Amici come prima


Con Dio abbiamo un rapporto problematico: chiediamo e ce ne andiamo, invochiamo la sua presenza e svicoliamo altrove. Mi chiedo se a volte non s’innervosisca. Poi mi rispondo “no, Lui ci ama davvero, al massimo sorride della nostra allergia congenita alla concentrazione”.
Però questa non dev’essere una scusa. Bisognerà imparare a esserci, anche noi. Mi viene in mente il nome impronunciabile di Dio: Io sono Colui che c’è. Già, Lui c’è, ha il carisma dell’attesa. A volte aspetta secoli, millenni. Poi fa uno sbuffo, e rivolta la terra come un pedalino. Ma ecco, basta poco, e amici come prima.

Amici per sempre

Segnalo la presentazione del nuovo libro di

Guglielmo Spirito ed Emanuele Rimoli

AMICI PER SEMPRE. CAPIRE E VIVERE IL DONO DELL’AMICIZIA (Porziuncola 2010)

Che si terrà ad

1- ASSISI,
SABATO 06 NOVEMBRE, alle ore 16.00
alla DOMUS PACIS, di Santa Maria degli Angeli.
Parlerà, assieme agli Autori, Roberta Vinerba.

2-ROMA
VENERDI’ 26 NOVEMBRE, alle ore 18.00
alla biblioteca del SERAPHICUM (via del Serafico 1, Roma EUR).
Parlerà, assieme agli Autori, Michelina Tenace

Le chiavi del regno

Potrei parlare di te all’infinito. Mi obietterebbero: esiste l’infinito? Potrei parlare a lungo di te, che m’hai cambiato la vita. Mi obietterebbero: esiste il cambiamento? Di fronte al letto della mia angoscia giovanile c’era un’immagine, un disegno africano stilizzato, come i graffiti di Altamira. Chissà se certe idee dipendono da coincidenze come queste: l’Africa mi strazia, forse, perché richiama quell’immagine, pendente sul letto della disperazione? Sei apparso all’improvviso, con un’aria sornionamente allegra, la faccia scura da siculo, con l’Etna nel cuore e una dolcezza sconosciuta nello sguardo. Quando, più tardi, ti cadde la sigaretta dalle dita e sudasti freddo per l’ictus incalzante, mi resi conto di che stavo perdendo. E quando, sette anni dopo, suonasti il campanello per informarmi dell’attentato subìto, pensai: è l’ultima volta che godo della sua presenza, e riapparve il graffito africano da un passato che credevo sepolto, pendente sul letto che ritenevo ormai dimenticato. La vita, per me, è un precipitare all’improvviso, seguito da un rialzarsi lento, un apprendere aspramente il distacco dalle cose amate. Conservai a lungo il mazzo di chiavi che diffondeva l’odore di bruciato. Da allora, in qualche angolo del cuore, per una di quelle strane coincidenze da cui forse scaturiscono le idee, sospetto che l’ingresso in Paradiso sia il passaggio in un cerchio di fuoco, come per le tigri e i leoni dei circhi di paese. Solo oltre il disco rovente si comprende se quello che hai dato può bastare, se hai il mazzo giusto di chiavi, che odora di bruciato, se almeno di un altro, in questo mondo di coincidenze perdute e di immagini rimosse, sei stato veramente amico. L’infinito è tutto qui. Questo è il cambiamento.

Ubi caritas et amor, Deus ibi est.

(versione audio)