Centro

Carl Gustav Jung diceva che tutto converge verso il centro del non-io. È qualcosa che ci supera e dà senso, la forza centripeta che attira, che trascina, il nucleo incandescente cui bisogna volgere lo sguardo. Noi sappiamo che il Centro è Gesù. Dobbiamo considerarci inesistenti, senza Lui. È Maria che ci guida verso il Centro, che ci invita a sentire che la compagnia del Figlio e sua è molto più reale del mondo.

L’anima di Dio


Gesù è diviso. Diviso fra il desiderio di risparmiarci la prova – perché ci ama e sa quanto costi, essendo passato Lui stesso per ogni genere di lotte – e quello di lasciarci misurare nello scontro per meritare la bella ricompensa, l’appagamento profondo delle nostre migliori aspirazioni. Se imparassimo a conoscere il suo cuore, apprezzeremmo più adeguatamente le gioie e i dolori della vita, dando a ogni esperienza il giusto peso e la giusta prospettiva, entrando un po’ di più nell’anima di Dio.

L’anima


Esiste l’anima? Lo scientismo, la tecnologia, insinuano che l’uomo sia una macchina: funziona, si logora, finché si butta via. In molti vivono così, perfino fra i credenti: ci si imbeve a tal punto della mentalità corrente che si dice di credere alla vita eterna e non si crede neanche a questa.
Cristo ci ha dato l’anima. Letteralmente: consegnò lo spirito. È l’ultimo atto di un’esistenza spesa nell’amore. Ci è chiesto di fare altrettanto: rendergli l’anima, donarla con amore, come gesto estremo di una vita che non è una macchina-rifiuto da smaltire, ma un sogno destinato a realizzarsi.

Il piacere e l’anima


C’è una differenza tra il mondo e Dio. Tutto sta a capire dove sta lo scarto, l’anello che non tiene. Trovato quello, comincia il cammino. Il punto è che il mondo cerca il piacere, Dio, invece, la gioia. Come passare dall’uno all’altra? Non è facile, perché il piacere crea dipendenza: pensiamo ai vizi della lussuria e della gola. La chiave è sentirsi raggiunti dall’amore della croce, di Uno che, per te, è morto in croce. Basta anche un istante per cambiare direzione: è il santo viaggio dalla terra al cielo, dal materialismo alla scoperta che l’anima esiste veramente.

Cantine


Mettere in ordine non è il mio forte. La stanza è piena di libri e oggetti che andrebbero selezionati a intervalli regolari, spolverati, possibilmente non al ritmo di ere geologiche. La signora che una volta a settimana tenta di far fronte alla battaglia, ne esce quasi sempre sconfitta. Un lavoro analogo va fatto per l’anima: togliere le incrostazioni che si accumulano giorno dopo giorno, sciogliere il grasso, grattare via la ruggine. Per questo sono così importanti le indulgenze, che la sapienza della Chiesa Cattolica ha sempre favorito. Oggi, la confusione generale ha travolto pure loro: le anime sono simili a stanze polverose, a cantine in cui non si ha più neanche il coraggio di affacciarsi.

Salva l’anima


Anni fa scrissi un libro intitolato “Salva l’anima”. Fu il punto di svolta: nel bel mezzo dell’opera, accadde qualcosa che cominciò a cambiarmi, a dirigermi verso la profondità della mia storia. La mia anima intravide la salvezza.
Solo quando si tocca l’altra riva, o almeno la si vede da lontano, si può pensare all’anima degli altri. Quante ne potremmo salvare! La nostra preghiera è un contributo decisivo, se la eleviamo dal centro di noi stessi. Tutto è unito, nell’ottica di Dio: pensare all’altro, pregare per lui, lasciarlo sbocciare al mondo nuovo.
Da quando ho avuto la certezza che l’anima emerge dal colloquio con Gesù, presento a Lui le persone che vedo nel bisogno: parlandoci, si scopre che Dio non è mai sazio di salvare, e bisogna approfittarne.

Trovo estasi nell’atto di vivere.

“L’anima è un luogo così nuovo che la notte di ieri sembra già antiquata.”

Così scriveva Emily Dickinson.  Il passare del tempo è qualcosa di incomprensibile per noi umani, nonostante Κρόνος scandisca e sia teatro di tutta la nostra esistenza su questa terra al punto tale che la nostra apprensione di misurare il tempo è divenuta panacea o illusione di poterne controllare il decorso.

