I diritti della Natura: intervista a Davide Sapienza

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

da mountainblog.it

Riporto qui il testo di presentazione di un convegno importantissimo per l’ambiente, in programma ad Alzano Lombardo (BG) il 30 marzo, su iniziava di InnTea (Innovazione Tecnologia Ambiente). Parteciperanno l’attivista internazionale Mari Margil, la procuratrice legale Francesca Mancini e lo scrittore, sensibilissimo al tema della tutela della Natura, Davide Sapienza. Segue una mia intervista all’autore.

«Ogni giorno, anche se non ce ne accorgiamo, dobbiamo fare i conti con l’emergenza: ambientale, economica, del pensiero e della governance. Questa è la vera agenda della crisi globale: come affrontare il cambiamento. Come rivoluzionare il nostro modo di amministrarci e regolamentarci. Come, quindi, dare spazio al pensiero e al sentire più avanzati, quelli che hanno riconosciuto la sorgente del male: la nostra separazione dalla fonte della vita la Terra. L’idea di una nuova forma di diritto, spiegato da Cormac Cullinan nel libro I Diritti della Terra.Wild Law(in uscita a maggio in Italia), ha portato a eventi impensabili solo dieci anni fa, come una costituzione (quella dell’Ecuador) di uno stato sovrano che prevede i diritti della Madre Terra e di un documento (la Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra), che superando il fallimento dei vertici internazionali ha unito milioni di persone che condividono una consapevolezza: “per garantire i diritti umani è necessario riconoscere e difendere i diritti della Madre Terra e di tutte le sue creature”».

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“La musica della neve”, di Davide Sapienza

Recensione di Giovanni Agnoloni

Davide Sapienza

La musica della neve – Piccole variazioni sulla materia bianca

Ediciclo, 2011

Una delle cose più difficili, anche per i saggi, è spiegare che cosa sia l’essenza delle cose. Anthony De Mello ha parlato di questo in un suo libro con riferimento al verde. Possiamo dire che cosa è verde (un prato, un indumento, per esempio), ma definire il verde in sé è impresa ben più ardua, che comporta l’addentrarsi in un territori fatti di puro intuito e pura percezione, non mediata dalla razionalità.
Sono questi gli spazi che Davide Sapienza ha esplorati in La musica della neve – Piccole variazioni sulla materia bianca, opera uscita per la collana di Ediciclo “Piccola filosofia di viaggio”, in cui lo scrittore, viaggiatore ed esperto di musica unisce le sue tre grandi vocazioni per calarsi nello spirito del bianco e di quella materia sempre mutevole e mai prevedibile che più di ogni altra cosa lo rappresenta e lo esprime. Continua a leggere

Come valorizzare un’area col turismo di qualità

DALLA MAREMMA UNA LEZIONE PER LE VALLI APPENNINICHE PIEMONTESI

Articolo di Marco Grassano

da Postpopuli

Daini sotto gli ulivi maremmani

Lo scorso giugno ho fatto, con la famiglia, un “tour” tra Assisi e la Maremma; in quest’ultima zona, in particolare, ho osservato un modello di “gestione” del turismo che potrebbe funzionare egregiamente anche da noi, se solo lo volessimo davvero adottare. Tutto ruota attorno al valore ambientale dell’area, in Toscana garantito da un parco regionale (come lo sono in provincia di Alessandria, tanto per intenderci, il Parco del Po e dell’Orba o quello delle Capanne di Marcarolo) – ma si potrebbe anche partire da una zona protetta della Rete Natura 2000, quale quella del Monte Antola, magari estendendola alle Terre del Giarolo, che dal punto di vista della biodiversità non hanno nulla da invidiare a molte altre realtà più rinomate (mi pare però che la Comunità Montana abbia deliberato, non molto tempo fa, l’espressione di parere negativo alla creazione di un’area di salvaguardia, voluta dalla Regione… forse per timore di avere le mani legate, o forse in obbedienza all’ormai abusato principio “padroni in casa nostra”, che in una società civile deve invece essere, necessariamente, limitato dal prevalere degli interessi collettivi, a partire dalla tutela del territorio).  Continua a leggere

