La scelta, di Elena Bono


Dicono ch’era sogno

e che per nulla più di un sogno

siete morti. E sia.

Sogno per sogno in terra di dormienti

scegliamo il sogno da sognare.

Chi di bruto

chi di uomo.

Sulla prescelta barca fare il viaggio

e ritornare

dove tutto ritorna.

Né fiume può sostare

né luna

né musica.

Può soltanto fuggire

questa mazurca

sperduto addio

battendo l’ali ancora

contro il mio viso

e dileguare.

[su segnalazione di Barbara Pesaresi]

25 aprile

da qui

Le solite polemiche: chi ha liberato chi; impossessarsi, strumentalizzare. L’ermeneutica insegna che non basta la storia, serve comprendere, interpretare, in modo che il passato dica qualcosa all’oggi. E oggi liberazione significa visione nuova della società e della politica, rifiuto delle logiche parziali, guidate da interessi di bottega, dai condizionamenti delle lobbies e dei poteri economici e ideologici che fanno carne da macello delle aspettative legittime di un popolo, dei diritti elementari, calpestati dai gruppi di potere. Democrazia, oggi, significa dare voce agli ultimi, a coloro che subiscono dittature subdole e invisibili, il lavaggio del cervello a opera dei media asserviti al padrone più munifico. Cercasi partigiani della vera libertà, combattenti coraggiosi contro il mostro a sette teste della seduzione diabolica del dio denaro.

Vivalascuola. Scuola – memoria – 25 Aprile

Semplicemente non c’è. Nei nuovi programmi di storia che si studieranno dal prossimo anno nei licei non si parla di Resistenza. Così come antifascismo e Liberazione non sono neanche citati. Il buco è al quinto anno, dedicato allo studio dell’epoca contemporanea, dall’analisi delle premesse della I guerra mondiale fino ai nostri giorni. La nuova articolazione, spiegano dal dicastero di viale Trastevere, è stata dettata dalla necessità di evitare che succedesse, come spesso è successo, che non si arrivasse neanche a fare la II guerra mondiale… A differenza dei vecchi programmi, parole come antifascismo, Resistenza, Liberazione sono sparite (vedi qui).

La tessera dell’ANPI
di Donato Salzarulo

Da oltre vent’anni rinnovo la tessera dell’ANPI.
Prima me la portava un simpatico vecchietto in abito, cravatta e cappello di quelli classici, schiacciato su una testa ben fatta. Continua a leggere

Le regole del successo

covey1

Ci sono libri classificati nella categoria del self-help, l’auto-aiuto. Stephen Covey, nel 1989, ne scrisse uno intitolato The 7 Habits of Highly Effective People (trad. it. Le sette regole per avere successo, Milano, FrancoAngeli 2003). Si indicavano due passaggi principali da compiere: dalla dipendenza all’indipendenza – corrispondente al successo privato – e dall’indipendenza all’interdipendenza – corrispondente al successo pubblico. Ognuno di questi passaggi implicava tre criteri d’azione: per passare dalla dipendenza all’indipendenza si suggeriva di:

1) essere proattivi, superare cioè l’atteggiamento di passività di fronte alla vita;

2) cominciare dalla fine, vedersi così come si vorrebbe essere al termine dell’ esistenza;

3) dare la precedenza alle priorità, non permettere al secondario di prendere il sopravvento sul primario.

Questa fase veniva sintetizzata nell’immagine dell’affilare la lama. Continua a leggere

4 MAGGIO 1944 – IN MEMORIA

25aprile

Dall’album: Il seme e la speranza (2006) . The Gang

4 MAGGIO 1944 – IN MEMORIA

All’alba del 4 di Maggio
arrivarono le orde assassine
portavano croci uncinate
la feccia del terzo regime

Li guidavano i cani da guardia
la guardia dei repubblichini
in tanti più di duemila
duemila vili aguzzini
Continua a leggere

Una generazione di cuori in fuga dall’Italia

cuori-in-fuga1

Il 25 aprile dei giovani italiani a Barcellona

Chi lascia l’Italia, oggi, non è spinto soltanto da motivazioni economiche: molti giovani – giovani straordinari (ce ne sono, si vedono poco solo perché a loro interessa vivere, e vivere bene, non esibirsi davanti a una telecamera) – abbandonano soprattutto un clima psicologico e morale: un Paese che sentono perduto, o in via di perdizione quale la misura di tutto sono diventati i soldi, la furbizia, l’apparenza. Si lasciano alle spalle – almeno provano – una visione del mondo fascistoide, basata sul sopruso, sull’umiliazione della meritocrazia, sulla triste negazione del potere creativo della natura e delle persone.
Forse anche nel mondo sta andando così, ma non a tal punto, credo.
Ho l’impressione che in Italia l’idea cancerosa del puro, semplice e brutale profitto governi l’economia e le esistenze individuali più che in tantissimi altri paesi. Ho la sensazione che il popolo dei furbi, dell’egoismo e dell’ingiustizia abbia quasi cancellato la nostra gioia di vivere. Continua a leggere

Andrea Zanzotto, “Altri 25 aprile”

Tristissimi 25aprile
morti in piedi, sull’attenti
al cimitero
qualche osso perso per la strada
nel sole sfacciato freddo
– o è lo stesso, tutto raggi gamma
noi sordi al 70%
sentiamo gente che parla
come da un altro mondo. Continua a leggere