“Stato di famiglia”, di Alessandro Zannoni

Recensione di Giovanni Agnoloni

Alessandro Zannoni, Stato di famiglia (Arkadia Editore, 2019, collana “SideKar”)

Un autoreverse ripetuto che è un intercity nello stomaco. Così ho percepito fin dall’inizio Stato di famiglia di Alessandro Zannoni (Arkadia Editore), una raccolta di racconti imperniati sul tema (ahinoi attualissimo) della violenza più estrema, bieca e strisciante: quella che si annida in seno alla famiglia. Attraverso questa struttura a ritroso, con capitoletti interni che partono dall’ultima, terribile scena e risalgono progressivamente agli atti preparatori, alle premesse mentali e fattuali di quell’esito conclusivo, Zannoni spiega magistralmente la genesi dell’orrore, che inizia da dettagli banali nella loro “normalità” e poi, in un attimo, spiraleggia selvaggiamente verso la tragedia. Continua a leggere

Le cose di cui sono capace, di Alessandro Zannoni

recensione di Franz Krauspenhaar

Un sacco di anni fa, quasi venti, la Einaudi faceva filotto pieno con un’antologia. Ora, sappiamo bene che le antologie lasciano il tempo che trovano, forse servono solo per fare catalogo, insomma spesso sono un’accozzaglia di racconti di un’accozzaglia di scrittori tenuti insieme dal momento, dalla contingenza. Allora invece “Gioventù cannibale” aveva rivelato alcuni giovani talenti – pensiamo ad Aldo Nove, fra i vari – e insomma quella era stata un’operazione sostanzialmente  di scouting di una generazione di “giovani maturi” che avrebbe fatto parlare di sé. Ma chi era là dentro il vero “cannibale”? Beh, forse Massimiliano Governi, ora editor di Bompiani, appena uscito con Chi scrive muore, forse proprio nessuno. Di certo lo sarebbe Alessandro Zannoni se si dovesse restaurare l’operazione editoriale. Continua a leggere

STORIA CONTEMPORANEA n.78: Morti senza motivo. Alessandro Zannoni, “Imperfetto”

Morti senza motivo. Alessandro Zannoni, Imperfetto, Bologna, PerdisaPop, 2009

______________________________

di Giuseppe Panella*

Un serial killer che si aggira tra Liguria (La Spezia, Portovenere, Lerici), Toscana (Viareggio) ed Emilia (Parma) alla ricerca di una vittima che abbia determinate caratteristiche fisiche (bianco, giovane, capelli e occhi scuri, giovane) uccide un giovane di buona famiglia (Amedeo Moretti) e lo abbandona nudo e morto da tempo in un bosco dove sarà facile ritrovarlo. Dopo un anno di indagini, i Carabinieri non hanno ottenuto ancora nessun risultato anche perché non hanno intuito affatto la natura seriale del crimine avvenuto. Lo farà Merisi (che sembra essere senza nome di battesimo!), un detective privato specializzato nel cogliere donne in flagrante infedeltà coniugale, cui il caso viene affidato perché prosegue delle indagini destinate a non avere conclusione (il suo scopo deve essere quello di macinare rapporti su rapporti, accumulare “carta” perché la ricca famiglia cui apparteneva il morto si renda conto che le indagini continuano senza tregua e che il colpevole dell’omicidio viene ancora perseguito dalla Legge con intensa e ininterrotta tenacia).

Continua a leggere