Anna Rosa Balducci, La casa color grigioperla – Recensione di Narda Fattori

 

“C’era una volta…”: no, non inizia così il bel romanzo di Anna Rosa Balducci; c’è stato, c’è ancora, un barcone di naufraghi in fuga da fame e guerra che ha affrontato il mare inconosciuto e periglioso per sfuggire ad un destino che non ha storie, ma finali.

Dal barcone  quattordici personaggi sbarcano su un lido ignoto ma inconsueto: non siamo a Lampedusa, a Mazara del Vallo, a Otranto; qui c’è un Adriatico quasi lagunare, qui c’è un Adriatico che non reagisce alla loro intrusione, un po’ perché da sempre accogliente, un po’ perché distratto e poco interessato a chi non ha denari da versare. Si capisce abbastanza presto , specie per chi abita questi territori, che siamo a Rimini, in autunno. Dopo un giorno smarrito sugli scogli, appare un rifugio: una casa lì a due passi, abbandonata e vuota, quasi in attesa della piccola comunità di rifugiati di colore: due vecchie, due vecchi, due giovani donne, due giovani maschi e cinque bambini, tre orfani e due figli “regolari”; anche i bambini sono differenziati per carattere e sesso, due femmine e tre maschi , un microcosmo che riflette il macrocosmo. Continua a leggere