Brian Panowich, quando la paura diventa leggenda

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Bull Mountain è una giogaia della Georgia del nord sulla quale da decenni dominano i Burroughs, una stirpe di illustri disprezzatori della legge, colmi d’orgoglio fino alle orecchie. Nel precedente romanzo di Panowich, Bull Mountain appunto, abbiamo conosciuto i vecchi Burroughs, Cooper, suo figlio Gareth e i nipoti Halford e Clayton: di questi ultimi, Halford, dopo la morte del padre, ha preso in mano le redini del clan, mentre Calyton è diventato lo sceriffo di Waymore Valley, un pugno di case ai piedi di quel monte ‘sacro’ in cui le generazioni dei Burroughs si sono adattate a sempre nuovi commerci, quello clandestino del whiskey, poi della marijuana e delle metanfetamine, preparate in vasche da bagno dentro a capanni disseminati nel bosco, dentro a cui “ci lavoravano dei veri bastardi”. Continua a leggere

La Georgia di Panowich, tra droga, alcol e senso dell’onore

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NN editore non è solo Kent Haruf. Se è vero che la squadra milanese capitanata da Eugenia Dubini in poco più di un anno ha scalato le classifiche delle vendite e lo ha fatto con quella Trilogia di Holt, ormai da annoverare tra i capolavori della letteratura americana del XXI secolo, ecco che sulla soglia di questo 2017 che già ha donato il più tardo gioiello del cantore della pianura statunitense, da via Sabotino mettono sul tavolo un poker di libri nuovi che non sono il riempitivo di un catalogo dominato da Haruf ma opere a tutto tondo, dotate di una forza sorprendente e di una bellezza autonoma. Qualcuno ha detto che i ragazzi di NN non ne sbagliano una; e io mi unisco a quello che potrebbe diventare un coro. Così, dopo Mia figlia, Don Chisciotte di Alessandro Garigliano e Il Salto di Sarah Manguso, da un paio di settimane – ma frattanto è uscito anche La fine dei vandalismi di Tom Drury, primo capitolo di una nuova trilogia, quella di Grouse County – è in libreria Bull Mountain (portato in italiano da una cordata di traduttori che hanno deciso di rimanere anonimi, pp. 296, euro 18) dell’esordiente Brian Panowich, una storia da cardiopalma che ha fatto dire a James Ellroy che lì dentro c’è tutto: “whiskey, droga e caos”. Continua a leggere