“Scrittori dell’eccesso: Pardini e Magliani”. Postfazione di Arnaldo Colasanti a “Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo” (Parte II)

[Per gentile concessione dell’autore Colasanti e dell’editore, pubblichiamo la postfazione al volume Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo di Marino Magliani e Vincenzo Pardini, Transeuropa, 2010 (f.s) ]

Qui la prima parte della postfazione

______________________________

di Arnaldo Colasanti

3. Il controllo delle piante è il risveglio da una notte vissuta nell’insonnia. È tutto stanco e sporco. Quella «specie di scavo» con cui si presenta Gregorio, il controllore dei contributi per l’agricoltura, non è altro che la cicatrice in cui si stampa questa storia. Magliani narra ciò che è avvenuto dopo – dico dopo il notaio, dopo la separazione dei beni fra Emiliano e Dino Timonti. La pioggia che cade sulle terrazze e annega gli ulivi martoriati dalle mosche non è acqua ma argilla, custodisce in sé il senso derelitto della vita umana.

Continua a leggere

“Scrittori dell’eccesso: Pardini e Magliani”. Postfazione di Arnaldo Colasanti a “Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo” (Parte I)

[Per gentile concessione dell’autore Colasanti e dell’editore, pubblichiamo  la postfazione al volume  Non rimpiango, non lacrimo, non chiamo di Marino Magliani e Vincenzo Pardini, Transeuropa,  2010 (f.s) ] 

______________________________

 di Arnaldo Colasanti

1. Sarà forse eccessivo dire che la letteratura nella sua profondità parla solo di vita e di morte, ma è un fatto che Vincenzo Pardini e Marino Magliani siano scrittori dell’eccesso. La storia di Fidelco Meroli Gregotti è una preghiera detta davanti a un lume di ceri rossi, è il rosario recitato di pomeriggio quando a casa non c’è più nessuno. In queste pagine, tuttavia, non c’è chiesa, né una nicchia dove inginocchiarsi. La voce è quella sottile e rasente dei fantasmi.

Continua a leggere