Chiedere

Dobbiamo imparare a chiedere: chiedere molto di più di quanto facciamo. Perché mettere limiti alla prodigalità del Cristo? Lui è Dio! Vuole darci anime, e più gliene chiediamo, più ce ne dà. Dobbiamo credere al suo amore inconcepibile, potente, che può mostrarsi solo poco a poco perché, se lo rivelasse tutto in una volta, verremmo certamente meno.

Chiedere


Temiamo di chiedere: ci sembra debolezza, dipendenza, umiliazione. Chissà quante volte è capitato di ricevere in cambio uno sguardo altezzoso, una scusa appiccicata, un rifiuto reciso. Anche noi, sicuramente, abbiamo dispensato smorfie, dinieghi, pretesti senza senso.
Con Gesù, neanche a dirlo, la situazione si rovescia: vuole che chiediamo tanto, sempre, comunque. Lui può soddisfare ogni domanda, risolvere i casi più spinosi, entrare nelle anime più scure e miserabili. Non c’è ostacolo che possa fermarlo, ed è felice di pagarne il prezzo, avendo sperimentato ogni dolore per poterlo condividere con noi.
Per questo, anima, canta l’inno d’amore che sfocerà nel desiderio esaudito dell’eternità.

Uno spettacolo


Mi ha sempre colpito il rifiuto opposto da Gesù alla Cananea: lei gli chiede di guarirle la figlia e Lui risponde che non è giusto dare il pane dei figli ai cagnolini. Lo fa apposta, è evidente: vuole che la donna chieda ancora, che pronunci la risposta così bella e commovente: anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni. Dio ha bisogno di noi, per operare; le grazie sono un lavoro a due, perché Lui, che potrebbe, non si impone. Siamo chiamati a farlo vivere nel mondo, a metter su uno spettacolo gradito al Cielo. L’uomo non è un pazzo che si agita sul palcoscenico, come diceva Shakespeare; da genio qual era, però, aveva intuito che sempre di spettacolo si tratta.