Giorno divino

La bontà di Dio è diversa dalla nostra: risplende. Se la accogliamo e la facciamo nostra, la gente se ne accorge, ne ha bisogno. Dobbiamo dare un’aria di famiglia, quella della Trinità, perché siamo tutti bambini di Dio. La nostra vocazione è creare una fraternità che scende dall’alto, e non sarebbe mai possibile a livello orizzontale. Occorre vivere al centro di sé stessi, in una unione radicale con Gesù, e allora ogni giorno diverrà divino.

Trasformazioni


Di cosa è fatto il mondo? Di energia, dicono. Le scoperte della fisica quantistica ci mettono davanti a un universo che non è più un insieme di pieni e di vuoti, ma un groviglio di atomi, molecole, particelle subatomiche che s’intrecciano in un tessuto cosmico sempre uguale e sempre nuovo. Non c’è più la distinzione materiale/immateriale, ma soltanto densità e moti diversi.
Cos’è che dà un senso a tutto questo? Cosa muove l’energia in modo costruttivo, e non, per esempio, nella catastrofe di un’esplosione atomica?
Ricordo che don Mario mi dava spesso, come penitenza per la confessione, un atto di carità. Ecco: un gesto di bontà è capace di dirigere l’immensità degli universi nella direzione pensata da Dio, incanala il moto degli atomi come Lui l’ha avviato, perché tutto si trasformi in un’immagine di vita che non può morire.

La bontà


La bontà, oggi, è un genere in disuso. Prevalgono il cinismo e la furbizia, sottospecie dell’intelligenza; l’arte della manipolazione, dell’attacco preventivo, della vendetta che va servita fredda. Il punto è questo: il cuore è imprigionato in una morsa gelida, uscire dalla quale è almeno problematico.
Assistiamo a una prevalenza dei sistemi difensivi, che preservano da delusioni, sofferenze, traumi. Sperimentato il dolore, lo si vuole evitare a tutti i costi. A scapito degli altri. Pullulano i manuali di self-help in cui si insegna a dominare o raggirare il prossimo. L’uomo è lupo all’uomo, sosteneva Hobbes, ma è anche volpe, sciacallo, avvoltoio; animali, peraltro, degni del massimo rispetto (ma bisognerebbe chiedere un parere anche a cadaveri e galline).
L’arte del vivere degenera in arte dell’inganno, appresa alla scuola del Principe della Menzogna.
E la bontà?
Dio continua a essere buono, nonostante. Ma attenzione: il suo non è buonismo, altra malattia dei nostri tempi. La sua bontà è vincente e convincente, disarciona l’arroganza, ricolloca i valori al posto giusto, restituisce alla propria identità.
Come tesaurizzare tutto questo? Guardandolo negli occhi.
Ma pochi lo fanno.