“IL SAPERE INUIT E I CAMBIAMENTI CLIMATICI”, di Davide Sapienza

IL SAPERE INUIT E I CAMBIAMENTI CLIMATICI: IL PRIMO DOCUMENTARIO INDIGENO LIVE IN STREAMING DA TORONTO IL 23 OTTOBRE 2010. E’ LA “TV CHE PENSA”

di Davide Sapienza

Quando i registi Zacharias Kunuk, nato a Igloolik nello sterminato territorio Inuit del Nunavut in Canada, e Norman Cohn, newyorkese doc, diedero vita alla Isuma Productions (www.isuma.ca), era la metà degli anni ’80. Allora, nel cuore del mondo Inuit, chi avrebbe creduto che il primo film prodotto dopo tanti documentari – Atanarjuat/The Fast Runner – avrebbe spopolato a Cannes nel 2000, facendone la pellicola dai maggiori incassi della stagione cinemtografica canadese? Nessuno, ovviamente.
“Isuma”, nella lingua degli Inuit significa “Pensa”. Continua a leggere

La scoperta della Montagna

Articolo di Emerico Giachery

(autore di Voci del tempo ritrovato, che ha da poco ricevuto il Premio “Val di
Comino”
, 35a edizione)

Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza la montagna…
Immanuel Kant

L’autentica, la profonda scoperta della Montagna per me avvenne tardi. Per trascuratezza o pigrizia, o perché assorbito da altri impegni e interessi, non diedi ascolto alle reiterate esortazioni («Ma quando ti decidi a venire in montagna?») dell’amico Federico Tosti. Guida alpina e poeta romanesco della Montagna, da lui misticamente venerata e sempre scritta e pensata con l’iniziale maiuscola, Federico (da me rievocato nel recente volume Abitare poeticamente la Terra), ormai ultracentenario, e sempre riconoscente verso il dono della vita, alcuni anni or sono si avviò all’ultima ascesa verso sperabili altezze non terrestri. Continua a leggere

Nulla d’interessante fuori dall’assorbente

C’erano due uomini seduti su due sdraio di fronte al mare. Uno era mio padre.
Aveva i capelli bianchissimi – nella luce del sole parevano cristalli – e un paio di para-lenti scuri che teneva abbassati a quarantacinque gradi sugli occhiali da vista.
Indossava zoccoli alti e vecchi, gli stessi che fin da bambino gli avevo visto mettere ogni domenica per venire in spiaggia, e un paio di calzoncini azzurri. Con una mano, continuava ad accarezzarsi il naso scarnificato dalla malattia e dal caldo.
“Quest’anno è arrivata molto più tardi” gli sentivo dire.
“È per via dei cambiamenti climatici.”
L’uomo di fianco a mio padre era suo cugino. Avevano la medesima età, erano cresciuti a poche strade di distanza, ma i suoi capelli erano leggermente meno bianchi e la postura pareva più arcuata.
Se ne stavano seduti lì da quasi un’ora, a guardare le figure di passaggio e ad asciugarsi la fronte dal sudore. Sembravano due statue, da tanto poco si muovevano. Continua a leggere

Il fiume, il racconto della terra – Il Lambro ci parla

Di Davide Sapienza, in libreria con la sua nuova opera La strada era l’acqua, Galaad Edizioni

(da qui)

Forse non sanno, i criminali stupratori che hanno sversato petrolio nel fiume Lambro, che probabilmente hanno fatto un favore alla Terra. Il Lambro, per me che sono di Monza, é stato il mio primo fiume. C’era. Era inquinato. Ne stavo alla larga, anche camminandoci a fianco o pedalando lungo le vie di Monza. Lo guardavo con distacco, davo per scontato, da ragazzino, che era così e altro non poteva essere.
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Il paesaggio: emergenza nazionale

Testo di Gianluca Bonazzi

Relativo al Convegno “Città sostenibile: impresa comune” – Settimana UNESCO per l’educazione allo sviluppo sostenibile: 9-15 novembre 2009 – Museo Cervi – Gattatico (RE)

La generale crisi economica illumina una volta di più quello che io ritengo essere una vera emergenza, la più importante, ad essa collegata: il destino del paesaggio italiano.

L’ amore che io porto per la luce della Bellezza, che mi ha aiutato a crescere, ben rappresentata dall’ espressione che una volta si diceva, ITALIA: GIARDINO D’ EUROPA, insieme a tutto ciò che ruota attorno alla parola PAESAGGIO, che indago confrontandomi con luoghi, persone e arti, mi ha stimolato una riflessione accorata. Continua a leggere

“Un pomeriggio in Alta Val Curone”, di Marco Grassano

Il tempo incerto del dopopranzo invita a una gita in auto. Scendiamo al Museglia in secca e prendiamo per Montacuto, poi svoltiamo a valicare il panoramico passo sotto il Giarolo attraverso Magroforte, Costa dei Ferrai, Serra, fino a incrociare, a Morigliassi, la provinciale. Andiamo quindi a sud per Garadassi e, al bivio, a destra per Caldirola. La strada larga, costruita nella remota auge turistica, sale a tornanti duri, bruschi, ripidi, fra una vegetazione essenziale e stenta. Rade gocce di pioggia spruzzano il parabrezza, ma l’asfalto è bagnato dal temporale. Una recinzione di pali in legno e filo metallico appare lungo il declivio a sinistra. Qualche centinaio di metri più in alto, a una svolta cieca, l’ingresso della tenuta.

