Ballate di Lagosta, di Christian Sinicco

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Poesia ad un tempo periferica ed europea, se ne è possibile una, questa delle sue ultime ballate si estende da Trieste alle terre slave, per consolidarsi attorno al topos prediletto del mare. La riempie, la motiva e soprattutto la muove un istinto forte delle sovrapposizioni e delle metamorfosi, grazie a un principio irresistibilmente dinamico, musicale, in non pochi passaggi narrativo, che affonda radici nella propensione per così dire naturale della Mitteleuropa al concerto babelico delle voci e dei suoni, delle lingue e delle storie, tra i microcosmi del suo inesausto destino migratorio.
(Dalla nota di Alberto Bertoni)

Christian Sinicco è nato a Trieste nel 1975. Nel 1999 organizza una serie di letture nella sua città assieme a molti poeti della sua generazione Continua a leggere

Un premio letterario

La Torre dell’orologio 

Città di Porto Sant’Elpidio – VII° Edizione – Anno 2011

Concorso per poesie inedite e per poesia in traduzione edita

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Alfabeto di strade (e altre vite) di Alberto MASALA

[…] Masala è un poeta dell’esortazione, un anarchico con coscienza di livello culturalmente internazionale, ed una produzione di tale ispirazione e tanto catalisticamente “avanti” da essere progenitrice come lo sono stati Antonin Artaud in Francia e Julian Beck con il Living Theater negli U.S.A.
In breve, è coinvolto in una poesia di provocazione – come, dice, Pasolini – ma con questa differenza: dove Pasolini portò le sue idee di provocazione sullo schermo e fu in altro modo intenzionalmente e intensamente un intellettuale attivista, o un attivista dell’intelletto, Masala ha insistito nella carica orale della performance pubblica del suo lavoro, che in gran parte è in forma omaggiante e litanica, e, sì, esortativa è la parola giusta […]
(Jack Hirschman – Introduzione a Taliban – i trentadue precetti per le donne (2001))

 

A Gilberto Centi

 
Una cosa sola era certa, perché inequivocabile:
eravamo giovani . [ 1]

 

tu ci hai lasciato un segno
e non andrà perduto [ 2]

la sera sta indossando veloce
una notte già insonne
trascinando nel naufragio di una luce
fissa e televisiva
i nostri occhi offesi

amico mio
non ti porto notizie confortanti
avevi visto giusto
purtroppo l’ipnosi ha funzionato
e non gli basta catturarci vivi
vogliono farci scrivere
e perfino cantare come loro

le finestre sprangate
tutte le chiese aperte e funzionanti
le strade chiuse tutti i ponti crollati
i matti ritornati nelle gabbie
ed attorno i turisti
della democrazia Continua a leggere