Vivalascuola. Educare informare fare rete

Voi dove eravate quando a poco a poco la scuola, e con essa il futuro di un intero paese, veniva scippata, derubata, quando a poco a poco tagliavano i bilanci, le ore, i professori, i banchi, la carta, le iniziative? Voi dove eravate mentre a poco a poco aumentavano le spese militari, le spese per la politica, le spese per le scuole private, per i privilegi, per le caste? Voi dove eravate quando si precarizzava il lavoro nel nome del libero mercato e della concorrenza, quando i vostri diplomati non sapevano dove sbattere la testa per trovare un lavoro? Voi dove eravate quando la cultura, che noi difendiamo, era calpestata, derisa, ridicolizzata da grandi fratelli e idiozie televisive, quando l’informazione si faceva sempre di più disinformazione di regime? (Collettivo studenti di Pontedera)

Informare, criticare, narrare: la scuola da rifare di Caliceti
di Alessandro Cartoni

Era forse venuto il momento che qualcuno assolvesse a un pubblico e necessario servizio: informare i genitori italiani su quello che sta accadendo alla scuola del paese. Lo fa con intensità di militante, con passione di maestro e grande forza narrativa Giuseppe Caliceti nel suo Una scuola da rifare. Lettera ai genitori. Continua a leggere

Vivalascuola. W il 2 giugno

Buona festa della Repubblica!

È bella la Costituzione che ci racconta Calamandrei. Perché è bella la Costituzione: viva, dignitosa, giusta, leale, sobria, indignata, critica, solidale. E belle sono le voci che Calamandrei fa riecheggiare in quelle parole, in quegli articoli: Cattaneo, Beccaria, Cavour, Garibaldi, Mazzini… Questo 2 giugno, introdotto dalle parole di Calamandrei, ancora più che in passato deve quindi rappresentare per tutti noi un collante significativo e l’annuncio di una direzione dalla quale non vogliamo e non possiamo deragliare. (Marina Boscaino)

Discorso ai giovani sulla Costituzione
di Piero Calamandrei

Domandiamoci che cosa è per i giovani la Costituzione. Che cosa si può fare perché i giovani sentano la Costituzione come una cosa loro, perché sentano che nel difendere, nello sviluppare la Costituzione, continua, sia pure in forme diverse, quella Resistenza per la quale i loro fratelli maggiori esposero, e molti persero, la vita. Continua a leggere

Vivalascuola. Come (non) parlare di politica a scuola

Tra i fannulloni c’era anche il comunista prof Dionisi, “inculcatore” di professione e noto provocatore. Aveva avuto l’ardire di affermare a lezione che “le Foibe sono niente di fronte all’Olocausto” per questo l’avevo denunciato al vicepreside… Il bastardo non teneva il capo chino e addirittura ha avuto la faccia tosta di mormorare qualcosa quando la telecamera lo ha inquadrato. I miei compagni giurano che le labbra abbiano inequivocabilmente pronunciato la parola “pezzi di merda (Alessandro Cartoni).

Taci tu, che taccio anch’io. E tu, Tacito, tacitati per sempre
di Lucia Tosi

Intorno al 60 d.C. Nerone prese saldamente in mano le redini del potere, avviando una serie di innovazioni e di riforme che dimostravano la volontà di andare incontro alle esigenze delle province e dei ceti meno abbienti, ma che presentavano tuttavia un carattere improvvisato e persino pericoloso per l’assetto dello stato Continua a leggere

Michel Houellebecq, La carta e il territorio

La carta e il territorio: un’autobiografia della stanchezza
di Alessandro Cartoni


Tenuto conto del sistema socio-economico in vigore, tenuto conto soprattutto dei nostri presupposti filosofici è evidente che l’essere umano si precipita verso una catastrofe a breve scadenza, e in condizioni atroci, ci siamo già. La conseguenza logica dell’individualismo è l’omicidio e l’infelicità

Così Houellebecq sintetizzava il suo punto di vista teorico in un’antica intervista ad Art Press nel 1995. Oggi, a quindici anni di distanza con la vittoria del Goncourt per il suo ultimo romanzo La carta e il territorio (2010, trad. it. Bompiani), l’autore de Le particelle elementari, è sicuramente il più importante scrittore francese contemporaneo. E si può anche aggiungere che la sua ricerca teorico-letteraria non ha mai smesso di incarnare quel lontano presupposto fino a trasformarsi in ossessione pura Continua a leggere

Vivalascuola. Cervelli in centrifuga

Cominciò con il preside-manager della scuola azienda, adesso c’è il preside-sceriffo della scuola-caserma. Così lo vuole il governo: non deve criticare la “riforma”, deve sanzionare chi la critica, deve fare il portaordini del ministro. Nel futuro potrebbe essere lui a nominare i docenti per chiamata diretta. Super poteri anche ai rettori. Addio collegialità nella scuola?

