Al nuovo giorno

La fede è desiderio, come dice Agostino, e se desideri amare, stai già amando. Possiamo liberarci dai sensi di inadeguatezza, dallo scoraggiamento che ci prende pensando di esserne incapaci. Desideriamo? Stiamo amando. Il cuore esce dal gelo, si riscalda, rivive, al nuovo giorno.

Più di tutto

0gni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Gesù dice sul serio. Se vogliamo compiacerlo, possiamo fare qualcosa di bello e di buono al nostro prossimo. È una delle verità più difficili da capire e realizzare. Ma una volta compresa, ti cambia la vita più di tutto.

Cosa manca

Gesù ci conosce. È la certezza primordiale, contemporanea all’altra: che ci ama. Due dati di fatto che dovrebbero bastare per cambiare una vita. Tutto ciò che accade è propedeutico a questa presa di coscienza: mi conosce, mi ama. Cosa manca per essere felici?

Il test

Due che si amano si guardano negli occhi, si cercano. Il pensiero cade lì, si ferma, si riposa. Fai tante cose, ma pensi al momento dell’incontro, alla porta che si apre, alle parole che si abbracciano. Succede con Gesù? È questo il test a cui il credente dovrebbe sottoporsi.

Passepartout

Il Cielo comincia qui: lasciandosi amare da Gesù, e riamandolo. Le cose importanti sono semplici, nonostante lo spessore e la complessità. Amore è la parola chiave, come se Dio avesse voluto consegnarci un passepartout, che desse accesso a Lui in qualunque istante della nostra vita.

Veramente

Gesù vuole che lo amiamo. La sua richiesta non è come le nostre, mosse da un egoismo che pretende, che impone se stesso. Gesù chiede di amarlo perché fa bene a noi. Perché senza questo amore scivoliamo lentamente nella morte. Amiamolo, e troveremo quello che cerchiamo. Veramente.

Andare

Perché è così importante la preghiera? Perché è relazione, è credere nell’altro, riconoscere l’importanza della sua presenza. L’eterno bivio della vita è fra l’amore e l’egoismo: cosa vogliamo, l’uno o l’altro? Il primo porta con sé felicità, il secondo tristezza; il primo unità e pace, il secondo divisione. Dove vogliamo andare?

Niente

Dobbiamo vedere che siamo niente: è la scoperta più importante della vita. In genere facciamo il contrario: vogliamo essere qualcuno, avere un potere, essere ammirati. Ma solo con la luce che viene dall’alto possiamo conoscerci davvero: siamo niente. Un niente amato alla follia, dal nostro Dio.

Prospettive

Il Padre ci ama al punto da vedere in noi suo Figlio. Ci esaudisce come se esaudisse Lui. Ci dona ciò che ci serve per salvare anime, che ci accoglieranno con gioia indescrivibile nel paradiso. Vedere le cose da questa prospettiva cambia tutto: rispetto a una tale verità, ogni altra interpretazione del mondo è menzognera.

Nella strada

La folla sembra fatta apposta per dimenticare Dio. L’anonimato è il contrario dell’amore, è la perdita dell’identità. Cercare Gesù nella folla è come riscattarlo da un oblio che lo fa soffrire. Basta il pensiero, si dice: rivolgersi a Lui significa santificare la strada, consacrare la metropolitana.

Eterno è il suo amore

È bene ripeterlo: solo noi possiamo dare a Gesù quel colore, quella tonalità, quella sfumatura irripetibile di amore. Ce la sentiamo di negarglieli? E che ci guadagniamo? Tutto ciò che gli si dà, rimane per sempre, perché eterno è il suo amore, il resto va perduto.

Il potere

Amare gli altri come il nostro corpo, il nostro spirito: questo è il fattore autentico del cambiamento. L’amore fa miracoli. Sorprende. E il potere dei figli di Dio ci viene grazie al mediatore, Gesù Cristo. Chiedendo nel suo nome, siamo sicuri che il Padre ascolterà. Abbiamo in mano armi potenti: le vogliamo usare?

Due campi

L’amore non è mai poca cosa, dice il Cristo alla Bossis: trasfigura tutto, porta la sua luce nell’intera giornata, in ogni incontro. Siamo uniti nell’amore a coloro che già sono in cielo: occorre imparare a fondarsi sui meriti comuni, sentirsi forti di questa energia soccorritrice, creatrice. Gesù semina amore, il diavolo odio: dobbiamo scegliere il campo, come sempre.