Vivalascuola. Ma davvero la scuola italiana va così male?

Col consenso degli interessati, che ringraziamo, proponiamo un dibattito tra Stefano Stefanel e Girolamo De Michele nato a partire da un annuncio di vivalascuola per l’uscita del libro La scuola è di tutti.

Può essere utile chiarire le premesse del dibattito. Basandosi su una gran mole di dati, De Michele sostiene nel suo libro un’idea meno pessimistica di quella abitualmente circolante sulla scuola italiana: non è vero che gli insegnanti italiani sono troppi; non è vero che nelle scuole italiane c’è più bullismo che nel resto d’Europa, anzi la scuola è lo strumento più efficace per il recupero dei bulli; non sono attendibili i dati OCSE sulle scuole superiori, perché gli studenti europei cominciano le superiori un anno prima e hanno conoscenze non comparabili con quelle dei nostri studenti; ecc. Ne viene fuori un’appassionata difesa della scuola pubblica.

07.11.2010

Gentile professore,
grazie per il contatto. Ho letto il suo libro segnalatomi da un’insegnante che condivide il suo pensiero e che forse ha cercato di convincermi tramite lei. Sono rimasto sbalordito per la documentazione da lei analizzata Continua a leggere

Vivalascuola. Cervelli in fuga

Il Ministro Gelmini il 10/12/2009 ha dichiarato che: “La Finanziaria in discussione alla Camera contiene importanti interventi finanziari a favore della scuola, dell’università e della ricerca per l’anno 2010”. I 400 milioni per il fondo di finanziamento ordinario per le università e i 103 milioni per la gratuità dei libri di testo sono soldi che la finanziaria 2009 aveva stanziato e che inizialmente quella 2010 no. Li dobbiamo allo scudo fiscale, che quest’anno forse ci sarà, ma il prossimo di sicuro no. In ogni caso i 400 milioni per l’università non sono sufficienti, visto che in fase di assestamento di bilancio 2009 ne sono stati stanziati 280 in più.

Quando scegliere non è una scelta
di Eleonora Grespan

Grazie, professore!
Thank you, good night!”. chiudo la porta del taxi e mi dirigo correndo verso casa. È l’una di notte qui a Boston e fa decisamente freddo. Continua a leggere