati

Cerchiamo consolazione, da quando siamo nati, come scrive quel genio di Leopardi. Il quale, però, non aveva capito tutto il resto. Ossia che c’è un Dio che ci consola. Non solo, ma che – udite, udite – vuol esser consolato. Lo rivela il Cristo alla Bossis, spiegandole anche il modo: restandogli fedele.

Il segreto

Gesù, nel Vangelo, lo spiega in tutti i modi: il segreto è l’unione, la fiducia. Noi, invece, siamo quelli che diffidano, che partono per un paese lontano, come il figlio prodigo. Salvo ritrovarci, puntualmente, nella carestia. Chissà se prima o poi ci lasceremo convincere. “Riversati in me”, dice il Cristo alla Bossis.

Le pagine ritrovate di Giovanna De Angelis – Gadda

giovanna de angelis

Proseguo la pubblicazione degli scritti di Giovanna De Angelis iniziata a gennaio scorso postando il secondo saggio che sarebbe dovuto essere parte del secondo volume della “Storia della narrativa italiana”, il cui primo volume Giovanna aveva pubblicato con Stefano Giovanardi per Feltrinelli nel 2004. Purtroppo il progetto venne alla fine accantonato e quindi tre capitoli scritti da Giovanna per il secondo volume non videro mai la luce.
Di questi tre il primo è dedicato alla rivista “Solaria”, il secondo (il capitolo 3) è dedicato a Gadda, e il terzo (il capitolo 4) al realismo con particolare risalto alle opere di Moravia e Brancati. Questo è dunque il secondo capitolo, di cui potete scaricare qui il pdf: 03 gadda.

Buona lettura!

La speranza

Sperare è una cosa seria. Speriamo nel bel tempo, in una giornata fortunata, in un incontro promettente. Ma la speranza in Cristo apre le porte del cielo, lo fa intravedere quaggiù, in mezzo ai dolori e alla tragedie. La vera speranza dà una vista d’aquila, immette su una strada che porta alla meta senza deviazioni.