L’ora

Tutto si gioca nel presente: è ora che mi decido per il bene o per il male, per l’odio o per l’amore, la verità o la menzogna. Anche se avessi sbagliato tutto, nella vita, ora posso decidermi per la cosa giusta, per ciò che è all’altezza della mia dignità. Entriamo nell’ora, scopriamo un mondo riempito di Cristo.

“Qui giace un poeta”

Recensione di Marco Denti

AA.VV., Qui giace un poeta. 60 visite a tombe d’artista (ed. Jimenez, 2020)

Di questi tempi, il mio sogno è tornare a bermi una birra a Sant’Ampelio, che è solo uno scoglio che si infila nel mare in fondo alla promenade di Bordighera. Non che abbia niente di speciale, ma lì, una volta, ho rubato una stella marina, ed è stato il punto di partenza per le mie ricognizioni nelle piccole valli dell’immediato entroterra della provincia di Imperia, a due passi dal confine con la Francia. Un gruppo di amici mi ha guidato alla scoperta dei luoghi raccontati da Francesco Biamonti, un narratore originale, fuori dalla cerchia accademica e anche dai circuiti editoriali (per quanto abbia pubblicato con Giulio Einaudi) che aveva un rapporto speciale con la scrittura. Diceva infatti che “scrivere è circoscrivere un’emozione, sognarne qualche altra omologa a quelle della vita”, e lasciava intendere che c’è sempre una possibilità perché “tutto va in polvere, anche la poesia andrà in polvere, però un po’ di luce la fa. Non è che salvi il mondo, ma almeno illumina un pochino”. La luce era importante fin dall’esordio, L’angelo di Avrigue, voluto da Italo Calvino, che apriva la porta a uno stile insieme grezzo e raffinatissimo. Tempo fa, mentre trascrivevo parti dei suoi romanzi da leggere nel corso di un omaggio, il correttore ortografico del computer mi segnava intere frasi, perché la sua è una lingua parlata a bassa voce, ma singolare, colorita e molto sanguigna.

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Poesia italiana del XXI secolo

Antonella Bukovaz è originaria di Topolò-Topolove, borgo sul confine italo-sloveno, nel 1963. Il suo primo libro è Tatuaggi, edito da Lietocolle, 2006; seguito da Al Limite (Le Lettere, 2011), con dvd di Paolo Comuzzi; dall’Antologia Einaudi Nuovi poeti italiani, 6, per il cui testo principale “Storia di una donna che guarda al dissolversi di un paesaggio” ha ricevuto il premio Antonio Delfini nel 2004. Ha collaborato come autrice e attrice con il teatro sonoro di Hanna Preuss, Atelje Sonoričnih umetnosti di Ljubljana. Collabora e performa con l’elettrorumorista Eva Croce, con cui ha realizzato le performance: casadolcecasa, Lessico elettronico, L’Arte dei Rumori-omaggio a Luigi Russolo, Femminilizzazione del mondo (download gratuiti: http://www.ozkyesound.altervista.org.). Il suo ultimo libro è 3X3, parole per il teatro/3X3 besede za teater edito da ZTT-EST, 2016. Nell’edizione 2017 del festival di Letteratura di Vilenica in Slovenija le è stato assegnato il premio Cristal dalla Giuria internazionale del festival per il testo Tra_in between_Mèd. Collabora da sempre alla realizzazione di Stazione di Topolò-Postaja Topolove. Insegna da sempre nella scuola bilingue di San Pietro al Natisone- Špeter.

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Messaggio nella bottiglia

Se ti senti felice, sappi che è opera dello Spirito Santo. Dio ci ha creati per la felicità e per il bene: non dev’esserci un motivo per essere felici. È una cosa che accade, come il merlo che si ferma alla finestra, o il sorriso di un bambino sconosciuto. Cerchiamo la felicità inseguendo obiettivi, progettando successi: nessuno ci ha insegnato che si è felici per un dono imprevisto, qualcosa di gratuito. Quando il cuore è, come in origine, un paradiso terrestre, niente può turbarlo. La felicità non proviene dal fare: un uomo, una donna, ridotti all’immobilità, non potrebbero conoscerla. Ma esistono persone impedite nel fare più felici dei cosiddetti sani. Finché non approdiamo a questa verità, ci dibattiamo in quelli che san Paolo classificava come pensieri iniqui. I Padri sapevano che basta poco per essere felici, e basta poco per essere tristi, perché la vita dipende dai pensieri. Chiediamo in dono la risposta giusta alla domanda che sta dietro a ogni pensiero: sei dei nostri o sei del nemico? Se, ignorando i pensieri iniqui, riaffiora la felicità, ringraziamo il donatore.

Lirico terapia. David Maria Turoldo, In morte di mio padre e mia madre.

In morte di mio padre e di mia madre

3

Ora dunque giunti, approdati a tanta

chiarezza, ora che paura più non li adombra

e le anime dei figli le vedono 

dal di dentro, e leggono i giorni nudi

e sanno più che profeti il mistero, ora che vita e morte ci hanno

tramandato, alfine usciti 

di solitudine, ove più non trincerano

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Lirico terapia. Vera Lúcia De Oliveira, Le cose.

da Nel cuore della parola

Le cose

trovava che le cose dentro i libri erano più vere che fuori

che le cose nei libri e le persone stavano al posto giusto e se stonavano

era solo per poi riprendere il posto esatto che spettava loro

Tutto molto chiaro in questa poesia di Vera Lúcia De Oliveira. Ma la poesia dice sempre qualcosa di più di ciò che sembra. 

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Purificazione

Prima o poi si comprende l’importanza della purificazione. Il giudaismo ne aveva fatto una bandiera, raggiungendo note parossistiche e per noi inaccettabili. Gesù ricorda che è amando Lui che si attua in noi quest’opera. È la vita che s’incarica di smaltire i residui della morte.

