Michele Caccamo e l’impossibile salvezza

img_1690
di Augusto Benemeglio

 

  • Anima ferita

 

Michele Caccamo è uno che ha  provato  di tutto, sappiamo dei suoi tre anni drammatici trascorsi in carcere, delle sue resistenze contro le infamie della mafia calabrese , della “maledizione che tuttora vive  negli occhi che sanguinano ogni giorno senza conoscerne il motivo, nel terrore delle voci e delle ombre, della sua bocca piena di scheletri del passato e del suo petto su cui grava un’incudine di ferro che toglie il fiato a ogni protesta, del suo urlare  e mordere le vene nei pugni, la lingua, le scarpe. Continua a leggere

Habeas Corpus, di Pasquale Vitagliano

habeas

di Augusto Benemeglio

Ci siamo rivisti, con Pasquale Vitagliano, dopo qualche anno, il 2 ottobre u.s. per la presentazione del suo ultimo libro, “Habeas Corpus”, al Pentatonic, Eur, Roma, grazie alla affettuosa ospitalità   di Anna Maria Curci.  Quando incontri uno come lui , che è un uomo impegnato su più fronti, quello di giustizia  , in primis, sai che la sua poesia non sarà evasione né tantomeno sublimazione spiritualeggiante della realtà. La sua poesia è più realista delle cronache politiche, dei reportages su una guerra o su un’epidemia, sulle poroblematiche dei disabili, o delle relazioni sui bilanci e sui deficit. Continua a leggere

Gauguin il selvaggio

Gauguin

di Augusto Benemeglio

  1. Un maledetto meticcio

Eugène-Henri-Paul Gauguin, un maledetto meticcio, mezzo parigino e mezzo peruviano(per via di madre e in Perù peraltro visse in un certo periodo della sua vita), che prima di fare il pittore fece il redattore de “Le National”, giornale di tendenza repubblicana, e poi l’agente di cambio; lo si conosce , per fama , come un uomo di pessimo carattere : un omone molto forte fisicamente , violento , ubriacone e puttaniere. Nel film su Van Gogh degli anni cinquanta (protagonista Kirk Douglas) fu interpretato, efficacemente , come sempre, da Antony Quinn , che gli somigliava in modo incredibile ( due gocce d’acqua) , peraltro meticcio come il pittore , un messicano mezzo irlandese e anche lui piuttosto rissoso e donnaiolo. Continua a leggere

Arrivederci fratello mare. Parole e miti del mare

Mare
di Augusto Benemeglio

  1. Partenza

 

E’ in mare , con l’Odissea, che Omero dà luogo a quella che possiamo definire la madre di tutte le partenze, un viaggio che diventerà per l’uomo il viaggio attorno alla propria prigione. Moltissimi poeti hanno scritto di partenze, ma nessuno come Omero. E tuttavia Cesare Pavese, nei “ Dialoghi con Leucò “, libro-mitologico , libro-pensiero dello scrittore torinese,  un po’ le sue  Operette morali, traccia le linee per un’altra partenza memorabile dell’eroe,  in cui si cerca una spiegazione del  destino ineluttabile e tragico dell’uomo, schiacciato dall’angoscia e dalla disperazione. Pavese, vendicando la sua paura del mare e il suo senso di naufragio, riesce a identificarsi in Odisseo : “Ho voluto essere io ad aggredire il mare  d’improvviso, a scoprirlo, e l’ho fatto in ogni parte…ora posso starlo a guardare e persino tenergli compagnia…in questo dialogo tra Odisseo e Calipso.
Continua a leggere

Il naso di Gogol’, anima tormentata

Gogol'
di Augusto Benemeglio

1. Celebrazione della “nasità”

C’è stata, qualche tempo fa, una sorta di celebrazione della “nasità”, al Teatro della Tosse di Genova, da parte di un regista teatrale di origine salentina, Tonino Conte, che riunisce in uno spettacolo tutti i grandi nasi della storia, da Marziale (“Avevo due cose lunghe: una era il naso. Ora ho solo il naso”) a Publio Ovidio Nasone, da Cyrano a Pinocchio, infine a Il naso di Gogol’, famosa novella scritta centottantuno anni fa, che è stata rappresentata in mille salse ( Sciojstakovic ci ha scritto perfino un’opera lirica), ma pochi sanno che il celebre racconto è scaturito da un fatto vero, che era accaduto pochi mesi prima, proprio (guarda caso) a Genova. Continua a leggere

