ESFOLIAZIONI URBANE

manMimmo Rotella lavorava strappando manifesti pubblicitari, riproduceva quello che già nella natura urbana accade e ho osservato qualche giorno fa. Qui la mia foto, scattata in corso Sommeiller, a Torino. Ritrovate i miei pensieri sull’arte anche sul blog Il verso del quadro.

ALLE ORIGINI DEL GUSTO – LA MOSTRA AD ASTI fino al 5 luglio

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In corso una mostra davvero notevole appena visitata per voi, si chiama ALLE ORIGINI DEL GUSTO, ad Asti, a Palazzo Mazzetti fino al 5 luglio 2015.  Un’occasione per scoprire importanti reperti dell’antichità legati al cibo in modo del tutto innovativo. Le interazioni multimediali presenti permettono di fruire la mostra in modo assolutamente dinamico tant’è che si potrebbe pensare di arte antica sposata all’arte contemporanea o alla video-arte. Continua a leggere

PROGRESSIVA #2: LORA TOTINO E GLI ARTISTI DELLA PAROLA

mostraAvrà inizio in data 8 maggio 2015 con Inaugurazione dalle 19.00 la mostra d’arte contemporanea PROGRESSIVA ART EXHIBITION #2 che prosegue il progetto iniziato con successo dalla Progressiva ART Exhibition #1. Appuntamento  a Torino presso Colombo Art Design, via Trofarello 13.

Capofila di PROGRESSIVA #2 il maestro ARRIGO LORA TOTINO e gli ARTISTI DELLA PAROLA Carla Bertola, Alberto Vitacchio, Evelina Schatz, Bruno Rullo, Andreina Polo, Max Ponte. Le loro opere metteranno in gioco la parola poetica che ri/diventa immagine materia oggetto mistero.
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POTERE FUTURISTA, il saggio

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Il saggio di Max Ponte dedicato al rapporto del futurismo italiano con la politica. I futuristi erano fascisti? E qual era davvero il progetto di Filippo Tommaso Marinetti? Viaggio attraverso la volontà futurista di portare l’arte al potere. Verranno analizzati il pensiero, la storia e le vicende che hanno accompagnato la prima fra le avanguardie storiche. Il saggio vuole affrontare l’aspetto più autentico e più trascurato del futurismo, con la speranza che possa essere compreso meglio il geniale disegno di Marinetti e non solo. L’onda lunga del futurismo è giunta fino ad oggi, nelle arti contemporanee, nel cyberspazio e nelle nuove guerre materiali e immateriali che ci accompagnano. Max Ponte svolge attività di ricerca presso l’Università Paris Ouest, ha pubblicato poesie e racconti, è curatore di eventi letterari e mostre d’arte contemporanea.

Il libro è disponibile in pdf su Ultima Books. Presente anche su IBS, BookRepublic e Gplay.

La ruggine e l’oblio sul Palazzo del Lavoro, a Torino

1Al Palazzo del Lavoro di Torino ci entrai nel 1996 per accompagnare un amico del liceo iscritto per sbaglio ad Economia. Poi per sbaglio lui continuò ad iscriversi a tante altre facoltà. Il Palazzo del Lavoro è l’opera dell’architetto Pierluigi Nervi, realizzata per Italia ’61. Qualche giorno fa percorrendo corso Unità d’Italia con l’auto ho deciso di fermarmi e fotografare la metallica costruzione. La facciata esposta sulla principale arteria cittadina rivela ancora l’ottima e ariosa qualità dell’edificio (foto sotto), ma la facciata laterale (foto sopra) è un arrugginito e degradante spettacolo.

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POETRY SLAM IN ITALIA

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Le prossime gare poetiche a cura di Murazzi Poetry Slam Rete Italiana:

22 APRILE ROMA al Pigneto, ore 21.30 Fanfulla 5/a – Circolo Arci conducono Jonida Prifti e Claudia Formiconi

26 APRILE SICILIA a Chiaramonte Gulfi (Ragusa), ore 19 conduce Paolo Gulfi e Gaetano Magro

15 MAGGIO TORINO ore 22.00 per SALONE OFF il consueto Murazzi Poetry Slam al Magazzino sul Po, con Max Ponte e Bruno Rullo

29 MAGGIO PUGLIA ore 19.30 a Terlizzi presso la Libreria Le Città Invisibili “La cattiva strada slam poetry” conduce Marina Santeramo

6 GIUGNO a MILANO, Navigli Poetry Slam, ore 18.30 a Casa Merini, via Magolfa 32, conducono Max Ponte, Anne Addolorato e Bruno Rullo

La FINALE NAZIONALE è prevista per il 26 giugno a Torino ai Murazzi, Magazzino sul Po, ore 21, con i finalisti di tutte le gare svolte in Italia per Murazzi Poetry Slam a partire dal 2014

Per info e candidature scrivere a: murazzipoetryslam@gmail.com. Le gare sono aperte a tutti attraverso il semplice invio di una poesia con i propri dati.

Pagina FB di Murazzi Poetry Slam Rete Italiana con tutti gli aggiornamenti

“Quando muore uno famoso”, i miei post su FB e Zerocalcare

cop di Max Ponte

Vi riporto due post pubblicati sul mio profilo FB datati 8 dicembre 2014 e commentati dai miei “amici” in modo molto partecipato, e spesso infastidito per quanto scritto.

