Amore e tenebra. Il passaggio in terra di Amos Oz

di Giuseppe Panella

«”Tel Aviv non era abbastanza radicale”,  “solo il kibbutz era abbastanza radicale“»

(Amos Oz)

E’ quasi inevitabile collegare Oz alle vicende politiche dell’intellettualità politica di Israele, in particolare al loro giudizio sull’eterna vicenda del conflitto con i palestinesi. Se già nel 1967, Oz si schiera a favore della teoria dei due popoli, due stati, frutto dell’evoluzione politica conseguente alla guerra detta dei Sei Giorni, prende posizione a favore del Partito Laburista Israeliano di Shimon Peres in cui assume cariche dirigenziale di un certo peso tanto che il suo leader, prima di abbandonare la politica, lo prende in considerazione come suo possibile successore. Deluso dall’evoluzione del Partito Laburista, successivamente Oz prende posizione a favore del nuovo partito Meretz (energia!) che si collocava più a sinistra di quello Laburista anche in virtù della sua stima per Shulamit Aloni, leader e fondatrice del partito. Le posizioni di Oz erano laburiste di stampo classico (sioniste ma fortemente progressiste) anche se non pacifiste o fusioniste. Lontano dall’aggressività della destra di Netanyahu, Oz aveva difeso l’esercito israeliano durante la battaglia per il Libano sostenendo che non si trattava di una guerra d’occupazione di territori esterni a Israele ma di una forma necessaria di autodifesa contro gli hezbollah. Tale posizione sarà abbandonata quando l’esercito israeliano deciderà di continuare nell’occupazione del territorio libanese. Insieme a David Grossman e Abraham Yehoshua, Oz firmerà una dichiarazione a tale proposito ribandendo che non si trattava più di auto-difesa.

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GIUDA, di Amos Oz

di Massimo Maugeri

«Questo romanzo in fondo parla delle grandi e semplici cose della vita», mi spiega l’autore. «Parla dell’amore, della perdita, della solitudine, della morte, del desiderio e della desolazione». L’autore in questione si chiama Amos Oz ed è uno dei massimi scrittori viventi. Uno di quelli, per dirla tutta, che ben figurerebbero tra i vincitori del Premio Nobel per la Letteratura. Il romanzo si intitola “Giuda” ed è appena stato pubblicato in Italia da Feltrinelli (traduzione di Elena Loewenthal, pagg. 336, € 18). Una storia forte, una scrittura sapiente, temi scottanti: questi, alcuni degli ingredienti che compongono il libro che, probabilmente, a dodici anni dalla pubblicazione di “Una storia di amore e di tenebra” (un milione di copie vendute), sarà considerato come il capolavoro del grande scrittore israeliano.
Siamo in inverno, a Gerusalemme, nel periodo a cavallo tra il 1959 e il 1960. «Ho scelto di ambientare il romanzo in questo arco temporale», mi spiega Oz, «perché lo Stato d’Israele è ancora giovane e non ancora corrotto dalla Storia e dalla violenza. E anche perché Gerusalemme, in quel momento, è una città sotto assedio: claustrofobica, aggredita su tre fronti». Continua a leggere