Ma se il passare del tempo è inestricabilmente legato alla nostra carne, il tempo dell’anima, quello che percepiamo come tempo dell’anima, segue coordinate del tutto diverse.

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Emerico Giachery: i luoghi, la poesia, l’anima

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Emerico Giachery, scrittore e professore universitario, è autore di numerosi saggi critici che si caratterizzano per un approccio ai testi letterari non strettamente ‘accademico’. Gli anni trascorsi insegnando Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università di Roma-Tor Vergata e in varie città europee, tra le quali Ginevra, lo hanno visto approfondire un rapporto vivo con le opere, incentrato su valori strettamente poetici e attinenti all’anima dell’uomo.

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Il paesaggio: emergenza nazionale

Testo di Gianluca Bonazzi

Relativo al Convegno “Città sostenibile: impresa comune” – Settimana UNESCO per l’educazione allo sviluppo sostenibile: 9-15 novembre 2009 – Museo Cervi – Gattatico (RE)

La generale crisi economica illumina una volta di più quello che io ritengo essere una vera emergenza, la più importante, ad essa collegata: il destino del paesaggio italiano.

L’ amore che io porto per la luce della Bellezza, che mi ha aiutato a crescere, ben rappresentata dall’ espressione che una volta si diceva, ITALIA: GIARDINO D’ EUROPA, insieme a tutto ciò che ruota attorno alla parola PAESAGGIO, che indago confrontandomi con luoghi, persone e arti, mi ha stimolato una riflessione accorata. Continua a leggere

AFO – Avanguardie Futuro Oscuro

Articolo di Giovanni Agnoloni

Un’antologia è un po’ come un CD. Spesso ci trovi un paio di pezzi buoni, e il resto ‘fa volume’. Poi ci sono quei casi fortunati in cui praticamente ogni canzone riesce a trasmetterti delle emozioni, a ‘connetterti’ con qualcosa di più ampio. E magari ce ne sono tre o quattro decisamente speciali.

È il caso di AFO – Avanguardie Futuro Oscuro, raccolta di racconti curata da Sandro Battisti ed edita da EDS (Edizioni Diversa Sintonia) (€ 13,00). Continua a leggere

Massimo Maggiari canta Roald Amundsen

Testo introduttivo e filmato di Giovanni Agnoloni

Riflessione e versi di Massimo Maggiari

In questo filmato, che ho girato alla Fiera del Libro di Torino, lo scrittore e poeta Massimo Maggiari (autore di “Dalle terre del Nord. Alla ricerca dell’anima artica”, Cda & Vivalda Editori, v. qui e qui) recita dei suoi versi con cui canta la figura del grande esploratore norvegese Roald Amundsen. Accanto a lui, potete vedere Mirella Tenderini, scrittrice e curatrice della collana “Le tracce” della casa editrice Vivalda, presso il cui stand si è tenuta questa lettura poetica.
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Intervista a Massimo Maggiari: itinerari del mondo e dell’anima

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Massimo Maggiari, ovvero un altro modo di rapportarsi al cosmo, all’anima delle cose e all’energia dei luoghi. Il suo percorso di poeta e studioso passa attraverso i sentieri del mondo, e costeggia e si immerge ancora una volta – come la settimana scorsa abbiamo visto con Davide Sapienza – nell’immenso seno del Nord. Continua a leggere

Chi ha fatto fuori l’anima? Una storia in breve e qualche consiglio di lettura

di Maria Turchetto

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(pubblico, sul controverso ma fondamentale tema del riduzionismo, questo primo contributo, che, col cortese consenso dell’autrice, ho preso dalle sue pubblicazioni in rete. a.s.)

Credo che Alberto Savinio abbia ragione: anima è ormai per noi la parola di un lessico familiare infantile, una di quelle parole che «rimangono come suono anche dopo che sono morte come significato». Una parola che ha rivestito tanti significati, ha avuto tante valenze, ha attraversato una storia millenaria, è stata al centro di dispute religiose, stiracchiata da tutte le parti, girata, rigirata, stressata all’inverosimile. Non poteva che finire così, povera anima: un logoro straccetto linguistico, un suono dal significato vago. Scienziati, filosofi, psicologi non l’usano più. Forse nemmeno i poeti. Sta nel vecchio baule dei termini desueti e delle espressioni abusate, ad aspettare che qualcuno la ritiri fuori e scuota via un po’ di polvere: che un paroliere la infili in una canzone d’amore, un prete in una predica, o magari un giornalista sportivo si ricordi quel modo di dire: «il tal giocatore è l’anima della squadra». Continua a leggere