(1) e ritornano i necrologi a segnare la scomparsa dell’ennesimo personaggio con diffusione di falsi commiati e lacrimucce telematiche, come diceva mia nonna “quando nascono sono tutti belli, quando si sposano son tutti ricchi e quando muoiono son tutti buoni” Continua a leggere

“Le monetine del Raphaël”, di Franz Krauspenhaar

Recensione di Giovanni Agnoloni

Da Postpopuli.it

Le monetine del Raphaël di Franz Krauspenhaar (Gaffi Editore in Roma) è un libro speciale. Il romanzo di una vita, quella di Fabio Bucchi, pittore tormentato e giunto al successo per vie tortuose, trainato da un talento fuori del comune ma anche da pelose aderenze col sistema di potere orbitante attorno a Bettino Craxi, il “Capo”, di cui viene evocata la caduta politica e giudiziaria e l’inizio dell’esilio volontario, nel 1993.

Fabio Bucchi è un uomo giunto al capolinea, in fondo da molto prima che una malattia lo condannasse senza appello. È un artista viscerale, che ad ogni rabbiosa pennellata, così come ad ogni animalesco amplesso (con donne in fondo mai veramente amate, tranne forse l’ultima, Angela, che lo assiste fino alla fine, e un’altra, evocata in qualche momento della storia e però perduta), grida contro il vuoto da cui si sente accerchiato, minacciato e, in fondo, sedotto.

La sua esistenza rievocata e compressa come nel tourbillon che dicono accompagni gli ultimi momenti, diventa pretesto e insieme contrappunto di un quadro storico-sociale che abbraccia un’Italia divelta, sventrata, dalle bombe nere degli anni ’70 e ’80 al ritorno di fiamma del benessere, frammisto alla corruzione dell’era craxiana e del suo corollario berlusconiano. Continua a leggere

È la scrittura, bellezza!

Recensione di Riccardo Ferrazzi

È la scrittura, bellezza!, edito da Clinamen, è un romanzo-saggio come non se ne scrivevano più dai tempi de L’Uomo senza qualità o di Morte nel pomeriggio. Un meta-romanzo il cui protagonista è la Scrittura che parla di se stessa attraverso l’interagire di tantissimi personaggi. Ci vuole una bella dose di coraggio, o forse di incoscienza, per concepire e portare avanti un progetto come questo.
Eppure Fabrizio Centofanti ci riesce, reclamando i diritti della creatività folle e insofferente di qualunque regola, contro le pretese di chi vorrebbe imporle limiti e leggi. Ci riesce soprattutto con l’ironia. E basti un esempio: la scena in cui Giulio Mozzi, novello Mosé, scende dalla cima di un monte con le tavole della legge (della letteratura) e si scontra con Baricco-Vitello d’oro è semplicemente formidabile, un capolavoro di mise en abîme.
È curioso (ma è anche un evidente segnale di maturità narrativa) che proprio Centofanti, poeta e sacerdote, arrivi a coltivare questo genere, a ritenerlo il modo migliore per esporre il suo punto di vista. La sua ironia, che non ha proprio niente di pretesco, svaria su tutta la gamma dal corrosivo al melanconico, e dà il tono alle disavventure dei personaggi fra i quali, ovviamente non ultimo, si annovera lui stesso, l’autore, presenza ineludibile in un romanzo che si occupa di creazione artistica. Un romanzo che potrebbe perfino essere tacciato di citazionismo, tante sono le allusioni che contiene (e come poteva essere diversamente?), financo nell’impostazione complessiva ispirata a Bulgakov. Continua a leggere

Franco Repetto: le radici antiche della contemporaneità

Ecco un testo di Marco Grassano sulla mostra di prossima apertura dello scultore Franco Repetto, che dal 30 settembre al 30 ottobre potrà essere visitata presso lo Studio Ghiglione (Palazzo Doria, Piazza San Matteo 6Br), a Genova.

“Franco Repetto: le radici antiche della contemporaneità”

Assai opportunamente Emilia Marasco ha accostato l’intero percorso artistico di Franco Repetto alla tragedia greca. I forti elmi achei della sua precedente produzione richiamano, infatti, molte concitate scene belliche dell’Iliade (il ciclo epico è ormai riconosciuto come origine della successiva fioritura dei “tragici magni” Eschilo, Sofocle ed Euripide), molte drammatiche figure di eroi, ma anche l’episodio umanissimo e tenerissimo del canto VI, nel quale Ettore saluta, con un presagio di morte imminente, il figlioletto (“Si piegò il bambino contro il petto della bella nutrice, gridando impaurito alla vista del padre, atterrito dal bronzo, dal pennacchio dell’elmo che sulla cima vedeva ondeggiare, tremendo; Ettore glorioso si tolse dal capo l’elmo splendente, deponendolo a terra; poi prese tra le braccia il figlio, lo baciò…”). Ugualmente, un richiamo al teatro ellenico arcaico è ravvisabile nelle attuali strutture repettiane in movimento, silenti o sonore, che presentano rimandi a macchine sceniche dell’epoca, quali l’esostra o l’ecciclema. Continua a leggere

METROMORFOSI 34 – MAGGIO 2010

Metromorfosi a maggio consiglia Jazz Al Centro

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METROMORFOSI 32

www.metromorfosi.com

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