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Sapori


La religione ha i suoi segni, perché l’uomo è un essere concreto: per questo consiglio di pregare davanti a un Volto di Gesù, potente antidoto alla preghiera generica che induce in distrazione. La fede è comprendere che al di là della formula e del rito è presente una Persona. Altrimenti, si rischia di compiere gesti apotropaici che hanno lo stesso valore del corno o del ferro di cavallo. Non a caso la gente, in certi casi, viene a messa per “prendere” le ceneri o i rami d’ulivo, nella domenica cosiddetta delle palme.
Mettere in primo piano la Persona significa che, quando il prete benedice, è Cristo stesso che riempie la vita: si comunica con la sua divinità, a cui aderisce la miseria umana. Solo così la religione diventa portatrice di salvezza e l’uomo “prende” qualcosa: né ceneri né rami d’ulivo né ferri di cavallo, ma il sapore dell’eterno.