Samuele Liscio, “La pioggia rara”

Samuele Liscio, La pioggia rara, prefazione di Giuseppe Panella, Robin, Torino 2017, pp. 112, Euro 12.

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di Andrea Galgano

La pioggia rara1, edito da Robin, di Samuele Liscio (1980), poeta pratese, alla seconda raccolta dopo Convalescenza (Europa edizioni), vincitrice del Premio Nazionale Giovane Holden, è un libro prezioso. Non solo per la florida rappresentazione della scena del mondo e del suo segreto inviolato, ma anche per la cura delle cesure, dei tagli e delle rincorse che la realtà dispone.

È un allarme incendiato che sprigiona dalla terra e insegue la vertigine rara, appunto, di ciò che compone l’essere, il fiato sperduto delle mimose e l’odore-vagito della primavera.

Questa rincorsa convalescente non percepisce vuoti ma intuisce il cardine nevralgico delle cose partendo da un desiderio, da un apice di senso e significato e, infine, da un dialogo inesausto con ciò che si ordina, si rappresenta, si vive.

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Andrea Galgano, “Downtown”

Andrea Galgano, "Downtown"Andrea Galgano, Downtown, pref. Giuseppe Panella, Aracne, 2015, 296 pp., €18

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di Samuele Liscio

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Ci sono luoghi lontani e magici, di una magia insopprimibile, che affascinano perché capaci di rivelarsi familiari fin dal primo incontro. Ed è in questi luoghi che spesso gli uomini tornano a specchiarsi per ritrovarsi, o più semplicemente per provare a rinascere; luoghi straordinari che hanno segnato intere generazioni di sognatori. Uno su tutti: l’America.

Andrea Galgano, scrittore viaggiatore, in questa sua seconda silloge poetica, Downtown (Aracne Editore), avanza nel suo itinerario lirico con grande lucidità misurando il mondo americano da differenti angolazioni, animato da un’ansia di rigenerazione che si configura come uno stimolo irresistibile. Il segno poetico dell’autore potentino diventa uno strumento di continua ricerca interiore nel proposito di tendere all’estremo l’arco conoscitivo della propria ritrovata coscienza, e ogni singola parola attinta da una enciclopedia lessicale davvero ampia e preziosa sembra scelta perché lasci una testimonianza indelebile di questo doloroso trapasso. L’America che bussa al cuore del nostro poeta ritorna nei suoi versi sotto forma di suoni, lunghi silenzi, colori spesso violenti e immagini luminose in un groviglio di sinestesie che sembra riemergere dalla viscere di un mondo remoto, ebbro di vitalità. Ed è in questa altalena di evocazioni trasfigurate che si generano l’inquietudine del “senso” stesso del viaggio e i fugaci equilibri di una sensibilità sempre tesa ad un ascolto onniabbracciante.

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I LIBRI DEGLI ALTRI 114

Andrea Galgano, Di là delle siepiIl sapore della realtà, il colore del giorno che passa, la memoria del presente. Andrea Galgano, Di là delle siepi. Leopardi e Pascoli tra memoria e nido, prefazione di Davide Rondoni, preludio di Irene Battaglini, Roma, Aracne, 2014

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di Giuseppe Panella

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Lodando l’impianto non esclusivamente accademico e di pura ricerca e curiosità bibliografica che presenzia alla ricerca di Andrea Galgano (doti quest’ultime presenti nel libro ma che non lo soffocano né gli impediscono di comunicare le proprie novità ermeneutiche), Davide Rondoni scrive con efficacia nella sua prefazione al libro:

«Qui no, spira invece un’aria di partecipazione e di fame, non ho altra parola, che somiglia a quella con cui bevendo qualcosa si ascolta con attenzione e ci si interessa alla vita di un amico, ai suoi casi e alle sue testimonianze. Continua a leggere

IL TERZO SGUARDO n.47: L’inconscio della scrittura. Andrea Galgano – Irene Battaglini, “Frontiera di pagine”

Andrea Galgano – Irene Battaglini, Frontiera di pagine,L’inconscio della scrittura. Andrea Galgano – Irene Battaglini, Frontiera di pagine, Roma, Aracne, 2013

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di Giuseppe Panella*

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Fin dalle sue origini, la psicoanalisi si è cimentata con la letteratura e con l’arte, provandosi a dare una serie di risposte agli stessi interrogativi che la critica letteraria si pone da sempre.

Una lunga serie di analisi freudiane al riguardo costituiscono un corpus impressionante di tentativi di spiegare, attraverso l’interrogazione dell’inconscio, del perché un’opera d’arte sia nata così e abbia assunto proprio l’assetto formale che ad essa risulta necessario e consapevolmente più adeguato ad esprimere le esigenze dell’artista che l’ha realizzata.

Il caso rappresentato dal saggio di Freud sul Mosè di Michelangelo del 1914 (ma anonimo e poi riconosciuto solo nel 1924) è al riguardo esemplare: l’atteggiamento e la postura del profeta biblico sono la spia, la traccia manifesta della volontà di Michelangelo di spiegarne il comportamento successivo e l’atteggiamento umano di collera che lo contraddistinguono.

La raccolta degli scritti di Irene Battaglini e di Andrea Galgano, simbolicamente intitolata Frontiera di pagine, vuole disporsi teoricamente sul discrimine esistente tra critica d’arte ed esercizio psicoanalitico e cercare di utilizzare entrambe per raggiungere il risultato voluto: la ricostruzione del percorso di un’artista importante e significativo e lo svelamento del segreto contenuto nelle sue opere in modo tale da far esplodere tutta la potenza dell’inconscio che in esse si dispiega.

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