La poesia della settimana. Anna Achmatova

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Il sempreverde è scarno e rosato.
Rudemente le nubi sono state incollate
al fresco orizzonte.
La solitaria quercia del parco
ha foglie esili, sottili lame.
Il crepuscolo arde fino a mezza notte.
Come si sta bene nella mia stretta icona!
Oggi gli uccelli mi parlano di tenere cose,
di meraviglie inusitate, future attese.
Sono felice. Ma più di tutto mi è cara
la strada declive del bosco,
il ponte malfermo e un poco incurvato;
più di tutto mi è cara l’attesa
di questi frettolosi giorni contati.

(Slepnevo, estate 1916)

[Anna Achmatova, Lo stormo bianco, Fabbri Editori, 1995, p. 105].