L’arte contemporanea spiegata a mia nonna


Una nonna e l’arte contemporanea

Guido Michelone intervista Alice Zannoni

 

Nei mesi scorsi esce in libreria un volume dal titolo curiosissimo: L’arte contemporanea spiegata a mia nonna, dove in copertina una ragazza sorridente porge una tela bianca a un’anziana signora altrettanto euforica e pronta a tracciare un solco nel quadrato, alla maniera di Lucio Fontana. L’immagine dà l’idea esatta di un testo a suo modo rivoluzionario e innovatore, dove una giovane studiosa riesce nell’intento di spiegare alcuni fondamentali valori a una persona digiuna della complessità dell’attuale universo estetico. In quest’intervista inedita l’autrice, Alice Zannoni, rivela come riesce in un intento a prima vista impossibile. Continua a leggere

PROGRESSIVA ART EXHIBITION, a Torino dal 20 febbraio 2015

copertina

PROGRESSIVA ART EXHIBITION 20 febbraio /6 marzo 2015

Orario: tutti i giorni dalle 11 alle 19 (lunedì chiuso)

Inaugurazione venerdì 20 febbraio alle 18.30, ingresso libero

Spazio Colombo Art Design, via Trofarello 13 Torino

a cura di Max Ponte ed Enrica Merlo

Parte PROGRESSIVA ART EXHIBITION un progetto espositivo che vuole distinguersi nel panorama per qualità e originalità, fornendo ad artisti e pubblico una nuova possibilità per l’arte contemporanea. Un evento che si aprirà il 20 febbraio e per 15 giorni permetterà di avere a Torino uno spazio di visibilità, discussione e di mercato per l’arte. Continua a leggere

Marilù Oliva intervista Franz Krauspenhaar su “Un viaggio con Francis Bacon.”

FRANZ KRAUSPENHAAR

ATTIVITA’: Scrittore
SEGNI PARTICOLARI:Nessuno (almeno credo)
LO TROVATE SU: http://www.markelo.net
http://www.lapoesiaelospirito.wordpress.com

Cosa ti senti di essere, nella tua essenza più profonda?

Uno scrittore. Eclettico.

In quest’intervista parleremo del tuo ultimo libro, Un viaggio con Francis Bacon, uscito per Zona Editore nella collana Novevolt.Come definiresti il genere?

Un racconto-saggio. Un ibrido fra narrazione autobiografica e saggistica. In sostanza, un modo molto personale per parlare di un argomento (nel mio caso Francis Bacon). Come se avessi girato per i luoghi, le suggestioni, le parole e ovviamente le immagini di Bacon con una macchina da presa operante in soggettiva.

Attraverso le pagine compi un viaggio non solo artistico. Affronti la poetica dell’autore, penetri la scorza delle immagini ed approdi all’intimo sentire dell’uomo. E cosa trovi? Come tu scrivi: «Trovo dolore a migliaia di chilometri quadrati, deserti accesi di sole morente interi; e trovo rabbia e soprattutto disincanto, quest’ultimo nudo come un verme spellato vivo. Un disincanto, voglio dire, che non lascia nulla ai retrogusti agrodolci che restano anche nelle bocche più avvezze alla degustazione dell’amaro dell’esistenza umana. Potrei dire che il disincanto di Bacon è antecedente a qualsiasi incanto, e se lo chiamiamo così è perché, per dirla tutta, vogliamo renderlo in qualche modo meno terribile, metallico, odioso. Vogliamo nominarlo con qualcosa di diverso e meno repellente al palato dalla parola nullità.» Anche tu hai provato (o provi) lo stesso genere di disincanto?

Lo provo spesso. Il disincanto è una difesa provvisoria. Si stabilisce a seguire di una ferita, un fallimento, una disillusione. E’ una corazza che serve ai senza pelle. Ma, per quanto mi riguarda, è solo un rumore di fondo. Giusto, sano che sia tale. L’illusione, o meglio l’incanto, ricresce sempre, come la pelle nuova. Deve essere così. Continua a leggere