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Davide Sapienza – “Flathead Valley: il viaggio non ha mai fine”

Articolo di Davide Sapienza, pubblicato sul numero di settembre di GQ

(testo introduttivo di Giovanni Agnoloni)

Davide Sapienza, scrittore ed esploratore – oltre che grande esperto di musica , ci offre qui, in un articolo pubblicato su GQ, una descrizione carica di fascino su una zona pressoché inesplorata del Canada, la Flathead Valley. Non è solo un reportage di viaggio: è un interrogativo sul senso profondo del rapporto tra uomo e natura.

La bellezza di un viaggio può nascere in sogno. Perché costruire un viaggio è come partorire un desiderio. Un’elaborazione della vita mentre la vivi. Parafrasando John Lennon, “un viaggio è ciò che ti succede mentre fai i tuoi piani.” E ciò che ti succede, se hai sempre sete di visione, è che puoi facilmente smentire chi sentenzia che non esiste più niente da scoprire. Ogni uomo nasce libero – di scoprire e di farsi scoprire. Ogni uomo nasce e inizia un viaggio che decide di percorrere nella sua ideale geografia, un sogno spesso fatto da bambino. Le Terre Lontane esistono nella mente esattamente come nella morfologia del Pianeta. Continua a leggere

Bear watching

OrsoMarsicano

Non è propriamente un vis à vis con Yoghi – l’orso marsicano è più piccolo di quelli americani, il grizzly e l’orso bruno, e grazie a dio è di gran lunga meno pericoloso – ma insomma, vista la frequenza con cui avvengono gli avvistamenti e l’estasi stampata sul viso di chi scende dopo aver vissuto l’esperienza, si può ben parlare del Parco nazionale d’Abruzzo come della nuova Yellowstone italiana.
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Marco Grassano: “Per le pendici d’Appennino”

E’ in uscita la Guida all’Appennino piemontese di Rocco Morandi (ed. Franco Muzzio), che propone una serie di itinerari paesaggistici e naturalistici sul versante piemontese dell’Appennino ligure. Riporto qui l’introduzione di Marco Grassano, dal titolo Per le pendici d’Appennino. Continua a leggere

Milano Expo 2015: città sostenibile contro la crisi. Un appello

Milano Expo2015: città sostenibile contro la crisi

Milano non deve fare lo stesso errore di Siviglia, Lisbona, Hannover e di altre città realizzando l’assurdo luna park di padiglioni che a manifestazione ultimata dovranno essere demoliti o andranno inevitabilmente in rovina in una landa desolata e senza vita, facendo scempio di quasi due milioni di metri quadri di prezioso territorio agricolo. Continua a leggere

Massimo Maggiari: un nuovo articolo sul Grande Nord

DALLE TERRE DEL NORD. UN NUOVO INCONTRO.

Sono appena sceso dall’abitacolo bluastro del volo 1507 USAir e mi ritrovo a Ft. Myers. E’ immenso questo cielo del Sud-est americano. Di luce intensa e calda che pervade tutto il paesaggio a strali discendenti. Forte è l’energia di questo benigno lampeggiare, dona un senso diffuso di benessere fisico, che in inglese chiamiamo well-being. Sono qui per un’occasione particolare, e gradita. Un incontro con l’amico Nunatak che da quasi due anni non vedo. Grazie al cielo, l’inverno anche per un angakkoq (sciamano) groenlandese è una buona scusa per viaggiare a latitudini più miti. Continua a leggere

La Masuria d’inverno

Testo e filmato di Giovanni Agnoloni

(da Alibionline.it, dove, qui e qui, sono disponibili anche altri filmati, reperibili pure su Youtube)

Andare in Masuria d’inverno per molti può essere un controsenso. È la regione polacca dei laghi, del kayak, della vela. Un paradiso di boschi e specchi d’acqua, che chiama l’estate e i suoi colori.

Ma gli scenari che offre sotto Natale sono un’altra cosa.

Ruciane-Nida è un paese, anzi l’unione di due paesi, Ruciane e Nida, appunto. Divisi da un tratto di strada di due chilometri, collegano virtualmente due laghi, per cui si può dire che questa comunità sia sospesa tra cielo e acqua. Continua a leggere

AMBIENTE. L’assurda voglia di nucleare…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL GOVERNO HA DECISO: 

QUATTRO NUOVE CENTRALI NUCLEARI!

