1799 – di Antonio SCAVONE

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(Giuseppe Boschetto, La Pimentel condotta al patibolo, 1869)

                   Antonio Scavone – 1799
                   (Tratto da Albo Noir, Napoli, Lo Stagno Incantato, 1999)

“A cagione de’ tumultuosi disordini consumati nelle ultime settimane sulle piazze e nei quartieri della città si fa solerte affidamento ai Signori Uffiziali di Polizia Giudiziaria di volere e dare per inteso di  trasferire in seconda istanza avvenimenti delittuosi che pure avessero a notarsi”

      

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Faccia gialla – di Antonio SCAVONE

Antonio Scavone – Faccia gialla

     Il lavoro è stato finito come volevano: sono entrato nello studio dell’avvocato Arcangelo Di Stefano, mi sono seduto davanti a lui, ho atteso che si accendesse la sigaretta, che mi chiedesse cosa avrebbe potuto fare per me e poi gli ho sparato: un solo colpo, alla gola, come mi era stato ordinato. L’avvocato è rimasto bloccato e sorpreso: si aspettava di essere eliminato ma non che la sua fine fosse stata decisa così presto. Ho lasciato passare qualche minuto, per controllare la situazione, ho riposto la pistola nella cintura dei pantaloni e poi sono uscito dallo studio. Sono entrato nell’ascensore e mi sono messo a leggere il cartello della manutenzione ma, con la coda dell’occhio, ho visto muoversi qualcosa alle mie spalle, dalla porta di un appartamento: una sagoma, una faccia. Non mi sono girato, ho cercato di guardare quella sagoma o quella faccia riflessa nei vetri della cabina dell’ascensore ma è durato un attimo: quella faccia si è sciolta nella penombra, come una nuvola di fumo. Continua a leggere

Su una poesia di Robert FROST – di Antonio SCAVONE

(Robert Frost 1874-1963)

A minor bird

I have wished a bird would fly away,
And not sing by my house all day;

Have clapped my hands at him from the door
When it seemed as if I could bear no more.
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Un racconto inedito di Antonio SCAVONE


(Emilio Merlina, Secret love, 2006)

Antonio Scavone – 200 misti

     Camilla Landriscina, Geppi Cassitto, Fulvio Rodimonti, Clara Gatto, Maria Bove, Espedito Arcovelino, Cosimo Lupoli, Franca la cassiera, Ettore il barista… nessuno, nessuno di noi si è accorto di quello che era già successo di là, nell’altra sala, dove di solito si gioca a carte. Ci eravamo tutti riuniti nella sala grande, quella del televisore, per seguire in diretta la finale dei duecento metri di Massimiliano Rosolino ai campionati mondiali di nuoto. Ed eravamo eccitati, ovviamente, perché, chi più chi meno, conosciamo Rosolino si può dire da bambino e siamo molto orgogliosi quando un socio del Circolo, sia pure transfuga come Massimiliano, si fa onore, soprattutto all’estero. Non avremmo potuto, non avremmo mai potuto staccarci dalla cronaca della finale dei duecento misti per attaccarci ad un’altra finale, quella che si era consumata nello stesso tempo nella sala delle carte. Continua a leggere