«Le vie del corpo», il mio racconto in “Roma per le strade II”, a cura di Massimo Maugeri [Azimut]

romaperlestradeIo.
L’io… io! Il più lurido di tutti i pronomi!
Io cammino e la strada mi è amica.
Mi torna in mente mentre mi riapproprio di me stessa, mi torna in mente questo pidocchio schifoso di pronome. Io.
Il mio corpo respira, ogni poro della mia pelle si dilata ad accogliere il suo tempo e il suo spazio. Vado a fare la mia terapia settimanale. La mia gamba sinistra ha ancora bisogno di cure. Il lato sinistro del mio corpo è sempre stato il più fragile: devo proteggerlo, difenderlo, rinforzarlo.
Quando cammino mi sento intera. Non più fratturata: l’abisso tra corpo e mente si colma della materia di cui è fatta la vita. Di tanto in tanto mi accorgo che è la gamba destra a determinare l’andatura e a trascinare con sé l’altra, ma questa consapevolezza non mi ferma. Il mio ritmo è costante. Quando cammino a Roma capisco, mi rivelo a me stessa.
Epifania.
Ia.
Sei riuscita a spezzarti tutto il possibile dal ginocchio in giù, mi aveva detto il chirurgo durante l’operazione. Il piede non aveva trovato l’appoggio giusto scendendo da uno scalino. Uno scalino di pochi centimetri. Io avevo cercato di rispondere a tono, di sorridere persino, anche se non ne avevo per niente voglia. L’epidurale mi aveva staccato mezzo corpo. Ero viva solo dal torace in su. Il resto di me in-esisteva. Continua a leggere

Roma per le strade

Il 29 ottobre 2009 alle ore 18 alla Libreria Melbookstore di via Nazionale 254, a Roma, verrà presentato il volume edito da Azimut Roma per le strade. Si tratta di una raccolta di testi che ha come soggetto Roma. Nel progetto, curato da Massimo Maugeri, sono coinvolti 11 scrittori (da Albanese, Battista, Cenciarelli, Charbonnier, Costa, Costantini-Falcone, Desiati, Di Consoli, Esposito, Felli, Franchi, Frediani, Gabriele, Gregori, La Rosa, Leonardi, Levi, Maraini, Mattei, Maugeri, Moscati, Nardini, Pascale, Petrignani, Postorino, Ranno, Sirotti, Tani, Tuena). Gli introiti del libro saranno devoluti ad associazioni e centri che si occupano dell’infanzia.

Senza fermarsi. Parole dal viaggio (Azimut)

I racconti sono in crisi. E non solo in Italia. Persino in America, patria delle short stories, pare che gli autori celebri ci pensino due volte prima di impegnare il loro talento in narrazioni brevi. Eppure il racconto, nonostante tutto, continua a mantenere immutato il suo fascino. E fa piacere constatare che il giorno del suo trapasso è ancora distante anche grazie al lodevole contributo della piccola editoria. Proprio dalla piccola editoria di qualità è nato un progetto interessante: “Parole dal viaggio”. Si tratta di una raccolta di racconti, a metà strada tra fiction e reportage, incentrata sul tema del viaggio. Il progetto editoriale è ideato e promosso dalla giovane casa editrice romana “Azimut” fondata da Guido Farneti e Adriana Merola. Il primo libro di “Parole dal viaggio” (destinato a diventare appuntamento annuo) è “Senza fermarsi” (Azimut, pagg. 128, € 10): un’antologia curata dal professor Fabio Pierangeli – docente di Letteratura di viaggio e Letteratura teatrale dell’Università di Roma “Tor Vergata” – con il coinvolgimento di una ventina di scrittori. Tra questi figurano nomi noti della letteratura italiana. Eraldo Affinati, per esempio, ci racconta di «Lampedusa», Continua a leggere

KADDISH PROFANO PER IL CORPO PERDUTO di Francesca Mazzucato

Kaddish profano per il corpo perduto (Azimut, 2008, euro 12,50, pagg. 200)
recensione di Leandro Piantini

Questa volta Francesca Mazzucato è andata a Budapest, dove ha conosciuto i libri di Imre Kertèsz. La scrittrice bolognese è sempre alla ricerca di luoghi che la ispirino, la riscaldino, le diano il la per continuare l’avventura della sua vita, la scrittura. Francesca l’ho conosciuta di persona una sola volta ma conosco bene la narratrice. Essa ama raccontare, anche soltanto di se stessa, di quello che la sua persona proietta dovunque la vita la porti. E forse non per narcisismo ma perché a un certo punto la Mazzucato ha capito che per soddisfare la sua passione per la scrittura doveva soprattutto fare leva su se stessa, sul proprio personaggio, reale o immaginario che fosse. Questo la calma, la fa stare bene, e allora le bastano carta e penna, il tavolino di un bar, e il piacere è assicurato. Continua a leggere