Manzoni e la misericordia

Innominato
Nell’anno santo dedicato alla Misericordia

di Augusto Benemeglio

1. Chi legge Manzoni?

Questo è il mio terzo “recital” sulla figura di Alessandro Manzoni e riguarda, non a caso, il tema centrale del romanzo , quello della Misericordia, che è il tema dedicato all’anno santo che stiamo vivendo. Ma nel far rivivere i personaggi cardini dei promessi sposi , Lucia, l’Innominato e il cardinale Borromeo , ho pensato anche ai versi di altri poeti atei , o di confessioni religiose diverse , come Caproni, Rumi, Gandhi, Meideros e Max Ehermann, o alle parole dello stesso Papa Francesco, grande estimatore del Manzoni, che garantiscono quell’ ecumenismo necessario per raggiungere una vera pace. Continua a leggere

Ezra Pound, il poeta fascista

Pound
di Augusto Benemeglio

1.Il grande fabbro della poesia moderna

Ezra Pound , nato il 30 ottobre del 1885 nel profondo e provinciale Far West (Idaho) e morto il 4 luglio 1972 in una città irreale come Venezia , è stato il più internazionale , inevitabile, imbarazzante poeta del Novecento. E’ il poeta “fascista”, il poeta “traditore”, il poeta “pazzo” , che visse 13 anni della sua lunga vita rinchiuso nel manicomio criminale di Saint Elizabeth’s di Washington ; ma è anche il “grande fabbro” della poesia moderna , poeta “imagista” , che sposa le idee filosofiche di Hulme e spoglia i versi da ogni sovrastruttura retorica e sentimentale ; l’ideatore di una nuova poesia fondata essenzialmente sull’elemento visivo. Continua a leggere

Ungaretti: le città, la memoria e la carne

Ungaretti
di Augusto Benemeglio

Le città di Ungaretti

Giuseppe Ungaretti significa Alessandria d’Egitto dove nacque l’8 febbraio 1888 (“ Era burrasca, pioveva a dirotto/ in quella notte/ e festa gli Sciiti / facevano laggiù/ alla Luna detta degli amuleti”) e lì visse tutta la sua giovinezza, fino a ventiquattro anni. Il padre, Antonio, “che era un toro con i baffoni folti come Stalin”, vi era emigrato per i lavori al canale di Suez e zappando il fango del Mar Rosso contrasse una grave forma di idropisia che lo condusse alla morte a soli ventotto anni, “senza più un urlo, quando non gli rimaneva neanche quella forza”. Continua a leggere

Giorgio Caproni. Un mancato incontro

Caproni
di Augusto Benemeglio

1. Villa Pamphili

La prima volta che vidi Giorgio Caproni fu circa trent’anni fa, a Roma (“enfasi e orina… Non è il mio ambiente, manca il paesaggio industriale a me tanto caro, manca il porto, mancano le navi”), in via Vitellia, strada che costeggia le mura di Villa Pamphili, dove vissi gran parte della mia infanzia e ogni anno tornavo, anche da lontanissimo, per venire a trovare la cara “zia Rina”. Continua a leggere

Camillo Sbarbaro, poeta dei licheni

Sbarbaro
di Augusto Benemeglio

1. Il miracolo dei licheni

Ecco Camillo Sbarbaro, con la sua vita tenacemente appartata, con la sua solitudine da cercatore di licheni, con la sua esistenza immobile, eccolo il cantore di Pianissmo, il cantore di Trucioli, dare senso, dignità e storia ad una condizione da minimo, da esiliato, da estraneo, da emarginato, da “frammento”, che è in realtà la sua grande lezione morale e letteraria di un italiano anomalo che s’affacciò nel deserto della sua anima : “Nel deserto/io guardo con asciutti occhi me stesso”. Continua a leggere