Il D.S. (Diretto Superiore, Divino Supervisore, Demiurgo Serenissimo)
di Lucia Tosi

“Ho capito perfettamente… Ho capito! Solo che può dirmi le stesse cose senza maltrattarmi!”
“Io… la maltratto?”
“Sì, proprio! Lei ha un tono, un atteggiamento… non sono rimbambita, almeno non di colpo, nelle due ultime ore, voglio dire”.
“Va bene. Allora provi a pensare lei a dei criteri per stabilire le precedenze per quella cosa”. Continua a leggere

Vivalascuola. Scuola bene comune

“La strategia dei responsabili dell’istruzione e della Gelmini sulla valutazione del merito somiglia a quella di Marchionne negli stabilimenti Fiat” (qui). A difesa di lavoro e scuola il 28 sciopero di Fiom, Cobas, Cub.

L’educazione è il valore meno materiale che esista, ma il più decisivo per l’avvenire di un popolo, in quanto è la sua forza spirituale, e per questo è soggiogata da coloro che pretendono di vendere il Paese… Sì, continuiamo a resistere, perché non possiamo permettere che l’educazione di trasformi in un privilegio” (Ernesto Sábato, Prima della fine)

«Con ogni mezzo necessario…» La scuola come bene comune. Riflessioni a margine del libro di Girolamo De Michele
di Alessandro Cartoni

Difficile trovare una definizione esaustiva ad un libro come quello di Girolamo De Michele, La scuola è di tutti, Minimum fax, 2010, ricco di informazioni e dati non addomesticati, ma anche capace di un’interpretazione globale del mondo e dei tempi che stiamo attraversando. Continua a leggere

Alessandro Cartoni, Io sono la nemesi

di Giorgio Morale

Siete in macchina a finestrini aperti, tu, tua moglie e tua figlia, davanti alla Riviera Adriatica”.

Padre, madre, figlia, auto, spiaggia: è il quadro della tipica famiglia italiana immortalata dalla commedia italiana nella serie di film dedicati alle vacanze al mare, dai recentissimi andando indietro fino a quelli degli anni Sessanta, quando col boom economico esplodeva la mania delle vacanze e lo sfoggio dei segni del benessere.

Così inizia il racconto Io sono la nemesi, che dà il nome alla raccolta di tre racconti di Alessandro Cartoni edita di recente dall’editore Perrone. Che poi continua:

“La distesa del mare è verdognola, con una striscia di colore beige che solca longitudinalmente le onde a dieci metri dalla riva…
– Cos’è quella cosa color cacarella? Chiede Sibilla, tua figlia…
Sibilla ti ha guardato contrariata e non parla, poi avanza di qualche passo sulla riva, azzarda un’entrata riluttante in acqua infine si ritrae inorridita.
– Io qui il bagno non lo faccio…” Continua a leggere

Vivalascuola. La modernizzazione cieca

Può la scuola essere ristrutturata solo secondo esigenze di cassa e in dispregio delle esigenze di istruzione e formazione? Può essere trattata come un’azienda che produce beni di consumo? Può esserne incentivata la privatizzazione per aumentarne il prodotto? Il sapere è una merce? Il preside è un manager? L’allievo è un cliente che obbedisce alla legge della domanda e dell’offerta?

Alcune buone ragioni per resistere al cambiamento
di Alessandro Cartoni

Come parlare di quello che sta accadendo? Non mi riferisco all’organizzazione scolastica, né alla professionalità dell’insegnante, né ai ritmi di lavoro, né alla riduzione delle risorse o alla riduzione della qualità del sapere, tutte cose importanti e sacrosante Continua a leggere

Vivalascuola. Il silenzio degli intellettuali

Anno scolastico 2010-2011. Ancora tagli al personale e ai saperi.

Mancano docenti nelle scuole e nelle università, mancano presidi, manca sicurezza, mancano fondi, mancano investimenti.

Cosa dicono gli intellettuali?

“Rispetto alla sciagurata smemoratezza dilagante nel paese, ai vuoti di memoria che contagiano pesantemente anche la sinistra, allo spirito del tempo celebrato da Berlusconi, la scuola è l’ultima frontiera: le sue strutture, i suoi docenti, i suoi libri di testo rimangono saldamente ancorati alla tradizione storica italiana” (Alberto Asor Rosa, Il grande silenzio. Intervista sugli intellettuali).

