Tra Livorno e l’Irlanda: intervista a Massimiliano Roveri

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Massimiliano Roveri

Massimiliano Roveri è, insieme alla scrittrice irlandese Catherine Dunne, il fondatore e direttore del San Patrizio Livorno Festival, una manifestazione culturale imperniata sull’incontro culturale tra l’Italia (e in particolare la Toscana) e l’Irlanda, sua (ma in fondo anche mia) terra d’elezione. Creatore e curatore del sito italo-irlandese Italish.eu, si appresta a organizzare la terza edizione del festival, che si terrà nel marzo 2020. Con questa intervista entriamo più nel merito della sua attività, anche di autore.

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La poesia della settimana. Aleksandr Puškin

Uscì il seminatore a seminare i suoi semi

Solitario seminatore di libertà,
Sono uscito presto, prima della stella;
Con mano pura e innocente
Nei solchi divenuti servi
Ho gettato un seme vivificatore –
Ma ho solo perduto il mio tempo,
I buoni pensieri e la fatica…

Pascolate, pacifici popoli!
Non vi risveglierà il grido dell’onore.
A che serve al gregge il dono della libertà?
Bisogna solo accoltellarlo o tonsurarlo.
La loro eredità di stirpe in stirpe
È il giogo con i sonagli e la frusta.

Aleksandr Puškin, Il meraviglioso istante, Un secolo di poesia, Corriere della Sera, 2012, p. 65.

Vivalascuola. Chi sono i “ladri di futuro”?

La mobilitazione degli studenti per il clima è da tempo l’unico evento del mondo della scuola che non riguardi “riforme” del ministro di turno o allarmi giornalistici di bullismo e violenza. Perciò è da salutare come benvenuta, anche e soprattutto perché riguarda un problema non da poco: la sopravvivenza del pianeta Terra e della specie umana. Ma davvero si può affermare come qualcuno ha fatto che grazie a queste manifestazioni “niente più sarà come prima“? Ce lo auguriamo, ma al contempo riteniamo necessario riproporre domande che sono state agitate nelle recenti manifestazioni. Chi ruba il futuro? Chi distrugge il pianeta? Chi dilapida le risorse? E’ proprio come dice Greta?

Il caso Greta Thunberg
di Giovanna Lo Presti

Negli ultimi tempi il “caso Greta” e le manifestazioni di massa di tanti giovani del mondo occidentale hanno tenuto le prime pagine dei giornali. Le riflessioni che seguono sono generate da due fattori: il primo è l’unanimismo con cui è stata accolta la performance di Greta Thunberg, rotto soltanto da critiche piuttosto rozze provenienti da ambienti di destra. Il secondo è che, nonostante l’evidente spettacolarizzazione dell’azione di Greta, non ci sia stata alcuna volontà di disgiungere ciò che Greta sta facendo dalla questione ambientale. Continua a leggere

Piccolo manuale di spiritualità. Istruzioni per l’uso

Il Piccolo manuale è una specie di test: serve a capire quanto siamo stati fagocitati dalla superficialità imperante, o se abbiamo acquisito la capacità – o meglio, ricevuto il dono – di fermarci, accedere a una zona di silenzio, aprire il cuore a un messaggio più importante di quelli dei mass media.
Bisogna sfondare i sensi, dicono i maestri. Ciò è possibile solo facendo uno sforzo, compiendo un salto, lasciando che lo Spirito ci inizi a un sentire mai sentito, ma riconosciuto come nostro. Tutti i lettori più sensibili ci hanno fatto la stessa confidenza: al primo impatto ci è sembrato difficile; poi, leggendo e rileggendo, è stato come se si aprisse la mente, anzi, il cuore. Si entra, così, nel ritmo giusto di lettura: un paragrafo alla volta, negli interstizi della giornata ordinaria, per impregnarla della densità e ricchezza dello Spirito.
Non abbiamo scelto una linea dogmatica: non ci sono definizioni precise; il criterio è fenomenologico: la declinazione della vita spirituale nella ferialità del quotidiano, la trasformazione di pensieri, parole e azioni al contatto con la profondità.
Il Piccolo manuale, dunque, è fatto per chi coltiva in sé un desiderio di conversione concreta. Il primo annuncio di Gesù è stato questo: cambiate. Speriamo di aver dato un nostro, infinitesimale contributo.

