Reale come una favola. Le storie infinite di Michael Ende

di Paolo Pegoraro

«…ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un’altra volta». Se questa frase vi dice qualcosa, probabilmente siete tra i fortunati che hanno amato un curioso romanzo in 26 capitoli, alcuni scritti in rosso rubino e altri in verde acqua, ma tutti introdotti da grandi capolettere che procedevano ordinatamente in ordine alfabetico, dalla A alla Z. Se invece questa frase non vi dice nulla, siete probabilmente tra gli sfortunati che conoscono solo i film liberamente ispirati a La Storia Infinita e cordialmente detestati dal suo autore.
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CI VUOLE QUELLO CHE IO NON HO

Caro Vasco,

davvero ci vuole quello che io non ho, ci vuole pelo sullo stomaco [ho solo l’esofago a fiamma e più di un’ulcera e no!, lo so che non bastano]. Il problema è che non lo voglio. Non più. È sempre una questione di pelo. E nugoli di discussioni/dibattiti «De Videocracy» [hanno scoperto che tettEculi muovono marEmonti? Complimentoni! Non ce ne eravamo maimai accorti!] e cercare di muovere passi senza prostituire né corpo né credo – sapevo, l’ho sempre saputo, non sarebbe stata impresa facile… E sì che tu [me] lo canti da sempre: «le regole sono così / è la vita! ed è ora che CRESCI! / devi prenderla così… ». E sì che ti re-cito da sempre: «Sì, stupendo! Mi viene il vomito!». Continua a leggere