All’ordine del giorno c’è il silenzio (ascesa, declino e catastrofe dell’intellettuale)
di Alessandro Cartoni

Il sapere? Buono per la settimana enigmistica
Un collega mi racconta – oggi quasi ridendo – dello sconcerto, della cupa sorpresa che lo colse il giorno in cui un alunno, neanche tra i migliori ma per nulla timido, gli rivelò la sua (diremo la nostra…) completa superfluità. Il ragazzo dichiarò infatti senza giri di parole: “il suo sapere prof, mi scusi se mi permetto, serve solo a una cosa… Continua a leggere

Vivalascuola. Quella sporca ventina

L’abbiamo visto anche noi che con loro (i ragazzi che non volete) la scuola diventa più difficile. Qualche volta viene la tentazione di levarseli di torno. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati. Diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile. E voi ve la sentite d i fare questa parte nel mondo? Allora richiamateli, insistete, ricominciate tutto da capo all’infinito a costo di passar da pazzi. Meglio passar da pazzi che esser strumento di razzismo. (Scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa, Libreria editrice fiorentina 1967)

Bruciare la scuola?

I miei motivi per bruciare relativamente la scuola sono
vorrei che i nostri prof a noi adolescenti con problemi ci invogliassero a venire in un’istituzione dello stato

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Quando l’azienda è la vita (rileggendo “Stupore e tremori” di Amélie Nothomb)

di Alessandro Cartoni

Questo piccolo romanzo di Amélie Nothomb del 2000 oltre che essere un capolavoro di grazia crudele, utile quindi ad orientarsi in tempi terrificanti come i nostri, ha l’indubbio pregio di non essere rivolto a nessuno in particolare. Ed è appunto questa sua natura aperta e universale a renderlo un prezioso strumento di pedagogia negativa. Continua a leggere

Vivalascuola. Scuole serali addio?

Proteste delle scuole serali a Genova, a Bologna, a Milano, a Venezia, a Savona… Succede che il governo sta cancellando i corsi serali delle scuole pubbliche civiche e statali, che saranno trasformate in CPIA (Centri provinciali per l’istruzione degli adulti), i quali presentano un’offerta formativa molto ridotta.

Per farla finita coi rami secchi (fatiche e ardori di una grande giardiniera)
di Alessandro Cartoni

E’ ormai fuor di dubbio che il ministro Gelmini passerà alla storia per i suoi indiscussi meriti di “grande giardiniera”. Continua a leggere

L’ultimo inverno

di Alessandro Cartoni e Giuseppe D’Emilio

Il colpo di tosse arriva quando è ancora nel sonno. Parte dal petto ed esplode nella testa come una fucilata. Deve essere questo che lo sveglia. Apre gli occhi e li muove alla ricerca spasmodica di qualcosa di riconoscibile. Si tocca istintivamente la fronte e la sente umida di sudore. “Strano…” pensa, “con tutto il freddo che fa nella baracca”. Continua a leggere

Vivalascuola. Fannullone o parassita?

“L’insegnamento non può essere un lavoro a tempo, l’insegnamento non finisce mai. Nel senso che quando esci dalla classe ti senti chiamato ad accompagnare idealmente le cose che hai detto e a concretizzarle” (Eraldo Affinati, qui)

Fenomenologia del parassita
di Alessandro Cartoni

Giovedì 30 ottobre 2008 tornando da Roma dopo la manifestazione degli insegnanti, nei vapori della stanchezza, un po’ osservando i corpi dormienti sul pulman, un po’ ascoltando le chiacchiere politiche dei colleghi, per una sorta di strana identificazione col carnefice, mi scopro a domandarmi “chi sono i parassiti?” Continua a leggere

Vivalascuola. Vita da prof

“Non possiamo ignorare che lo stipendio medio di un professore di scuola secondaria superiore dopo 15 anni di insegnamento è pari a 27.500 euro lordi annui, tredicesima inclusa. Fosse in Germania ne guadagnerebbe 20 mila in più, in Finlandia 16 mila in più. La media Ocse è superiore ai 40 mila euro l’anno” (on. Maria Stella Gelmini, qui).

“Dall’1 settembre il mondo della paura si spalancherà per tutti quelli che come me hanno fatto della scuola la propria ragione di vita e di lavoro: 42.000 persone che da settembre non lavoreranno più, schiacciate dalla logica brutale e stracciona di chi svende il futuro del Paese, che è la scuola nel suo essere pubblica e di qualità” (Rossella Zelioli, insegnante precaria, qui).

(Il prossimo lunedì vivalascuola sarà in vacanza. Ritornerà lunedì 20 aprile. Buona Pasqua a tutti)

Storia minima
di Alessandro Cartoni

Venerdì sera. Sbarbato di fresco. Quasi calmo.
Passo davanti all’istituto in macchina, col ghigno di chi indossa i vestiti curiali del weekend. Lo guardo appena, l’istituto superiore “De Amicis”, il carcere bruto che mi affama e mi deprime per cinque giorni a settimana. Continua a leggere