Trittici, di Annamaria Ferramosca


Annamaria Ferramosca, Trittici – il segno e la parola, Dot.Com.Press , Milano 2016

Nota di lettura di Marco Ercolani

«La parola poetica viene così a rendere visibili con gli strumenti del suono e delle pause le medesime relazioni che un dipinto porta alla luce tramite le forme, i colori e la spazialità; grazie a quello che ho chiamato “dialogo tra le arti” la scrittura costruisce un ponte verso la pittura, non tenta di sostituirla, ma di renderle onore e di ampliare, per sua virtù immaginifica, quanto (ed è già di per sé immenso) la pittura stessa ci dona o suggerisce o trasmette per propria forza di suggestione». Continua a leggere

Trittici, di Annamaria Ferramosca


Un ​dialogo poetico con quattro artisti attraverso le loro opere d’arte visiva. Un’occasione di ascolto e scambio sulla capacità dei segni d’arte di attraversare il nostro pensiero e il nostro tempo.
Questo è Trittici-Il Segno e la Parola, plaquette d’arte edita da DotcomPress, Milano, che verrà presentata il prossimo 30 marzo, alle ore 17, nel Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana, Piazza della Chiesa Nuova 18, 2°piano​.

Due critici parleranno del libro, seguiranno letture dei testi con proiezione video delle opere d’arte, intervallate dall’esecuzione di brani lirici.

Annamaria Ferramosca. Trittici. Il Segno e la Parola

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di Rosa Salvia

Annamaria Ferramosca, Trittici. Il Segno e la Parola, Edizioni Dot.com Press, Milano 2016

Scorrendo le pagine di questa originale poliedrica plaquette di Annamaria Ferramosca, la prima riflessione che mi viene da fare è che la propensione ad associare la poesia all’esperienza visiva, quella pittorica di grandi artisti meno recenti come Amedeo Modigliani e Frida Kahlo e contemporanei come Cristina Bove e Antonio Laglia, induce la poetessa a trasmettere al lettore la consapevolezza che conoscere e poetare sono un unico movimento, Continua a leggere

Annamaria Ferramosca per Assunta Finiguerra

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PREMIO ISABELLA MORRA 2016–VI edizione dedicata ad Assunta Finiguerra

Giuria:Presidente onorario Guido Oldani – poeta, Presidente di Giuria e fondatrice del Premio 
Antonetta Carrabs – poeta e scrittrice, Giuseppe Langella – docente Università Cattolica di Milano e critico, Amedeo Anelli – poeta- critico letterario, Corrado Bagnoli- poeta, Elisabetta Motta – critico letterario,Salvatore Contessini -poeta ,Iride Enza Funari – poeta,Giulia Occorsio – poeta – pittrice
Paolo Pezzaglia – poeta – scrittore,Maria A. Cera Santoro – Presidente Associazione Lucana Magna Grecia,Ettore Radice – Presidente Associazione Mnemosyne – storico, Simona De Simone – docente. Continua a leggere

Saranno dunque i miti a possedere la terra

Lucini I miti
di Gianmario Lucini

Saranno dunque i miti a possedere la terra
coloro che diranno: ” non facciamo più armi
non lavoreremo oltre il necessario,
vogliamo il nostro tempo per capire il donde e il dove
vogliamo la dignità, non la ricchezza
non vogliamo sciupare nulla ma prendere in prestito soltanto
chiedendo il permesso alla natura
per l’attimo che dura la nostra scintilla
nella magnifica notte dell’immensità
senza sogni da vendere o sogni da comprare
vivi fino all’ultimo, eretti
con dignità davanti alla morte
salutando gli amici ”
Così canteranno i miti
portando covoni di grano.
Canteranno i loro poemi
quando tornerà la bellezza dagli occhi ridenti
alla fine d’ogni parola
al tramonto d’ogni ragione.