Prima la poesia ne “La domanda della sete” di Chandra Livia Candiani

Propongo una mia lettura del nuovo libro di Chandra Livia Candiani, La domanda della sete (Einaudi 2020). Il testo è stato pubblicato in forma leggermente ridotta sul n. 321 di Gennaio-Febbraio 2021, da oggi in libreria, della rivista l’immaginazione (Manni editori), che ringrazio per averne concesso la riproduzione.

Prima la poesia ne La domanda della sete di Chandra Livia Candiani
di Giorgio Morale

Ne la La domanda della sete (Einaudi, settembre 2020) i lettori de La bambina pugile (Einaudi 2014) e di Fatti vivo (Einaudi 2017) troveranno le poesie scritte dal 2016 al 2020 da Chandra Livia Candiani e la conferma di una voce, un mondo, una proposta che hanno reso Chandra Candiani una delle presenze più amate della poesia di questi anni. Presenza che è cresciuta al riparo da esibizionismi e spettacolarità, fino a costituire uno dei casi di questi anni nel campo dell’editoria di poesia. Continua a leggere

Lirico terapia. Kenneth Patchen, Pastorale.

Pastorale

La colomba cammina con piedi appiccicosi 

Sulle verdi corone del mandorlo. 

Le piume spalmate sulla calura

Come miele

Che pigramente gocciola nell’ombra…

Chiunque fosse in quel frutteto

Così immerso nel sonno e nella pace,

Si sarebbe

Accorto appena della collina

Che sta lì presso

Con le tre strane braccia di legno

Levate su una turba di popolo immobile

– Oltre gli elmetti dei soldati di Pilato 

Splendenti come denti argentei nel sole.

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Seconda lettera dal Covid

Carissime e carissimi,

anche al secondo tampone sono risultato positivo. Il Signore mi affida questo eremitaggio, desidera che in questo isolamento mi dedichi a qualcosa a cui Lui tiene. Ho parlato a lungo del progetto che il Padre ha su ciascuno di noi. C’è uno scavo ulteriore, in questi giorni, per quanto mi riguarda. Viviamo in un’epoca difficile: per il mondo, per la Chiesa. Pochi hanno il coraggio di porsi in ascolto della verità, e di annunciarla così come la sentono nell’intimo. Il mondo occidentale è pervaso dalle logiche ferree del mercato. La religione più diffusa è quella della merce, di qualsiasi natura essa sia. I pensieri quotidiani si rivolgono a prodotti proposti dalla pubblicità, fosse pure l’ultimo modello di mascherina o igienizzante. Lo stile di vita è appiattito sui target veicolati dai mezzi di comunicazione sociale, dalle parole d’ordine prefabbricate. Il silenzio è una realtà sconosciuta, anzi temuta: siamo diffidenti di fronte a ciò che emerge dal profondo, preferendo gli slogan rassicuranti delle agenzie di turno, dalla sapienza di plastica e priva di attriti. Ossessionati dall’imperativo ecologico, non siamo più in grado di stupirci davanti a un’alba o a un tramonto: rientreremmo in noi stessi, suscitando domande imbarazzanti. La rapidità, lo stress, il fare per il fare, sono i nostri compagni di cammino: ci sentiamo in colpa se non leggiamo subito un messaggio, se non rispondiamo a una mail in tempi brevi; ci sembra di essere perduti se non siamo connessi a qualche rete. Questi giorni di positività al coronavirus si trasformano nella profezia della lentezza e del silenzio, diventano un appello non soltanto per me, ma anche per chi leggerà queste parole, che scrivo guardando, dalla mia finestra, la grotta di Elia, il profeta della voce di silenzio sottile, con la quale Dio parla a chi si lascia fermare per rimettere in moto la sua vita. Grazie ancora per i vostri messaggi: rispondo da qui, a ciascuno di voi, con un immenso grazie.

don Fabrizio 

Lirico terapia. Muhammad al-Sabbāg, La mia messe.

La mia messe

Tra gli uomini

c’è chi coltiva sogni in inverno, perché sboccino coi fiori in primavera, 

chi coltiva sogni in estate 

perché nascano come sole sulle rive.

Io invece

i sogni li coltivo

in autunno tra le braci

e li stacco coi denti

al fuoco. 

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Buona lettura 26. La ragazza andalusa. Alessandro Gianetti

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia. Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità. Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

Il protagonista della storia di Alessandro Gianetti ha un occhio speciale per i particolari e i dettagli, come dimostrano i continui tentativi di “tradurre” Beatriz, la misteriosa “ragazza Andalusa” conosciuta un sabato sera a Madrid.

Lui, traduttore di professione, emigrato in Spagna in cerca di fortuna, tenta con ostinazione di trasportare questa giovane donna “leggera, lacrimosa e ferma” nel proprio mondo, quello delle parole italiane, dal momento che tutti i tentativi di interpretarla secondo la lingua e le regole spagnole falliscono miseramente.

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Poesia italiana del XXI secolo

Enzo Mansueto è nato a Bari nel 1965, è poeta, critico letterario e musicale, saggista ed insegnante. Ha pubblicato le raccolte poetiche Descrizione di una battaglia (Scheiwiller 1995) e Ultracorpi (Edizioni d’if 2006). Nel 1980 fondò, con Davide Viterbo, la band post-punk The Skizo. Nel 2010 ha pubblicato per le edizioni d’if, Scassata dentro, opera interessante in versione cartacea e sonorizzata, con la collaborazione di Davide Viterbo e Angelo Ruggiero. Collabora con le pagine culturali del Corriere del Mezzogiorno.

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