Pasolini l’implacabile. A quarant’anni dalla morte

Pasolini
di Augusto Benemeglio

1. Una voce malata

Pier Paolo Pasolini, – scrittore, poeta, regista, giornalista, editorialista, ma anche filosofo e pittore , ritenuto uno dei più grandi intellettuali italiani del ventesimo secolo, – lo rivedo ora in televisione, in bianco e nero, dopo più di quarant’anni, forse poco tempo prima del suo assassinio nell’idroscalo di Ostia, il 2 novembre 1975. Continua a leggere

Charles Baudelaire, un maledetto romantico

baudelaire
di Augusto Benemeglio

1. Il destino.

Charles Buadelaire – forse – non meritava quella madre, né quelle eterne angustie finanziarie; non meritava quel gretto Consiglio di famiglia formato dalla stessa madre, dal patrigno e dal fratellastro, che lo deprivò della sua libertà d’agire, né quell’amante tirchia; non meritava di morire di sifilide a soli quarantasei anni. Continua a leggere

Il poeta Vittorio Gassman

Gassman
Quindici anni fa l’addio del grande attore

di Augusto Benemeglio

1. La morte non si lasciò incantare

Poco prima di morire , Vittorio Gassman , diede l’ennesimo addio al teatro, sperando di esorcizzare la morte , ma la morte , con cui aveva a lungo lottato – e vinto – nelle vesti di Brancaleone ( forse il suo capolavoro) e in altre mille “finzioni”, stavolta non si lasciò incantare. Continua a leggere

Echi e riverberi della parola, di don Giuseppe Leopizzi

Leopizzi
Cinquant’anni di sacerdozio e di poesia

di Augusto Benemeglio

1. Le nozze d’oro con Dio

Oggi, Lunedì dell’Angelo, al primo albore, mi sono messo in viaggio per Emmaus-Gallipoli, periferia dell’Impero, come ama dire Giuseppe Albahari. E avevo in cuore una musica strana, fatta di meraviglia e di stupore assoluto. Continua a leggere

Beppe Fenoglio, il guerriero timido

Fenoglio
di Augusto Benemeglio

1. Il Lawrence delle Langhe

Beppe Fenoglio era tutto sincerità, incapace di qualsiasi tipo di menzogna, tagliato con l’accetta della Langa che “s’allarga al deserto del mondo quando l’uomo preferisce aprirsi la strada da solo”. Continua a leggere

Toti Bellone. Il mio vivere è stato sempre un sogno

Bellone

di Augusto Benemeglio

1. Da Cardarelli a Prevert

Diceva Vincenzo Cardarelli , forse l’ultimo dei nostri classici, che la poesia è “l’arte di tacere”, come la tragedia è “l’arte di mascherarsi” . Continua a leggere

Acqua rotta, di Augusto Benemeglio

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Gli Atti degli Apostoli vengono definiti dai biblisti la corsa della Parola. Di Dio, ovviamente. Anche Acqua rotta, l’ultima fatica di Augusto Benemeglio potrebbe essere definita così: la corsa della parola. Dell’uomo, ovviamente. Perché è un precipitare di eventi e parole senza fine, pur nello spazio circoscritto delle sue sessantaquattro pagine – compresa la bella prefazione di Maurizio Nocera. Continua a leggere

Nel rispetto del cielo, di Paolo Ottaviani

Ottaviani
Un poeta gentile

di Augusto Benemeglio

1. L’Umbria

Molte cose mi legano a Paolo Ottaviani , autore del libro Nel rispetto del cielo, poemetti, haiku e poesie, puntoacapo editrice, 2015. Direi che mi trovo in sintonia con lui a partire dal titolo stesso di quest’opera, Nel rispetto del cielo , “quello spazio immenso /fra qui e l’orlo/ del cominciamento/ quando le spine dorsali / stanno tutte distese”, e nel rispetto profondo della mite Umbria gentile (“Chissà quale mistero mi portò dentro la tua leggerezza antica,/ in quel confuso fiume di parole/ senza miraggio di foce nel mare…”) che per moltissimi anni , ad ogni stagione estiva, venivo a visitare, ri-scoprire e ri-amare, in particolare Assisi (mia moglie è terziaria francescana) , con i suoi sentieri e il suo respiro francescano, ( “Respirano i sassi/sangue di giustizia/ d’acque, faggi e sassi/ sono già letizia”), la sua luce tagliente e la gioia silente , Giotto , il fondatore della lingua pittorica, le chiese gotiche, con le sue linee in tensione e lo slancio verso l’alto, e poi le sue vie strette e linde che fanno musica di liuto e di bandiere distese. Continua a leggere

