69. Adesso che sai

da qui

Sì, perché è vero che la vita è un viaggio: è come se passassi da un albergo all’altro senza capire bene che succeda, preso da mille appuntamenti, da una foga che si spiega solo con l’angoscia di riempire un vuoto, a tutti i costi. Continua a leggere

68. Come sai

da qui

Cos’ha questa città più di ogni altra? Basta affacciarsi da un ponte qualunque per capirlo. Da qui, per esempio, s’intuisce come acqua, terra e cielo formino una cosa sola, un quadro di fronte al quale non puoi non incantarti. Continua a leggere

67. In modo nuovo

da qui

Ti capita ancora di sognare. E’ questo che ti ha sempre rovinato. L’innamorato scemo, che neanche davanti all’evidenza si rende conto della malizia circostante: ti vedi così, di questi tempi. Continua a leggere

66. Narici delicate

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I poveri sono poveri, non c’è altro da aggiungere. Puzzano. Provi a convincerli, lavarsi non è poi così difficile, anche perché l’aria s’impregna di un tanfo che disturba le narici delicate. Continua a leggere

65. Il cielo di aprile

da qui

Una cosa l’hai capita: s’impara dal dolore. Fatichi a pensare, per esempio, che possa tradirti la persona di cui ti fidavi ciecamente. Pensi agli inganni, alle maschere che un essere umano può indossare, immaginando sempre di cavarsela. Continua a leggere

64. Nel bozzolo

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C’è un’immagine che ti gira nella testa: un bruco che non esce più dal bozzolo; vuole starsene al riparo, perché le ferite fanno male e quando provi e riprovi, rimanendo in attesa di un gesto, una parola, un segno d’amore che tarda ad arrivare, ti chiedi se valga la pena andare avanti, o non sia meglio rimanersene acquattati a godersi lo spettacolo da un posto più sicuro. Continua a leggere