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“La strada era l’acqua”, di Davide Sapienza

Recensione di Giovanni Agnoloni

La strada era l’acqua, di Davide Sapienza (ed. Galaad) (€ 12,00)

Con questo libro di Davide Sapienza ci caliamo in un nuovo modo di fare letteratura. La strada era l’acqua è un romanzo (ammesso che di romanzo si tratti) olistico. Non solo nel senso che l’io-narrante è l’acqua che ha accompagnato il viaggio in canoa del suo amico Dario Agostini da Saint-Moritz a Istanbul – dunque è la natura ad essere in primo piano, non l’uomo. Soprattutto, è olistico nel senso che si percepisce come, al di là della direzione dell’itinerario di cui si parla, delle sue tappe (evocate dai tratti in corsivo, che riportano le impressioni del viaggiatore-sportivo), e dei personaggi menzionati – Dario, lo stesso Davide, varie persone incontrate dal canoista lungo la strada –, vi sia un filo conduttore che parte molto prima dell’inizio di quest’impresa sportiva, ed è destinato a concludersi molto dopo la sua fine, perché in definitiva fa tutt’uno con il Tempo. Continua a leggere

AMBIENTE. “Giù le mani dall’acqua del sindaco” di Paolo Rumiz

La Legge 6 agosto 2008, n. 133 privatizza anche l’acqua!!!

(Su Micromega e Repubblica)

Cologno Monzese – Dal Piemonte alla Sicilia, nell’ Italia bastonata dalla crisi è nata una nuova resistenza, contro la privatizzazione dei servizi idrici. Una resistenza che parte dal basso e contesta non solo il Governo, ma il Parlamento, che il 6 agosto, mentre il Paese era in vacanza, ha approvato una norma-bomba (unica in Europa) con il “sì” dell’ opposizione. Non se n’ è accorto quasi nessuno: quel pezzo di carta obbliga i Comuni a mettere le loro reti sul mercato entro il 2010, e ciò anche quando i servizi funzionano perfettamente e i conti tornano. Articolo 23 bis, legge 133, firmata Tremonti. La stessa che privatizza mezza Italia e ha provocato la rivolta della scuola.
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Come acqua che riposa – Francesco ACCATTOLI

p. gauguin

Da “Come acqua che riposa…

Nebbia

Voglio osservarti
sfumare
oltrepassando i miei
timori,
in un silenzio di nebbia,
di fumo e di perla,
nel nonspazio,
nel nonvuoto,
nel freddo surreale
della campagna,
quando tu t’inmii
per amore.
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