Vivalascuola. Arrivano i buoni

Docenti comunisti che inculcano agli studenti valori contrari a quelli delle famiglie, libri di Storia faziosi che denigrano il premier… Andiamo a vedere cosa succede in una regione dove governano i buoni: ad esempio il Veneto.

Come falsificare la Storia e distruggere un tessuto civile: il caso Veneto
di Roberto Plevano

Partiamo dai programmi di Storia: davvero le foibe non sono mai esistite?

I programmi di storia dell’ultimo anno delle scuole superiori comprendono i drammi e gli interrogativi del confine orientale nel Novecento: la tragedia delle foibe e dell’espatrio di tanti Giuliani, checché ne dica Mario Giordano (il Giornale del 28 febbraio 2011, lo stesso numero che offre ai suoi lettori il “testamento politico” di Mussolini). Continua a leggere

Vivalascuola. Scuola – memoria – 25 Aprile

Semplicemente non c’è. Nei nuovi programmi di storia che si studieranno dal prossimo anno nei licei non si parla di Resistenza. Così come antifascismo e Liberazione non sono neanche citati. Il buco è al quinto anno, dedicato allo studio dell’epoca contemporanea, dall’analisi delle premesse della I guerra mondiale fino ai nostri giorni. La nuova articolazione, spiegano dal dicastero di viale Trastevere, è stata dettata dalla necessità di evitare che succedesse, come spesso è successo, che non si arrivasse neanche a fare la II guerra mondiale… A differenza dei vecchi programmi, parole come antifascismo, Resistenza, Liberazione sono sparite (vedi qui).

La tessera dell’ANPI
di Donato Salzarulo

Da oltre vent’anni rinnovo la tessera dell’ANPI.
Prima me la portava un simpatico vecchietto in abito, cravatta e cappello di quelli classici, schiacciato su una testa ben fatta. Continua a leggere

Il cacciatore splendido splendente

di Mauro Baldrati

Giampaolo Pansa mi ricorda i cacciatori romagnoli degli anni Settanta, appassionati fino al limite del fanatismo, aggressivi e furiosi con chiunque si azzardava a mettere in dubbio che sparare ai pennuti e alle lepri fosse uno sport.
Il cacciatore Pansa ha scelto come terreno di attività l’editoria, i giornali, i libri. La sua riserva privata è una rubrica che esce ogni settimana sull’Espresso, il Bestiario. Da questa postazione bracca soprattutto gli esponenti dell’opposizione, che sono le sue prede preferite. I cacciatori romagnoli si dilettavano in varie specialità, il fagiano, la lepre, la starna; lui va a oppositori. Ha cacciato per anni nella riserva protetta della Resistenza, scrivendo libri che hanno suscitato le reazioni dell’Anpi, che ha scritto, in un documento: “L’aspetto più anacronistico di La grande bugia è che il suo autore sembra avere come riferimento una produzione storiografica ormai decisamente superata e forse da lui poco o per nulla conosciuta”. E lui, forse per una sorta di ritorno alle vecchie passioni, o per vendetta, ha definito l’Anpi “una piccola setta di fanatici che non conta niente.”

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