Dalla parte del bambino


I bambini disturbano. Piangono, parlano a casaccio, sempre fuori contesto. A messa, poi, sono ingestibili: favoriti da genitori lassisti, coprono le parole del prete, a volte provvidenzialmente, a dire il vero. Fanno capricci, chiedono con insistenza, s’impuntano per niente.
Eppure hanno qualcosa d’impagabile: “fiducia senza limiti, docilità, sete di Gesù, candore e purezza, abbandono totale, sguardo limpido”, dice il Cristo alla mistica Gabrielle Bossis. Dichiara di amarli, e invita a riprendere l’anima di bambino per donargliela.
Ripenso a un principio di saggezza, così dimenticato: prima della ragione viene la libertà creativa, l’adesione personale. Ama e fa’ ciò che vuoi, diceva Agostino. In questa prospettiva, dalla parte del bambino, tutto si spiega.

Vivalascuola. La pelle giusta. Bambini. Di Paola Tabet

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(Foto di gruppo)

Questa puntata di vivalascuola è curata da Nadia Agustoni, che ringrazio per questo contributo prezioso e molto istruttivo. Intanto la scuola si prepara allo sciopero del 23 ottobre contro i tagli all’istruzione.

Premessa. Il razzismo si è appreso e si può disimparare
di Nadia Agustoni

Nel 1997 per Einaudi uscì La pelle giusta (1) di Paola Tabet. Il libro è il risultato di una ricerca fatta nelle scuole elementari e medie di tutto il territorio italiano “sul pensiero razzista tra i ragazzi” (2). Il documento che ne è risultato ci ha edotti su una mentalità che, a dodici anni di distanza, molti italiani/e, adulti e ragazzi, palesano senza vergogna. Le leggi sulla “sicurezza” hanno alle spalle un contesto di paura e ignoranza che l’antropologa Paola Tabet riuscì a indicare già allora Continua a leggere

CI VUOLE QUELLO CHE IO NON HO

Caro Vasco,

davvero ci vuole quello che io non ho, ci vuole pelo sullo stomaco [ho solo l’esofago a fiamma e più di un’ulcera e no!, lo so che non bastano]. Il problema è che non lo voglio. Non più. È sempre una questione di pelo. E nugoli di discussioni/dibattiti «De Videocracy» [hanno scoperto che tettEculi muovono marEmonti? Complimentoni! Non ce ne eravamo maimai accorti!] e cercare di muovere passi senza prostituire né corpo né credo – sapevo, l’ho sempre saputo, non sarebbe stata impresa facile… E sì che tu [me] lo canti da sempre: «le regole sono così / è la vita! ed è ora che CRESCI! / devi prenderla così… ». E sì che ti re-cito da sempre: «Sì, stupendo! Mi viene il vomito!». Continua a leggere