CRESTOMAZIA 24: Callimaco, “Davanti a una porta chiusa”

Davanti a una porta chiusa

Conopio, vorrei che tu dormissi come costringi me /
a dormire, sotto questo portico gelato. /
Donna insensibile, vorrei che tu dormissi come fai /
dormire il tuo innamorato, senza un’ombra di compassione. /
I vicini hanno un po’ di pietà, tu neanche un’ombra. Ma presto /
i capelli bianchi ti rinfrescheranno la memoria, su tutto.

(trad. Marina Cavalli)

Callimaco, Epigrammi, Mondadori, 2008, p.37


“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

Breve meditazione su Callimaco, di Marco Scalabrino

Callimaco, 310 ca. a.C.

“O tu ca passi … / ricordati ca sugnu … patri / d’un Callimacu natu nta Cireni / … pueta”;
“Passanti, tu si’ accantu di la tomba / di lu figghiu di Battu, / bravu comu pueta.”
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