Armando Pajalich, Rondini, a un’altra primavera

Rondini, a un’altra primavera

14 marzo 2011

Inatteso stridente pigolìo.
Kerkyra. Tramonto. Eccovi qua.
Poche in volo. Tu, di fronte a me,
nella grondaia tua dell’anno scorso,
solfeggi una nota bassa senza posa.

Hanno rifatto la facciata al tuo palazzo.
Avran buttato il vecchio nido. Stridi!
E ti lanci in trilli di stizza.
Di fango e cose secche in giro ce n’è a iosa:
rametti, foglie e tutto il ben di Dio.
Canta, sorella: primavera arriverà.
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