Una grossa centrale nucleare ha una potenza di 1600 MW. Funzionando 7000 ore all’anno produce 11,2 TWh/anno Le 4 centrali nucleari potranno produrre, quando saranno pronte fra una ventina d’anni,
45 TWh/anno.

Teniamo presente che: Continua a leggere

RASOTERRA (4). “I libri che vivono” di Davide SAPIENZA

C’è una cosa che succede a chi pubblica libri. È una cosa strisciante che ha drammaticamente cambiato l’editoria. Questa cosa si chiama mancanza di coraggio. Spesso capita che arrivi un autore debuttante o uno più navigato, e che si senta dire, “bello questo lavoro, però…” Non è una protesta contro gli editor, quella che state per leggere, ma solo un modo per riaffermare come un’opera, se a un editore piace, a volte può subire interventi strutturali minimi, per poter esprimere al meglio se stessa ma non può essere la regola “aggiustare” libri che così perdono la propria originalità. Continua a leggere

È possibile sradicare la povertà

di Giuliano Battiston

Incontro con l’economista Susan George, tra le maggiori esperte di fame nel mondo, un problema che oggi si potrebbe risolvere se ci fosse l’interesse a farlo. Mentre spiega la sua idea di « keynesismo verde» sostiene che «non si può uscire dalla crisi economica senza uscire da quella ambientale. Ma a questo si oppongono trent’anni di neoliberismo»
Da trent’anni a questa parte Susan George si dedica all’individuazione di percorsi praticabili per una vera giustizia globale, che possano «democratizzare lo spazio internazionale e assicurare una vita dignitosa a ogni abitante del pianeta». E da trent’anni a questa parte si trova ad assediare il «muro impenetrabile costruito intorno alla cittadella del sapere» neoliberista, quel muro che ostacola i tentativi di quanti vogliono espandere gli spazi di trasparenza, inclusione e democrazia. Già da tempo consapevole dei rischi che nascono quando, «come diceva Keynes, la schiuma della finanza diventa molto più importante del fiume dell’attività economica reale», e certa che «lo stimolo alla “crescita di coscienza” non può sostituire la costruzione di nuovi rapporti di forza, di nuovi equilibri di potere», prima che divenisse una formula largamente dibattuta Susan George ha proposto un nuovo «keynesianesimo verde» come via d’uscita dall’attuale crisi finanziaria. Di questo e altro abbiamo parlato con lei, a Roma, nei giorni scorsi, prima che Barak Obama definisse le prime linee della sua politica economica. Continua a leggere

AMBIENTE. L’urgenza dei temi ambientali.

DAVOS – Come era prevedibile, nelle conversazioni qui a Davos la crisi finanziaria e la crisi economica globale predominano su ogni altra cosa. Il cambiamento del clima merita un’attenzione quanto meno identica, non solo per l’enormità del problema, ma anche perché le soluzioni alla crisi economica devono in primis essere sostenibili da un punto di vista ambientale.
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AMBIENTE. Vicino alle nubi sulla montagna crollata.

Luca Ariano (inedito)

Un lungo viale di tigli accanto al Naviglio
-quando il Paesone non era un dormitorio-
profumava la primavera mentre passavi davanti la finestra
in attesa d’un cenno;
oggi solo una balaustra di metallo e odore di fogna,
d’hinterland e la Metropoli a due passi.
Sbocciano le torri dell’Innominato in quartieri
di plastica dove macchie verdi si seccano di calce:
si scavano resti di civiltà, una foto e poi ricoprire
di parcheggi e appartamenti vuoti.
Il professor Emilio prenderà una camera
in affitto “buongiorno
e buonasera” nel cigolio d’orgasmi a ore.
Se vai dall’architetto con le tre buste
e pesca quella giusta vinci il tuo appalto e lui ingrassa
sgasando il suo jeeppone e sbattendo sorrisi di vetro.
In quella piazza fanno il loro gioco:
abbassi gli occhi ma una stretta di mano non si nega
tu che cerchi un posto più forte del tuo verso.
I muratori pranzavano sulla rotonda all’ultimo sole
sognando una lampada
da tronista e ora il freddo un cicchino di Gazza.
-E’ arrivata la nebbia nei Borghi- dicevano
che non c’era più e non sai che regali fare per Natale,
come al povero Andrea che suo padre ogni anno
regala un cofanetto nuovo di Rino Gaetano.

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