Trovare un posto


Quando parliamo con Gesù, se ci parliamo, gli chiediamo conforto, aiuto, orientamento. Lo cerchiamo, dunque. Siamo come quei discepoli che, incontrandolo per la prima volta, gli chiedono: maestro, dove abiti?
Lo immaginiamo, mettiamo il Volto santo davanti al posto di lavoro, lo guardiamo negli occhi; a volte piangiamo, o ridiamo, sempre con l’idea che Lui ci accolga e, per così dire, ci riceva.
E se fosse Lui a chiedere asilo, rifugio, o addirittura – adesso la sparo grossa – conforto? Se, non essendoci chi gli apra quando bussa alla porta delle anime; se, ancora oggi, non trovasse posto nell’albergo, e venisse da noi – sì, proprio da noi -, e ci chiedesse di ospitarlo? Non so a voi, a me vengono i brividi. Se capissimo davvero che cos’è la fede, forse crederemmo tutti.

Niente Gesù nel presepe: «Non siete pronti ad accoglierlo»

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Un parroco di Bergamo decide il gesto clamoroso per protestare contro chi non è capace di accogliere gli immigrati

Frida Nacinovich
Pronto? Dall’altra parte del telefono c’è monsignor Attilio Bianchi, parroco della chiesa di Santa Lucia, il Tempio votivo di Bergamo. Padre, è diventato famoso, lo sa? «Il telefono squilla in continuazione, colpa di voi giornalisti…». Noi giornalisti? Abbiamo solo raccontato che lei non ha messo il Bambinello nel presepe. Una culla vuota, per segnalare al mondo il gran vuoto delle discriminazioni, della mancata accoglienza. Oggi come duemila anni fa, a Betlemme. Le sembra che non sia una notizia? «Mi sembra che sia una notizia sbagliata, perché nella mia chiesa il Bambinello c’è». Continua a leggere