Fabrizio Centofanti
Sabrina Trane

Ida Mater, di Augusto Benemeglio

“La madre è un angelo che ci guarda e ci insegna ad amare e mai, mai ci abbandona”: questa citazione da Victor Hugo, che troviamo a pagina 16, potrebbe fungere da sottotitolo a Ida Mater, l’ultima opera di Augusto Benemeglio, che racconta di “quella cicatrice, quella ferita, quello strappo violento” che è la perdita della genitrice in tenerissima età.

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In fondo al cammino

Ho terminato la corsa, leggiamo nella seconda lettera a Timoteo. La vita, a volte, è solo un affrettarsi verso il nulla: da questo dipende l’angoscia che attanaglia le persone. Fanno, fanno, ma avvertono che il fare non avrà un futuro. Il Cristo dice alla Bossis: va’ con rapidità ed entusiasmo, come se Dio fosse in fondo al cammino. Così è tutta un’altra cosa.

Guido VIALE. “NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMA”

 

Guido Viale

NIENTE SARÀ PIÙ COME PRIMA

Venerdì 27.9, giorno conclusivo della settimana di mobilitazione contro la crisi climatica e ambientale, oltre due milioni di studenti sono scesi in piazza in diversi paesi del mondo (e in Italia più che in tutti gli altri) portando così a oltre sei milioni (quattro volte quelli del 15 marzo; e a novembre, al prossimo global strike, saranno ancora di più) le persone che hanno risposto alla chiamata di Greta Thunberg. Continua a leggere

Del fare spietato (Arcipelago Itaca, 2019), Pasquale Vitagliano. Una nota di Giuseppe Cerbino

La scrittura poetica di Pasquale Vitagliano da sempre riconosce negli oggetti e nelle cose la misura dell’uomo. Non può assolutamente fare a meno di questa prospettiva. L’oggetto è una sorta di arenaria che asciuga l’umor vitreo che rende possibile la visione. Vitagliano non manca di sottolinearlo soprattutto nella sua ultima raccolta “Del fare spietato” pubblicata per Arcipelago Itaca Editore:  il titolo  ricalca le formule dei saggi filosofici che trattano di determinati argomenti. Questo libro è, infatti, una trattazione in versi dell’inevitabile dramma che tiene insieme la realtà: “spietato” vuol dire letteralmente assenza di pietà ossia una condizione che non ci cautela e non ci preserva. Siamo nell’altezza più estrema ma con il vento in faccia.

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La poesia della settimana. Ghiannis Ritsos

L’ultima estate


Dicono addio i colori dei tramonti. È tempo di preparare/ le tre valigie – i libri, le carte, le camicie -/ e non scordare quella veste rosa che ti stava così bene/ anche se d’inverno non la indosserai. Io,/ nei pochi giorni che ancora ci restano, riguarderò/ i versi scritti in luglio e agosto,/ anche se temo di non avere aggiunto niente, semmai/ di avere sottratto molto, poiché da essi traspare/ l’oscuro sospetto che questa estate/ con le sue cicale, gli alberi, il mare,/ coi fischi delle navi nei tramonti gloriosi,/ coi barcaioli sotto i balconi, al chiar di luna/ e con la sua misericordia ipocrita, sarà l’ultima.

Ghiannis Ritsos, Il funambolo e la luna, Un secolo di poesia, Corriere della sera, 2012, p. 227.

Un nuovo samizdat, circolazione sotterranea di contenuti autentici e liberi

Se di Giampaolo Centofanti

Se il sistema impone i propri orientamenti tacitando, dove non perseguitando, ogni altra pur pacifica e dialogante voce è possibile trovare contributi ad un’autentica ricerca? Un criterio decisivo è valutare un periodico dal pluralismo che lascia esprimere. Talora intuizioni non allineate si trovano nelle note di commento, per esempio su Facebook, in alcuni video su Youtube. Ma in certi casi anche per queste vie voci profonde vengono silenziate, pure su media che si proclamano paladini della aperta condivisione. Nello spegnimento diffuso a causa dell’omologazione del pensiero unico chi per un pervicace dono del cielo cerca ancora la verità spesso deve spulciare in questi anfratti. E ancor più cercare, per un credente prima di tutto nella preghiera, il contatto dal vivo con chiunque possa segnalarsi come portatore di piste innovative.
http://gpcentofanti.altervista.org/dove-viene-il-regno-di-dio/