Ornithology 7. Baudelaire e Merini

 

 Baudelaire OK (1)

L’albatro

Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il bastimento scivolante sopra gli abissi amari. Continua a leggere

Dalla sua bocca. Riscritture da undici appunti inediti di Alda Merini

Dalla sua bocca

Dalla sua bocca
Riscritture da undici apunti inediti di Alda Merini
di Michele Caccamo e Maria Grazia Calandrone
ZONA 2013 – pp. 76
euro 10
Collana ZONA Contemporanea

L’internato psichiatrico è solo come il più solo degli uomini. Il poeta prende la parola in vece dell’intera umanità. Questa la differenza. Questa la qualità della gioia senza rimedio dei poeti. Questa la forse involontaria denuncia politica della parolacorpo Alda Merini.

Ebbi già modo di scrivere … intorno all’identificazione assoluta della poesia di Merini con il nudo della sua autrice, specie con quello esposto nelle fotografie di Giuliano Grittini – politicamente, ebbi a sottolineare – come un risarcimento già quasi postumo della sua carne fatta sobbalzare dagli elettrochoc e così rimossa, schierata nel macero ipernumerico degli internati, disertata e infine: disabitata, come disabitata si voleva fosse la carne dei matti nei reparti psichiatrici. Lo vediamo benissimo analizzando questi inediti. Vediamo i risultati dei carichi farmacologici sui territori di un’anima pure assoluta e colma di lucerne e vie di fuga come quella di Merini. (Maria Grazia Calandrone)

“Meditazioni al femmile”, di Michela Zanarella

Recensione di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

La poesia di Michela Zanarella sa di canto, nel senso classico del termine e in quello più letterale. Ce lo dimostra la raccolta Meditazioni al femminile (Sangel Edizioni).
Partiamo dal primo aspetto: il tema di fondo è l’amore, universale fonte d’ispirazione per tutti i poeti e, in fondo, essenza stessa dell’anelito artistico, inteso come tendere a asintoticamente, cioè avvicinandosi – senza (forse) mai raggiungerlo – a quel punto intimo in cui l’anima individuale e quella cosmica s’incontrano. È un eros in senso platonico, ma non solo.
I suoi versi, sull’onda di grandi voci classiche della poesia femminile – da Saffo a Vittoria Colonna – vanno a cogliere punti vivi e vibranti, carnosi e carnali, della relazione d’amore, in cui l’afflato umano e fisico si espande dalla coppia alla natura intera. Continua a leggere

Alda Merini


(Alda Merini)

Tangenziale dell’ovest

Tangenziale dell’ovest,
scendi dai tuoi vertici profondi,
squarta questi ponti di rovina,
allunga il passo e rimuovi
le antiche macerie della Porta,
sicché si tendano gli ampi valloni
e la campagna si schiuda.
Tangenziale dell’ovest,
queste acque amare debbono morire,
non vi veleggia alcuno, né lontano
senti il rimbombo del risanamento,
butta questi ponti di squarcio
dove pittori isolati
muoiono un mutamento;
qui la nuda ringhiera che ti afferra
è una parabola d’oriente
accecata dal masochismo,
qui non pullula alcuna scienza,
ma muore tutto putrefatto conciso
con una lama di crimine azzurro
con un bisturi folle
che fa di questi paraggi
la continuazione dell’ovest,
dove germina Villa Fiorita. Continua a leggere

Inedito* – di Alda Merini

a cura di Adelio Valsecchi

Ragazzi

Ragazzi

vorrei essere

sempre con voi

o almeno qualche ora soltanto,

toccarvi con le mie dita

come ora fate con me

perché voi siete i fiori

del nostro vecchio domani.

Io quand’ero bambina

non capivo il valore degli occhi

ma adesso

mi sento cieca

perché non posso vedervi

e così

vi lascio un dono

di un doloroso sospiro.

Non vorrei mai morire

E perdere i miei ragazzi.

Breve storia della poesia inedita.

Scuola media statale di Milano. Concorso di poesia.. La prof. Merolla invita Alda Merini per premiare le poesie più significative. Il giorno stabilito la poetessa molto agitata telefona agli insegnanti dichiarando con disagio e disappunto di essere influenzata e debilitata. Di non essere in grado di partecipare all’incontro. Dopo qualche giorno invia una lettera di scuse alla prof. che aveva organizzato il concorso e ai ragazzi che l’attendevano con ansia.. Nella lettera vi era un foglio con questa poesia bellissima.

All’inferno

da qui

C’è chi va, o vorrebbe andare, e c’è chi viene. Pierluigi Celli provoca alla fuga. A me spetta l’onda di chi cerca rifugio nella nostra patria. Africani, in gran parte: Simon, Antonio, Mbibi. Neanche dai nomi si comprende il senso della loro ricerca, si aggrappano alla nostra terra come a una tavola di salvataggio. Vanno, vengono. Mi sento più dalla parte di chi vede in noi un paradiso perduto, che da quella di chi, da noi, si sente all’inferno.

Alto, fragile (Alda Merini)

da qui

Funerali di stato. Stato mentale. Stato mentale disturbato. Povertà, malattia. Perché mi lasci sola, quando sono viva, e mi abbracci ora, da morta? Non ho mai visto tanta gente, mi commuove. Perché mi abbracci solo ora, che non posso contraddirti? Sento le ali che spuntano nel cuore, con dolore. Come allora, quando la camicia di forza mi stringeva in una bara, come questa. Solo da qui distinguo la città, tanto desiderata. Tanto temuta. Cadete mura, perché ora mi abbracciano i miei concittadini, dalla memoria fragile, dallo sguardo triste.

Alda MERINI


Da “Il volume del canto”

Lascio a te queste impronte sulla terra
tenere dolci, che si possa dire:
qui è passata una gemma o una tempesta,
una donna che avida di dire
disse cose notturne e delicate,
una donna che non fu mai amata.
Qui passò forse una furiosa bestia
avida sete che dette tempesta
alla terra, a ogni clima, al firmamento,
ma qui passò soltanto il mio tormento.
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