[Con gli auguri per il nuovo anno di Annamaria Ferramosca]

Annamaria Ferramosca, Ciclica

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Annamaria Ferramosca
Ciclica, collana le voci Italiane, La Vita Felice, 2014 pag.96
Introduzione di Manuel Cohen

Ad un nodo e ad uno snodo dell’epoca, nella ‘notte artica’ delle ere tutte e delle lingue, le individualità più avvertite si mettono in gioco affrontando un ‘viaggio del disorientamento’ fisico e sensoriale, cognitivo e metafisico, toccando mondi e orizzonti, mappando bussole e atlanti, registrando gli ‘urti gentili’ per il ‘rompersi dei meridiani’, nello sfaldarsi dei sistemi planetari come pure dei rapporti umani sulla nave alla deriva: ‘l’isola disperata che siamo’. Continua a leggere

Ivano Mugnaini, L’algebra della vita

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Ivano Mugnaini L’algebra della vita – Greco & Greco editori, 2011, pag. 262, euro 10.50

Nota di lettura di Annamaria Ferramosca

Continua con il libro di racconti L’algebra della vita l’originale percorso narrativo dello scrittore Ivano Mugnaini, dove l’insolito titolo – dal racconto eponimo – è già segnale inconscio di un traguardo raggiunto. Dalla lettura di questi racconti infatti, costruiti come prismi perfetti, si evidenzia la consapevolezza dell’autore di star facendo i conti con le poliedriche facce della vicenda umana che appaiono regolate, nel loro crearsi e risolversi, come passi di misteriosa perfezione matematica, tracce di un disegno esatto e imprevedibile. Continua a leggere

L’Ospite indocile, di Lucianna Argentino

L'ospite indocileLucianna Argentino, L’Ospite indocile, Passigli, 2012

Nota di lettura di Annamaria Ferramosca

Ho attraversato questa raccolta accogliendo l’invito abbagliante di Anna Maria Farabbi affacciato nel risvolto di copertina, a verificare i suoi preavvertimenti, puntualmente verificati . Ritrovata quella postura incessante di ascolto sottile, percepita quella restituzione di un canto proveniente dal vuoto che circonda. Ma qui il vuoto appare densissimo, perché giunge dalle asole nella stoffa della vita (e pure nella trama cosmica) i cui bordi, cuciti di parole di poesia, sanno trattenere dalla vertigine. Si tratta dunque della capacità di inseguire plasmare rivitalizzare la parola poetica, che in questo libro è chiaramente dispiegata da una delle più ascoltate poetesse italiane contemporanee. Continua a leggere

Vivalascuola. Come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?

«“Come si fa a scrivere una poesia dopo Auschwitz?” chiese Adorno […] “e come si fa a fare pranzo dopo Auschwitz?” obiettò una volta Mark Strand. Comunque sia, la generazione a cui appartengo ha dimostrato di riuscire a scrivere quella poesia» (Iosif Brodskij, Discorso per il Nobel, 1987)

Verba manent
meditazione sulle parole dei testimoni in Shoah di Claude Lanzmann, 1985
di Maria Grazia Calandrone

Non era il mondo. Non era l’umanità. Non sembravano esseri umani. Invece, siamo capaci anche di questo. È una scelta.

Quando abbiamo aperto le fosse piangevamo tutti per quella legna marcia fatta di uomini – figuren. Avevamo davanti uno strato secco, una pianura di corpi che si sbriciolavano. Continua a leggere

La Versione di Giuseppe – Poeti per don Tonino Bello

In tempi di oblio, di disconoscimento e di distrazione (come del resto in qualunque tempo), ricordare, bene, è un atto di responsabilità e di amore; tanto più le cose buone, che si danno sempre per scontate, compiute da chi è in vita e da chi ha ormai concluso la sua esistenza, come in questo caso. Le parole che ricordano si fanno foglie, calda coperta su l’uomo che non è più. Ricordare è un po’ trattenere la morte, sfidarla, contendere un corpo, un’anima e il suo vissuto per serbarli e trasmetterli fino alla dispersione della voce, di generazione in generazione. Qui, l’uomo che si vuole ricordare, don Tonino Bello, che molto ha fatto, detto e scritto, lo si è voluto appunto coprire con calde foglie; queste belle poesie (scritte da 21 poeti da tutta Italia ispirandosi a La carezza di Dio – Lettera a Giuseppe  -Edizioni La Meridiana, Molfetta, 1997 -, testo in cui don Tonino immagina di dialogare con Giuseppe mentre lavora nella sua bottega) sono appunto foglie cadute lente su un uomo speciale, per una coperta che scaldi la memoria ma senza “coprirlo”; un omaggio, dunque, l’amorevole ostensione d’una esistenza esemplare. gn

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