L’urlo di Munch

Munch
di Augusto Benemeglio

“La natura è l’opposto dell’arte. Un’opera d’arte proviene direttamente dall’interiorità dell’uomo… La natura è il mezzo, non il fine. Se è necessario raggiungere qualcosa cambiando la natura, bisogna farlo… L’arte è il sangue del cuore umano”.
Sono parole di Edvard Munch, autore de L’urlo, o il grido, tempera su cartone, cm. 83,5 x 66, dipinto nel 1893, che fa parte di quelle opere che l’artista raccolse idealmente in una serie intitolata Fregio della vita, inerente ai temi della vita, dell’amore, delle passioni, della morte, destinati ad assurgere a emblemi del suo immaginario. Continua a leggere

Il mistero della Gioconda

Gioconda
di Augusto Benemeglio

1. Un atto di venerazione

Vi è forse capitato, come è capitato a me diversi anni fa (trenta, forse quaranta) di andare a Parigi solo per vedere la Gioconda, incanalati, pressati come sardine, lungo la Grande Galerie del Louvre, nella sala VI, dietro migliaia di persone, per l’incessante, quotidiano pellegrinaggio alla Regina incontrastata dell’Arte, all’opera più famosa di tutti i tempi? Allora avrete capito che non è una visita, ma un vero e proprio atto di venerazione, uno straordinario sincretismo religioso , che si realizza in nome dell’arte. Continua a leggere

Manzoni e la misericordia

Innominato
Nell’anno santo dedicato alla Misericordia

di Augusto Benemeglio

1. Chi legge Manzoni?

Questo è il mio terzo “recital” sulla figura di Alessandro Manzoni e riguarda, non a caso, il tema centrale del romanzo , quello della Misericordia, che è il tema dedicato all’anno santo che stiamo vivendo. Ma nel far rivivere i personaggi cardini dei promessi sposi , Lucia, l’Innominato e il cardinale Borromeo , ho pensato anche ai versi di altri poeti atei , o di confessioni religiose diverse , come Caproni, Rumi, Gandhi, Meideros e Max Ehermann, o alle parole dello stesso Papa Francesco, grande estimatore del Manzoni, che garantiscono quell’ ecumenismo necessario per raggiungere una vera pace. Continua a leggere

Ezra Pound, il poeta fascista

Pound
di Augusto Benemeglio

1.Il grande fabbro della poesia moderna

Ezra Pound , nato il 30 ottobre del 1885 nel profondo e provinciale Far West (Idaho) e morto il 4 luglio 1972 in una città irreale come Venezia , è stato il più internazionale , inevitabile, imbarazzante poeta del Novecento. E’ il poeta “fascista”, il poeta “traditore”, il poeta “pazzo” , che visse 13 anni della sua lunga vita rinchiuso nel manicomio criminale di Saint Elizabeth’s di Washington ; ma è anche il “grande fabbro” della poesia moderna , poeta “imagista” , che sposa le idee filosofiche di Hulme e spoglia i versi da ogni sovrastruttura retorica e sentimentale ; l’ideatore di una nuova poesia fondata essenzialmente sull’elemento visivo. Continua a leggere

Ungaretti: le città, la memoria e la carne

Ungaretti
di Augusto Benemeglio

Le città di Ungaretti

Giuseppe Ungaretti significa Alessandria d’Egitto dove nacque l’8 febbraio 1888 (“ Era burrasca, pioveva a dirotto/ in quella notte/ e festa gli Sciiti / facevano laggiù/ alla Luna detta degli amuleti”) e lì visse tutta la sua giovinezza, fino a ventiquattro anni. Il padre, Antonio, “che era un toro con i baffoni folti come Stalin”, vi era emigrato per i lavori al canale di Suez e zappando il fango del Mar Rosso contrasse una grave forma di idropisia che lo condusse alla morte a soli ventotto anni, “senza più un urlo, quando non gli rimaneva neanche quella forza”. Continua a leggere

Giorgio Caproni. Un mancato incontro

Caproni
di Augusto Benemeglio

1. Villa Pamphili

La prima volta che vidi Giorgio Caproni fu circa trent’anni fa, a Roma (“enfasi e orina… Non è il mio ambiente, manca il paesaggio industriale a me tanto caro, manca il porto, mancano le navi”), in via Vitellia, strada che costeggia le mura di Villa Pamphili, dove vissi gran parte della mia infanzia e ogni anno tornavo, anche da lontanissimo, per venire a trovare la cara “zia Rina”. Continua a leggere

Camillo Sbarbaro, poeta dei licheni

Sbarbaro
di Augusto Benemeglio

1. Il miracolo dei licheni

Ecco Camillo Sbarbaro, con la sua vita tenacemente appartata, con la sua solitudine da cercatore di licheni, con la sua esistenza immobile, eccolo il cantore di Pianissmo, il cantore di Trucioli, dare senso, dignità e storia ad una condizione da minimo, da esiliato, da estraneo, da emarginato, da “frammento”, che è in realtà la sua grande lezione morale e letteraria di un italiano anomalo che s’affacciò nel deserto della sua anima : “Nel deserto/io guardo con asciutti occhi me stesso”. Continua a leggere

