Uno sguardo sulla poesia a Sud e l’”Antigruppo”. Saggio di Antonino Contiliano

[Victor Vasarely, Pal-Ket (1973-74)]

di Antonino Contiliano

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Il contesto

La poesia siciliana contemporanea – credo sia importante rilevarlo prima di problematizzare e indicare delle tracce seppure in termini generali – si muove in un contesto storico-temporale piuttosto problematico e complesso. Le sue costanti e le sue variabili, i temi e le scelte linguistiche (espressione in lingua italiana o siciliana, interferenze, plurilinguismo, modelli culturali di riferimento, tradizione, ecc.) sono significativamente condizionati sia dal movimento storico oggettivo sia dall’elaborazione soggettiva d’ogni autore. Non è un caso se Giuseppe Zagarrio, parlando della Sicilia e dei poeti siciliani compresi nel decennio 1970/1980, metaforicamente definì l’Isola come un continente dostojevskijano “dove il magma del profondo è di fluida incandescenza, e dunque un cenno diverso o una diversa sfumatura di comportamento possono costituire, tra un poeta e poeta, un abisso vero e proprio di misura non commensurabile”(1).

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