Vent’anni dopo, una “Anteprima mondiale” di Aldo Nove

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Di Guido Michelone

Nel 1996, Woobinda, un libricino scritto dal poeta ventinovenne Antonello Satta Centanin, con il buffo pseudonimo di Aldo Nove – a quanto pare è ricavato da “Aldo dice 26×1“, frase in codice del comunista Pietro Secchia per dare il via alla Liberazione del 25 Aprile – viene pubblicato, con successo di pubblico e critica, dal giovane Alberto Castelvecchi, linguista ed editore romano, che in quegli anni vuole colmare un vuoto obiettivo nella bibliografia nazionale sui fenomeni pop di strettissima attualità. Continua a leggere

Libri per ferragosto

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Dieci titoli per intense giornate culturali

di Guido Michelone

Nella speranza che ciascuno di noi trovi spazio e tempo per la lettura, durante le brevi vacanze ferragostane, è sempre divertente, a mio parere, provare a ragionare su quali testi mettere in valigia: certo, l’e-Book risolverebbe il problema più rapidamente, ma il gusto di ‘appesantire’ i bagagli con qualche tomo cartaceo lo considero impagabile. Continua a leggere

Quando un bambino piangeva. Rapide considerazioni sul nuovo romanzo di Aldo Nove

Aldo Nove
di Guido Michelone

Un bambino piangeva, il nuovo romanzo di Aldo Nove è, come spesso gli accade, di natura autobiografica, poiché tratta le vicende dell’autore bambino, inframmezzate da antiche mitologie sarde, esemplificabili, a loro volta, nella figura di un altro fanciullo di nome Saltaro. Continua a leggere

Aldo Nove ‘racconta’ Giancarlo Bigazzi

di Guido Michelone

Aldo Nove, oggi quarantacinquenne, è uno scrittore che fin dagli esordi abitua (o disabitua?) il lettore alla tecnica dello spiazzamento o dell’imprevedibilità: nel volume d’esordio, circa quindici anni fa, Woobinda, subito libro-cult, indicato quale capostipite della letteratura cannibale o narrativa pulp, le brevi ‘novelle’ risultano un misto esplosivo di kitsch, avanguardia, trasgressione, presa-in-giro. Poi nei testi successivi Nove opta per il recupero della bella forma, quasi annullando la fortunata inventiva straniante, per arrivare, l’anno scorso, a una vera e propria autobiografia in cui si avvertono persino pathos e drammaticità. Continua a leggere

La vita oscena

di Marilù Oliva

La vita oscena” è l’ultimo romanzo di Aldo Nove, uscito nel 2010 per Einaudi nella collana Stile libero, stessa dei precedenti Puerto Plata Market (1997), Superwoobinda (1998), Amore mio infinito (2000) e La più grande balena morta della Lombardia (2004), Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese… (2006).

Bildungsroman inverso che parte dalla fanciullezza e arriva alle soglie dell’età adulta senza comportare una crescita intesa come acquisizione di consapevolezza, questo struggente romanzo è un tracciato tutto interiore che conduce il lettore dall’infanzia alla perdizione del protagonista, perdizione intesa come vita svuotata – la recherche, semmai, potrebbe acquisire valore di significato se questa non portasse ogni volta al non-sense dell’esistenza.

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Vivalascuola. Auguriamo a tutti…

Due segnalazioni: mobilitazione il 21 dicembre e una petizione al Presidente Napolitano.

Auguri in tutte le lingue, anche se c’è chi non è d’accordo.

E una puntata carica di consigli di lettura.

Auguro a tutti una scuola pubblica…
di Marina Boscaino

Auguro a tutti una scuola pubblica di cui essere orgogliosi. Una scuola in cui non sentirsi obsoleti, demodé, “vetero” pronunciando – come la retroguardia passatista di un mondo che non c’è più, al quale guardare con malinconica nostalgia – le parole Costituzione, inclusione, uguaglianza, emancipazione, laicità, integrazione. Continua a leggere

Funambolismi, innovazioni e terre di mezzo

Io mi imbarazzo quando leggo certe stroncature (come nei commenti dei blog) alle parole dei poeti; mi imbarazzo, arrossisco nel ricordare quante volte ci sono cascato (e ci casco) anch’io, penso a quello che scrive Raimon Pannikar nel libro Lo spirito della parola : “Il parlare è la manifestazione stessa, è la vita stessa dell’essere parlante, che è uomo, ed è nella sua espressione parlante che l’uomo si realizza…E’ la parola che crea perchè partecipa del soffio stesso dello Spirito.” E questo, a mio parere, vale anche per la parola scritta.
La parola spesso è interpretata come un medium tra l’uomo e il mistero del vivere, e la poesia è il trono della parola, è il mezzo per eccellenza per renderci partecipi dell’inesprimibile. Come in questi due versi di Cesare Viviani:
Ogni bagliore è luce dell’eterno
è riflesso del divino
.
L’altra faccia della parola (scritta) è la prosa, che non ha la potenza della poesia, è più difficile che consenta quella che Viviani chiama “la gioia delle soste,/ mentre passa in cielo come nuvola / la forza vitaleContinua a leggere