LETTERE DALL’ORLO DEL MONDO. Intervista a Barbara Garlaschelli

LETTERE DALL’ORLO DEL MONDO. Intervista a Barbara Garlaschelli

di Massimo Maugeri

La “letteratura epistolare”, che vanta una tradizione antica e consolidata, continua a produrre opere di narrativa di qualità. Tra i “nuovi nati”, registriamo la pubblicazione di questo delizioso volume scritto da Barbara Garlaschelli e intitolato “Lettere dall’orlo del mondo” (Ad Est dell’Equatore, 2012). Protagonisti una donna e un uomo e, ovviamente, le loro lettere… che incrociano amori e solitudini. Per una nota critica, si consiglia la lettura di questo articolo di Marina Bisogno, pubblicato sul Corriere Nazionale

– Classica mia domanda di “apertura”, Barbara. Come nasce “Lettere dall’orlo del mondo”. Da quale idea o esigenza?
Nasce dal desiderio di raccontare due apparenti solitudini e un amore grande: per un’altra persona e per la vita.

– Cos’è per i protagonisti del libro “l’orlo del mondo”? E per Barbara Garlaschelli?
Per i protagonisti “l’orlo del mondo” sono loro stessi e il legame che li unisce, vissuto come ultima, salvifica possibilità di comprensione. Per me è la condivisione, la vicinanza, la linea sottile che divide il vivere dalla disperazione del sopravvivere.

– Esistono davvero amori irriducibili, capaci di durare nel tempo?
Sì, io credo di sì. Non necessariamente quello di una coppia, ma di certo quello tra alcune persone.

– C’è relazione – a tuo avviso – tra amore, dolore e egoismo?
Sì, c’è. L’amore è una forma di tirannia: chi ama e chi è amato vuole tutto, non concede tregua.
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