Vivalascuola. Zero in Geografia

Ha fatto molto scalpore l’intervento del Ministro Profumo sull’insegnamento della religione cattolica; nello stesso contesto il ministro ha affrontato il tema dell’insegnamento della geografia: “Ero in una scuola con il 50% di studenti stranieri e ho chiesto ai ragazzi come studiassero geografia. ‘Non dai libri’, mi hanno risposto, ma dai nostri compagni che ci raccontano le loro città e i loro costumi’” In una società multietnica il contatto con altre culture spinge a rivedere le modalità di insegnamento di alcune materie. Ma riteniamo che quest’insegnamento debba ritrovare la sua antica collocazione, soprattutto dopo i tagli effettuati dal ministro Gelmini. Ricordiamo, infatti, che a seguito della “razionalizzazione” Tremonti-Gelmini, la Geografia è divenuta la cenerentola della scuola, colpita soprattutto nel biennio dei Licei e negli Istituti Tecnici. (qui)

Geografia e culture, storia e geografia
di Rossella Kohler

Apprezzo sempre quando sui media si parla di geografia nella scuola. “Nel bene e nel male, purché se ne parli”, come diceva Oscar Wilde nel Ritratto di Dorian Gray. Se ne parla e quindi esiste. Eh sì, perché in questi ultimi anni il dubbio sulla sua sopravvivenza è legittimo. Continua a leggere

Vivalascuola. Con la schiena dritta

C’è stato il gioco delle tre carte. 1. “Sull’abrogazione della norma che prevedeva l’aumento dell’orario a 24 ore a parità di salario per gli insegnanti c’è stata una convergenza di tutto l’arco parlamentare“: Manuela Ghizzoni, Presidente della Commissione Cultura della Camera (qui). 2. Non ci sarà nessun aumento dell’orario dei professori. La rassicurazione arriva dal ministro Francesco Profumo (qui). 3. Nella serata del 9 novembre il Governo ammette che la norma contenuta nel ddl Stabilità sull’aumento dell’orario d’insegnamento è tutt’altro che superata (qui). Infine l’11 novembre anche la Commissione Bilancio abroga il provvedimento (qui). E’ il risultato della mobilitazione degli insegnanti. E il Governo risponde con gran faccia tosta: restituisce con una mano e toglie dall’altra! Infatti alla scuola verrebbe ancora ridotto il MOF (Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa): si finirebbe col bloccarla del tutto. Occorre scioperare il 14 e dire che il MOF non si tocca, occorre tenere alta la guardia fino all’approvazione definitiva della Legge di stabilità e rendersi conto che il provvedimento è solo accontonato. Sta al mondo della scuola cogliere questa occasione per una battaglia culturale nel Paese, con studenti e famiglie, che faccia vera informazione e riporti orgoglio e dignità all’insegnamento e alla scuola pubblica.

Il “senso dell’accovacciato” e la “schiena dritta
di Giovanna Lo Presti

Verso lo sciopero del 14 novembre, assemblee nelle scuole
Sono reduce da un’assemblea di insegnanti di Torino: in questi giorni la mobilitazione è incentrata sul possibile aumento delle ore di cattedra da 18 a 24 settimanali, a parità di retribuzione – naturalmente. L’enormità del provvedimento ha destato dal loro torpore anche quei docenti che sino ad ora se ne sono stati tranquilli, Continua a leggere

Vivalascuola. Fermiamoli!

Uno sciopero della scuola il 24 novembre, mobilitazioni nelle scuole con astensione da tutte le attività eccedenti le 18 ore di lezione, appelli e lettere al ministro (qui e qui), a sindacati, partiti e parlamentari. E’ l’effetto dell’art. 3 della Legge di Stabilità, che porta da 18 a 24 l’orario di lezione e da 35 a 46 l’orario di lavoro dei docenti, violando il contratto nazionale. Riteniamo necessario, in aggiunta alle forme di mobilitazione già in atto, incontrare nelle scuole studenti e genitori: è importante che capiscano perché questa norma dequalifica la scuola, mortifica l’insegnamento e nuoce soprattutto agli 8 milioni di studenti italiani. Per questo proponiamo la seguente lettera ai genitori.

Cari genitori,
la bozza del  disegno di Legge sulla Stabilità, attualmente in discussione, all’art. 3 configura improvvisamente e senza alcun tipo di contrattazione (a meno che qualcuno non vorrà emendarlo o eliminarlo) l’aumento di 1/3 dell’orario di lezione degli insegnanti, facendo prevedere condizioni lavorative non solo estremamente penalizzanti per i docenti, ma fortemente critiche per gli studenti. Continua a leggere

Vivalascuola. La scuola non è una merda

“La scuola sarà sempre meglio della merda” (Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa).

Sarà lotta durissima. Basta alla follia di questo governo e al suo disprezzo per scuola e insegnanti“: a dirlo è uno dei sindacati più moderati della scuola. Altri parlano di “impazzimento“, “abuso“, “barbarie“. Si riferiscono a quanto contenuto nell’art. 3 della bozza di quella ennesima finanziaria mascherata chiamata Legge di stabilità 2013: “A decorrere dal 10 settembre 2013 l’orario di servizio del personale docente della scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado, incluso quello di sostegno, è di 24 ore settimanali“. A questo punto Fatti, non parole: i docenti si sveglino” è l’esortazione di Giuseppe Caliceti. Ma è necessario che “gli insegnanti non si battano soltanto contro le 24 ore; si battano perché la scuola viva” avverte Giovanna Lo Presti. Anzi “È ora che si ribellino non contro questo o quel singolo provvedimento, ma contro l’intero complesso delle norme che, almeno a partire dal 2008, sono state varate” dice Girolamo De Michele.
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