Pasolini l’implacabile. A quarant’anni dalla morte

Pasolini
di Augusto Benemeglio

1. Una voce malata

Pier Paolo Pasolini, – scrittore, poeta, regista, giornalista, editorialista, ma anche filosofo e pittore , ritenuto uno dei più grandi intellettuali italiani del ventesimo secolo, – lo rivedo ora in televisione, in bianco e nero, dopo più di quarant’anni, forse poco tempo prima del suo assassinio nell’idroscalo di Ostia, il 2 novembre 1975. Continua a leggere

Charles Baudelaire, un maledetto romantico

baudelaire
di Augusto Benemeglio

1. Il destino.

Charles Buadelaire – forse – non meritava quella madre, né quelle eterne angustie finanziarie; non meritava quel gretto Consiglio di famiglia formato dalla stessa madre, dal patrigno e dal fratellastro, che lo deprivò della sua libertà d’agire, né quell’amante tirchia; non meritava di morire di sifilide a soli quarantasei anni. Continua a leggere

Il poeta Vittorio Gassman

Gassman
Quindici anni fa l’addio del grande attore

di Augusto Benemeglio

1. La morte non si lasciò incantare

Poco prima di morire , Vittorio Gassman , diede l’ennesimo addio al teatro, sperando di esorcizzare la morte , ma la morte , con cui aveva a lungo lottato – e vinto – nelle vesti di Brancaleone ( forse il suo capolavoro) e in altre mille “finzioni”, stavolta non si lasciò incantare. Continua a leggere

Echi e riverberi della parola, di don Giuseppe Leopizzi

Leopizzi
Cinquant’anni di sacerdozio e di poesia

di Augusto Benemeglio

1. Le nozze d’oro con Dio

Oggi, Lunedì dell’Angelo, al primo albore, mi sono messo in viaggio per Emmaus-Gallipoli, periferia dell’Impero, come ama dire Giuseppe Albahari. E avevo in cuore una musica strana, fatta di meraviglia e di stupore assoluto. Continua a leggere

Beppe Fenoglio, il guerriero timido

Fenoglio
di Augusto Benemeglio

1. Il Lawrence delle Langhe

Beppe Fenoglio era tutto sincerità, incapace di qualsiasi tipo di menzogna, tagliato con l’accetta della Langa che “s’allarga al deserto del mondo quando l’uomo preferisce aprirsi la strada da solo”. Continua a leggere

Toti Bellone. Il mio vivere è stato sempre un sogno

Bellone

di Augusto Benemeglio

1. Da Cardarelli a Prevert

Diceva Vincenzo Cardarelli , forse l’ultimo dei nostri classici, che la poesia è “l’arte di tacere”, come la tragedia è “l’arte di mascherarsi” . Continua a leggere

Acqua rotta, di Augusto Benemeglio

foto
Gli Atti degli Apostoli vengono definiti dai biblisti la corsa della Parola. Di Dio, ovviamente. Anche Acqua rotta, l’ultima fatica di Augusto Benemeglio potrebbe essere definita così: la corsa della parola. Dell’uomo, ovviamente. Perché è un precipitare di eventi e parole senza fine, pur nello spazio circoscritto delle sue sessantaquattro pagine – compresa la bella prefazione di Maurizio Nocera. Continua a leggere

Nel rispetto del cielo, di Paolo Ottaviani

Ottaviani
Un poeta gentile

di Augusto Benemeglio

1. L’Umbria

Molte cose mi legano a Paolo Ottaviani , autore del libro Nel rispetto del cielo, poemetti, haiku e poesie, puntoacapo editrice, 2015. Direi che mi trovo in sintonia con lui a partire dal titolo stesso di quest’opera, Nel rispetto del cielo , “quello spazio immenso /fra qui e l’orlo/ del cominciamento/ quando le spine dorsali / stanno tutte distese”, e nel rispetto profondo della mite Umbria gentile (“Chissà quale mistero mi portò dentro la tua leggerezza antica,/ in quel confuso fiume di parole/ senza miraggio di foce nel mare…”) che per moltissimi anni , ad ogni stagione estiva, venivo a visitare, ri-scoprire e ri-amare, in particolare Assisi (mia moglie è terziaria francescana) , con i suoi sentieri e il suo respiro francescano, ( “Respirano i sassi/sangue di giustizia/ d’acque, faggi e sassi/ sono già letizia”), la sua luce tagliente e la gioia silente , Giotto , il fondatore della lingua pittorica, le chiese gotiche, con le sue linee in tensione e lo slancio verso l’alto, e poi le sue vie strette e linde che fanno musica di liuto e di bandiere distese. Continua a leggere