SUL TAMBURO n.70: Antonio Paolacci, “Piano americano. Il romanzo che non scriverò”

Antonio Paolacci, Piano americano. Il romanzo che non scriverò, Milano, Morellini Editore, 2017

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di Giuseppe Panella
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Antonio Paolacci di romanzi ne ha scritti e uno, il primo, lo ha pure ristampato. Eppure è insoddisfatto della sua attività di scrittore, della sua capacità di investimento sentimentale sulle parole scritte, sulla resa stessa di esse a livello di comunicazione e di confronto. Paolacci non vuole scrivere più e manifesta questo suo desiderio, questa sua necessità nell’unico modo che conosce: appunto scrivendo un romanzo. Rifiutandosi di scrivere un’opera narrativa, in realtà, la scrive (e ricorda molto il metanarrativo Gide quando cita se stesso come autore dell’opera che sta scrivendo e cioè Paludi). Non volendo scrivere un romanzo su un personaggio evanescente che passa inosservato, quasi un “uomo invisibile” e che per questo truffa e rende impalpabili le sue attività ai confini della legalità, lo fissa in realtà sulla carta come il protagonista di una storia che si vuole comunque scrivere, anche se non nella dimensione tradizionale della forma narrativa.

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“PROGETTO SANTIAGO”, UNA NUOVA INIZIATIVA EDITORIALE

NASCE “PROGETTO SANTIAGO”, LA PRIMA REALTÀ EDITORIALE

GESTITA AL 100% DAGLI SCRITTORI

20 professionisti tra scrittori, editor e artisti si uniscono per dare vita ad un nuovo soggetto editoriale con un obiettivo chiaro: «Decidiamo noi cosa pubblicare, non il mercato». Subito online l’invito aperto ai lettori: tutti possono aderire al progetto cliccando su www.progettosantiago.it

Genova, 23 ottobre 2014 – Tutti fuori dall’editoria aziendale, per fare spazio ai lettori e agli autori. Sono queste le basi del nuovo progetto culturale ideato da Antonio Paolacci, scrittore ed editor di lungo corso, e forte di un collettivo di 20 scrittori affermati, pronti a far rivivere in chiave contemporanea la figura dell’editore puro, a caccia di talenti piuttosto che di boom commerciali. Pensando prima di tutto ai lettori, chiamati a riprendersi il loro ruolo di protagonisti. Continua a leggere

In movimento verso la città

Nell’anno in cui il digitale scavalca il cartaceo (perlomeno a copertina rigida e per ora solo negli Stati Uniti) anche in Italia si assiste a un crescente interesse nei confronti del formato ebook, e sono sempre più numerose le case editrici che (nella maggior parte dei casi forse ancora troppo timidamente) fanno ricorso a quella che con ogni probabilità sarà la corsia preferenziale dell’editoria del XXI secolo.
Certo il mercato editoriale italiano vive di anomalie endemiche e arcinote, quali il ritardo costante e oramai fisiologico rispetto ai cambiamenti che si verificano da anni nei mercati editoriali esteri, una media di lettori tra le più basse d’Europa (tre libri l’anno per persona, ma la percentuale di chi non ne legge nemmeno uno è altissima), lo strapotere dei grandi gruppi editoriali e un sistema di distribuzione (che poi, lo ricordiamo: è quello che davvero stabilisce il successo o l’insuccesso di un’opera) che applica da tempo una sorta di genocidio diffuso nei confronti delle minoranze, siano essi autori o piccoli editori.
Il futuro del libro e della libera editoria (e cosa forse ancora più importante dei potenziali scrittori che faticano a emergere e delle storie che il cartaceo si rifiuta di pubblicare) potrebbe quindi essere legato, soprattutto in Italia, allo sviluppo e alla diffusione del libro elettronico.
Anche alla luce di questo, ovvero di mondi che si confrontano come se fossero generazioni e di generazioni che cercano una propria via alla sopravvivenza in un mondo al collasso, mi pare si possa leggere il racconto Tanatosi di Antonio Paolacci, pubblicato appunto in formato digitale da Perdisa Pop e disponibile su Internet Bookshop, BookRepublic e Amazon.it.
Oltre che essere l’editor coraggioso di Perdisa Pop, Paolacci è anche autore raffinato e capace, e con questa tanatosi ci offre Continua a leggere