Fin dentro il mattino, di Floriana Porta

floriana porta
Una sinfonia della grazia

di Augusto Benemeglio

1. Venaria

Con la sua silloge di poesie, Fin dentro il mattino – Fondazione Mario Luzi Editore , 2015 –, Floriana Porta mi riconduce indietro di anni, quando vivevo a Venaria Reale ( allora ancora si chiamava così), ed ero un bambino spaurito, traumatizzato, annichilito dalla perdita della madre. Continua a leggere

Alla scoperta del pianeta Dante

Dante
Nel 750° anniversario dalla nascita

di Augusto Benemeglio

1. Dante e l’Europa

Dante aveva dentro di sé il poema essenziale delle cose, una memoria prodigiosa che non teme confronti neanche coi computer di oggi, e il senso profetico del mistero -, così mi disse uno dei massimi studiosi di Dante, il prof. Aldo Vallone, allora ordinario di letteratura italiana all’Università Federico II di Napoli e direttore de “ L’Alighieri” e “Casa di Dante”, mentre passeggiavamo per il Corso, a Gallipoli, in una sera di fine Giugno del 1995, col cielo che era un’incudine dalla fronte rosa, come capita spesso in questa stagione. Continua a leggere

Dino Campana. Il sangue del fanciullo

Campana
di Augusto Benemeglio

1. Un viaggio chiamato amore

Dino Campana è autore di un solo libro, I canti Orfici, stampato a sue spese in una tipografia di Marradi, il paese vicino Firenze in cui nacque il 20 agosto 1885, e dove tutti lo ritenevano pazzo. Continua a leggere

L’enigma Manzoni

Manzoni

di Augusto Benemeglio

Nel 230° anniversario dalla sua nascita, vogliamo ricordare Alessandro Manzoni, che per chi lo conobbe a fondo, scrive Pietro Citati, fu un enigma. Un enigma che a tutt’oggi non si è risolto, “non tanto perché riesca a nascondere dietro un riserbo senza eguali i pensieri che più gli stanno a cuore, ma per la singolare forma della sua mente, che combina le qualità più discordanti tra loro”. Continua a leggere

Gunther Grass e il tamburo di latta

Grass
di Augusto Benemeglio

1. Un film noiosissimo
E’ morto, a 87 anni, in una clinica di Lubecca, Gunter Grass, lo scrittore “contro”, l’intellettuale che ha sferzato la Germania – scrive Pierluigi Battista – al di là della sua “adolescenziale infatuazione hitlerana”, da lui confessata qualche anno fa, destando più di una perplessità. E’ stato – continua il giornalista – il manifesto di una nazione prigioniera della sua ipocrisia. E ricorda quel grande capolavoro che è Il tamburo di latta. Continua a leggere

La danza macabra di August Strindberg

Strindberg
di Augusto Benemeglio

1. Danza macabra

August Strindberg era incapace di avere rapporti con la gente, in specie con le donne; era assai peggio dell’altro drammaturgo vichingo coevo, il norvegese Henrik Ibsen, che pure si era congedato con un dramma (Quando noi morti ci destiamo) che è tutto un programma circa l’utilità dell’arte e l’impegno intellettuale , ossia zero. Continua a leggere

Yourcenar e la vecchiaia

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di Augusto Benemeglio

1. Come certe statue

Marguerite Yourcenar da giovane era bellissima, ma poi col trascorrere del tempo – visse abbastanza lungo, 84 anni – divenne come certe statue esposte al vento marino, che hanno il biancore e la porosità di un blocco di sale che si sgretola. Continua a leggere