TRA PAPI E FIDANZATI

Ho quasi avuto più papi che fidanzati. Da che sono nata mi hanno accompagnata nel mio cammino ben 5 papi, l’ultimo fresco di nomina. I fidanzati veri, cioè quelli seri, non semplici filarini, sono stati invece… bè, meno.
Al momento della mia nascita era da poco asceso al soglio di Pietro Papa Montini, ossia Paolo VI. Per la precisione solo quattro mesi prima della mia venuta al mondo, così che lui era giusto lì ad accogliermi, e per una quindicina d’anni è rimasto al suo posto. Continua a leggere

De delicitis gravioribus / 7

di Ezio Tarantino

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Ad una rapida analisi del testo, nella lettera del Papa Benedetto XVI alla comunità cattolica irlandese, la maggior parte dello spazio (proprio in termini di righe) è riservato all’esortazione: “Intendo esortare tutti voi, come popolo di Dio in Irlanda, a riflettere sulle ferite inferte al corpo di Cristo, sui rimedi, a volte dolorosi, necessari per fasciarle e guarirle, e sul bisogno di unità, di carità e di vicendevole aiuto nel lungo processo di ripresa e di rinnovamento ecclesiale”; “Vi esorto a fare la vostra parte per assicurare la miglior cura possibile dei ragazzi, sia in casa che nella società in genere, mentre la Chiesa, da parte sua, continua a mettere in pratica le misure adottate negli ultimi anni per tutelare i giovani negli ambienti parrocchiali ed educativi”; “… ma è nella Chiesa che voi troverete Gesù Cristo che è lo stesso ieri, oggi e sempre (cfr Eb 13, 8). Egli vi ama e per voi ha offerto se stesso sulla croce. Cercate un rapporto personale con lui nella comunione della sua Chiesa, perché lui non tradirà mai la vostra fiducia!”; “Cari fratelli e sorelle in Cristo, è con profonda preoccupazione verso voi tutti in questo tempo di dolore, nel quale la fragilità della condizione umana è stata così chiaramente rivelata, che ho desiderato offrirvi queste parole di incoraggiamento e di sostegno…”.

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De delictis gravioribus / 6

di Ezio Tarantino

4. Il segreto, il perdono, la giustizia

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Di tanto in tanto, sulla stampa, escono nuovi casi di abusi, silenzi, ritardi, omertà. In Belgio, in Germania, in Irlanda, in Brasile.
Cosa ha fatto e cosa sta facendo la Chiesa per far fronte a questo stillicidio mortificante e apparentemente infinito di accuse? E perché sono così frequenti? E come li giustifica? Come se li spiega?

Fra parentesi: comincia la parte per me più difficile dell’inchiesta: ho come la sensazione che, a partire da ora, me la dovrò cavare da solo; lasciati i compagni di cordata all’ultimo campo-base proseguo in solitaria, senza il conforto della cronaca, delle opinioni condivise. L’ho detto sin dall’inizio: il mondo cattolico, se e quando si è espresso, lo ha quasi sempre fatto schierandosi, come in un derby, a difesa del Papa, come se fosse un referendum pro o contro Benedetto XVI (e dico “quasi” solo perché ritengo improbabile che qualche voce critica ci sia stata: io però non l’ho trovata). Ora rimango, da una parte, con la tentazione di un “noi” di cui non conosco l’estensione, di un plurale generico  senza volto (“i cattolici”), della cui solidarietà implicita mi prendo la responsabilità al buio ignorandone la misura; e dall’altra con la consapevolezza di non poter contare più sulla adesione morale di chi non si sente ed effettivamente non fa parte della Chiesa e molti aspetti intrinseci all’appartenenza non può ovviamente sperimentare.

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L’enciclica “Caritas in veritate”. Alcune brevi considerazioni.

E’ stata pubblicata il 7 luglio l’enciclica di Benedetto XVI “Caritas in veritate”. L’enciclica è il documento più importante emesso da un papa, in quanto indica il pensiero ufficiale della Chiesa su determinati  temi costituendo, perciò, un riferimento per i vescovi e i fedeli e non solo. Il documento, incentrato “Sullo sviluppo umano integrale nella carità e nella verità”, di cui si propongono alcuni stralci, andrebbe letto integralmente e con attenzione; vi si coglie uno sguardo profondo e acuto sul mondo e sul nostro tempo, sull’uomo e la sua “vocazione” secondo l’insegnamento di Cristo; uno sguardo ampissimo, anche, sugli aspetti e i fenomeni che condizionano fortemente la nostra esistenza: la tecnologia, la politica, l’economia, l’ambiente, la genetica etc.; un documento granitico e coerente, equilibrato ma fermo nelle diagnosi e nella cura delle molte patologie; senza fare sconti a nessuno – politicamente parlando, né alle destre né alle sinistre nostrane e straniere; un pensiero, insomma, “forte e chiaro”, che radica nel vangelo, nel pensiero millenario e nella tradizione della Chiesa (da San Paolo a Sant’Agostino) richiamando precedenti encicliche e documenti. Personalmente non mi sento di condividerlo appieno, specie in alcuni passaggi (1) , ma ritengo che meriti grande ascolto e rispetto, specie in tempi d’assenza di idee e di progetti altrettanto autorevoli. Continua a leggere