Un’ idea, una carriera: i nuovi guru

di Stefano Montefiori

L’ importante è farsi venire un’ idea. Non necessariamente originale e sorprendente, anzi. Se è già un po’ nell’ aria – come il ritornello orecchiabile di una canzone – meglio ancora. Poi bisogna ripeterla all’ infinito, piegando centinaia di aneddoti alla dimostrazione della tesi, tirando in lungo per centinaia di pagine. Infine, esibire un’ immagine efficace non guasta: del resto anche Jean-Paul Sartre non era certo un bell’ uomo ma (tra la mitologia del Flore e la coppia aperta con Simone de Beauvoir) fu sempre in grado di farsi riconoscere anche da chi non leggeva Les Temps Modernes. Oggi il giornalista giamaicano-britannico-canadese Malcolm Gladwell esibisce un fisico asciutto da ex fondista, camicie attillate un po’ fuori dai pantaloni e una capigliatura afro che una volta – dice la leggenda – prese pure fuoco.
Penna brillante del New Yorker e sorta di Steve Jobs senza Apple delle conferenze pagate fino a 80 mila dollari (convegno della Benco Dental, forniture per dentisti, 2006), Gladwell è l’ archetipo della inedita, vincente categoria dei «journo-guru». Continua a leggere