Il giorno della memoria

Ma nelle scuole si legge ancora il diario di Anna Frank?

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Anna è la ragazzina a sinistra

di Salvatore Mannuzzu

Sono quasi coetaneo di Anna Frank; e ne ho letto il diario appena è stato tradotto in Italia. «Dieci anni dopo la guerra farebbe un curioso effetto se noi raccontassimo come hanno vissuto qui otto ebrei», Anna scrive. E pone una domanda che dura: quale ‘curioso effetto’ fa rileggere le sue pagine?
Ora che sono passati non dieci ma più di sessant’anni. E nel frattempo Anna Frank, colei che io avrei potuto avere compagna di scuola, è cresciuta: senza invecchiare. È cresciuta restando «la ragazzina» (lei diceva) di sempre, «che ha tanto bisogno di divertirsi». La sua età è diventata a poco a poco quella d’una mia figlia; poi d’una mia nipote. Però non la sento figlia o nipote. Mi rimane inesplicabilmente coetanea – col triste senno del dopo. «Coraggio e gioia», continua a dire di sé, assistita da una straordinaria grazia; più che un’esortazione è una constatazione. Continua a leggere